Mia Beghetto: l’arte di attraversarsi, tra immagine, parola e verità

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Ci sono persone che non scelgono l’arte: è l’arte a scegliere loro, molto prima che possano darle un nome. Nel caso di Mia Beghetto, la creatività è una presenza costante, silenziosa e fedele, che l’ha accompagnata fin dall’infanzia, attraversando confini geografici, lingue, forme espressive diverse. Un filo invisibile che lega una bambina che osserva il mondo con occhi curiosi a una donna che oggi vive l’immagine, il corpo e la parola come strumenti di verità. Attrice, modella, content creator, ma soprattutto essere umano in continua trasformazione, Mia usa l’immagine per raccontare ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, la forza, il desiderio di fiorire secondo la propria forma. A 30 anni, dopo aver vissuto molte vite in una sola, si trova all’inizio di una nuova fase, più consapevole e intenzionale, in cui l’arte non è solo espressione, ma scelta quotidiana di verità.

Chi sei oggi, e da dove nasce il tuo percorso artistico?

Mi chiamo Mia Beghetto, ho 30 anni. Sono nata a Bassano del Grappa, ma ho origini rumene e ho sempre vissuto tra l’Italia e la Romania, due Paesi che sento entrambi come casa. Nella vita lavoro come attrice, modella, content creator e account manager: un equilibrio tra creatività e struttura che mi rappresenta molto. Ho studiato recitazione, conseguendo poi una laurea in Turismo a Vancouver, in Canada, e una laurea in Management in Romania, perché ho sempre sentito il bisogno di unire il mondo artistico a una solida preparazione organizzativa e imprenditoriale. Per me l’arte ha bisogno di libertà, ma anche di basi solide per poter crescere davvero.

Il tuo rapporto con i social nasce come estensione del tuo percorso creativo. Come li vivi?

Il mio rapporto con i social è consapevole e creativo. Non mi definisco un’influencer nel senso tradizionale del termine, ma una persona che comunica e condivide ciò che ama e ciò che vive. Uso i social come uno spazio di espressione personale, non come una vetrina costruita. I miei canali principali sono Instagram, dove racconto il mio mondo visivo e creativo, e in parte TikTok, che utilizzo in modo più mirato e selettivo.

Che tipo di immagine senti il bisogno di raccontare attraverso fotografia e contenuti?

Non cerco di veicolare un’immagine precisa: cerco semplicemente di mostrare chi sono.
Sono una persona creativa, amo sentirmi bella e creare bellezza intorno a me: negli outfit, nelle case, nella pittura, nella fotografia o nei piccoli dettagli quotidiani. L’estetica è una parte fondamentale del mio linguaggio e i social sono il mezzo che mi permette di darle forma e visibilità. Li vivo anche come una sorta di diario visivo, una memoria digitale che mi piace riguardare nel tempo, come un “aftermovie” della mia vita. Mi piace il dialogo con altre ragazze, condividere ciò che trovo utile, ispirante o semplicemente vero. Quello che invece mi infastidisce è il rischio di rimanere troppo tempo incollati allo schermo. Per questo ho imparato a darmi dei limiti: uso timer sulle app e ho scelto una sveglia tradizionale in camera, per non iniziare la giornata con il telefono in mano. Credo molto nella gestione consapevole del tempo.

La fotografia arriva molto presto nella tua vita. Che ruolo ha avuto nella tua crescita artistica?

Mi sento una persona artistica da quando ho memoria. Intorno agli 11 anni scattavo fotografie macro a fiori e dettagli della natura, con una curiosità quasi istintiva. A 13 anni ho iniziato a lavorare come modella, entrando in contatto con il mondo dell’immagine in modo più strutturato. Parallelamente ho sempre coltivato altre forme d’arte: dipingevo, ballavo, suonavo il pianoforte. Ho praticato anche sport come nuoto ed equitazione, ma la componente creativa è sempre stata centrale. Dentro di me ho sempre saputo che la recitazione sarebbe stata il mio vero amore. Qualunque strada io percorra, sento il bisogno di continuare a nutrire questa parte artistica, perché è ciò che mi fa sentire davvero completa.

Come si è sviluppata nel tempo la tua carriera tra fotografia e social?

La mia vocazione nasce in modo naturale, dall’unione tra sensibilità artistica e desiderio di comunicare.
Nel tempo ho imparato a utilizzare fotografia e social come strumenti per raccontare storie, emozioni e visioni personali. È stato un percorso graduale, fatto di esperienze concrete, collaborazioni e tanta osservazione. Vivere in contesti diversi e confrontarmi con culture differenti ha contribuito molto a definire il mio stile e il mio modo di esprimermi.

Ci sono stati momenti decisivi in cui hai sentito di metterti davvero in gioco?

Sono sempre stata una persona che, davanti alla paura, sceglie di attraversarla. È il motivo per cui ho provato anche il paracadutismo e il bungee jumping: credo che affrontare ciò che ci spaventa sia il modo migliore per liberarsene. A 13 anni ho partecipato all’Elite Model Look Contest, una delle prime esperienze che mi ha insegnato quanto sia importante credere in se stessi ed essere pronti anche al rifiuto. In questo mondo, saper accettare i “no” è fondamentale: fanno parte del percorso e aiutano a crescere. Da lì sono arrivate sfilate, campagne, spot pubblicitari, fino al mio primo film, “Playboy” di Domenico Costanzo. Ricordo l’emozione e l’ansia di quel momento: lo desideravo profondamente ed è stato un sogno che si realizzava. Con il secondo film, “Il silenzio prima del giorno”, ero già più consapevole. Nei progetti più recenti mi sono sentita ancora più centrata: quando amo ciò che faccio, mi dedico al lavoro in modo totale, con attenzione e rispetto. I social restano per me un modo per restare in contatto con il mondo artistico, ma il mio amore principale resta, senza dubbio, la recitazione.

Cosa rappresenta per te la fotografia, oggi?

Credo che, quando qualcosa ci chiama davvero, abbiamo il dovere verso noi stessi di provarci fino in fondo. Il vero fallimento sarebbe vivere con il rimpianto del “e se…”. La fotografia, come tutto ciò che amo, mi ha fatta fiorire a modo mio, come un fiore che sboccia nella sua forma unica. Mi ha chiesto anche sacrifici, a volte togliendo spazio a momenti con gli amici, ma la vita è lunga e c’è tempo per tutto. Mi sento profondamente grata perché ho trovato un equilibrio tra famiglia, carriera, amicizie e amore. Tenerli in armonia è, per me, la vera ricchezza.

Che rapporto hai con il mondo dello spettacolo, tra luci e ombre?

Non è un mondo semplice. Ci sono momenti in cui bisogna scegliere chi si vuole essere e quali valori difendere. Io ho sempre scelto di rimanere allineata con me stessa, anche quando questo significava percorrere una strada più lunga o complessa. La coerenza interiore è per me un valore non negoziabile. Essere entrata in questo mondo così giovane mi ha portata a maturare molto in fretta. Oggi, a 30 anni, sento di aver già vissuto almeno tre vite diverse e di essere ora all’inizio di una quarta fase, più consapevole e intenzionale.

Nel quotidiano, chi è Mia lontano dal set?

Mi sento come se avessi più personalità dentro di me, ed è probabilmente anche per questo che amo la recitazione. Il mio stile cambia molto: alcuni giorni sono casual e sportiva, altri chic, altri ancora audace o elegante. Non voglio scegliere una sola versione di me. Credo che ciò che mi distingua davvero oggi sia l’aver imparato ad amarmi profondamente, con pregi, difetti, luci e ombre. Ed è proprio per questo che mi sento più bella che mai.

Come immagini il tuo futuro artistico e personale?

Ci sono alcuni progetti in fase di sviluppo di cui, per ora, non posso parlare. Tra dieci anni mi vedo ancora immersa nel mondo creativo e dell’intrattenimento, continuando a crescere come artista, affiancando anche progetti imprenditoriali e fonti di reddito passivo. Mi immagino una vita ricca di stimoli, libertà e creazione, ma anche profondamente equilibrata: una famiglia mia, una figlia, i miei genitori sempre accanto. Sono molto legata alla famiglia, un valore che ho ereditato con gratitudine. È il mio centro, il mio punto fermo, il luogo da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

Manuele Pereira

CONTATTI SOCIAL
https://www.instagram.com/miabeghetto

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