Riparte con entusiasmo la seconda edizione del “Research Contemporary Project”, una rassegna inequivocabilmente di danza contemporanea griffata dai coreografi già apprezzati del panorama nazionale, in scena al Teatro Civico 14 di Casagiove. Una rassegna, pensata,fondata e diretta da Luigi Liccardo, che quest’anno avrà tre date, a partire dalla scorsa domenica, con le altre due date già verso i sold out del 15 marzo e del 23 maggio prossimi. Tra l’altro da quest’anno “Research Contemporary Project” è diventato anche un programma televisivo in onda su TV Luna Canale 83 del Digitale Terrestre. “Tutto il lavoro dietro le quinte di questa rassegna mi porta via tantissime energie – ammette il direttore artistico – tutte profuse per il conseguimento dei migliori risultati possibili, sia per la formazione dei giovani talenti partecipanti che per le performance sulla scena. Quest’anno abbiamo scelto come location il Teatro Civico 14 per l’accoglienza e l’opportunità di misurarsi sul palco di un teatro così trasversale alle arti dello spettacolo dal vivo”. Il progetto, già riconosciuto dall’Ente di Promozione ACSI Napoli, terminerà dunque a maggio 2026 con ben 30 ore mensili di studio e approfondimento della ricerca delle arti performative contemporanee. “Obiettivo del progetto è permettere ai giovani danzatori un apprendimento nella formazione professionale con quello della ricerca nelle arti performative contemporanee – aggiunge Luigi Liccardo – così da sviluppare un programma di studio di approfondimento e perfezionamento secondo i linguaggi proposti nell’ambito nazionale. La finalità principale di questo progetto, dunque, oltre la formazione prevedee la messinscena di diverse produzioni nella stagione 2025/26”. Idee chiare e tanta buonissima volontà da parte del direttore artistico e di chi lo sostiene in quest’avventura coreutica assai lungimirante. A cominciare dai coreografi ospiti e dai tanti giovani talenti pronti a calarsi nella parte del professionismo così giovani! Basti pensare che proossimamente saranno seguiti dai coreografi Marco Munno, Carmine Vigliotti e Sophie Tukker, Claudia Crispino, Cristian La Sala e Marco Lombardi per la data di marzo e Gianni NotarNicola, Maria Avolio, Nyko Piscopo ed Imma del Duca per la data di chiusura rassegna di maggio. Ma ora entriamo nel merito della prima serata, quella del debutto 2026. Una serata con il Teatro Civico 14 pieno come un uovo ma, soprattutto, con un’energia impareggiabile di questi tempi di magra nel mondodella danza. Come con “Dark Soul 2.0”, regia e coreografia del direttore artistico Luigi Liccardo, autore di un’intima relazione fra il buio e la luce, una magia metaforica perfetta del mistero della vita. Un’indagine fisica sul tema del buio come non luogo privilegiato in cui si evidenziano o nascondono sentimenti, azioni, scoperte, paure, misteri e curiosità legati alle fragilità ed alle risorse che ciascuno costudisce gelosamente. Accanto a Liccardo, ed alla sua assistente alla regia e coreografia Martina Pedata, hanno danzato Raffaele Onisti, Emanuela Micallo, Lorenzo Spoleto, Marta Arrichiello, Elena Pezzano, Sabrina Pinzolo, Giorgia Silvio, Ebla Della Corte, Serena De Bernardo, Anna Caliendo, Ida La Falce, Giovanna Caruso e Ylenia Lieto. Un titolo carico di contenuti e movimenti tipici della coreografia contemporanea dei nostri giorni, impalpabile quanto basta per attrarre il pubblico per tutta la durata della coreografia. Sulla stessa linea anche gli ospiti della serata afferente al Corso di Alta Formazione Contemporanea “Corporeamente” diretto da Vincenzo Capasso, in scena al Teatro Civico 14 con lo spettacolo inedito “Icaro” interpretato da Luciano Pomice e Noemi Avino. Ma la serata ha concesso spunti di riflessione a go go con anche gli ospiti del collettivo di danza contemporanea Ov3rline con lo spettacolo “Alter – Io”, ideato e creato da Veronica Cipriani. Infine “Adamo e Eva” di Vincenzo Capasso con in scena Raffaele Onisti, Emanuela Micallo, Lorenzo Spoleto e Serena De Bernardo. Una matrioska di emozioni che Luigi Liccardo ha dedicato al suo pubblico ma, soprattutto, ai suoi giovani talenti nel nome e nel segno della ricerca.

