9Kappler capo delle SS di stanza a Roma, minaccia la comunità ebraica chiedendo un tributo in oro: cinquanta chili per non essere deportati. Un ricatto mostruoso che alcuni già sospettano essere un imbroglio. È questo l’incipit di “Morbo K” la serie tv in due serate, con la regia di Francesco Patierno- coproduzione di Rai Fiction- Fabula Fiction- Rai Com- che sarà in onda su Rai 1 in prima serata stasera martedì 27 e domani mercoledì 28 gennaio.
Mentre gli ebrei romani si interrogano su cosa fare e come mettere insieme in 24 ore l’oro richiesto da Kappler, il professor Prati, (interpretato da Vincenzo Ferrera), direttore del Fatebenefratelli, l’ospedale che è a due passi del ghetto, intuisce le vere intenzioni del colonnello tedesco e riesce a trasferire alcune famiglie ebree in un reparto speciale, salvandole di fatto, da un atroce destino.
Per evitare che i nazisti raggiungano l’Isola Tiberina, il medico ha la brillante idea di inventare un virus altamente contagioso che si sta diffondendo rapidamente: è il letale “Morbo K ” e chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia. Lo stratagemma per un po’ sembra sufficiente a tenere gli ebrei al sicuro all’interno dell’isola e i nazisti a distanza. Tra le famiglie ebree care al direttore, c’è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia, interpretata da Dharma Mangia Woods, si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo (l’attore Giacomo Giorgio), giovane assistente del professor Prati, che ricambia il suo sentimento, malgrado sia già promesso sposo a un’altra ragazza per volere familiare.
La morsa sugli ebrei romani del ghetto, intanto, si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre il professor Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga. Il 16 ottobre del 1943, i cinquanta chili d’oro sono già nelle casse dei nazisti, ma Kappler ordina lo stesso il rastrellamento degli ebrei del ghetto contravvenendo così alla parola data. I soldati tedeschi riescono a caricare 1.259 persone della comunità sui treni destinati ai lager e su un treno c’è anche la famiglia Calò. Il destino di Silvia, Pietro e del professor Prati si consumerà nelle ultime drammatiche ore prima che quel treno lasci Roma.
PRIMA SERATA
EPISODIO 1:Ghetto ebraico di Roma, 1943. La famiglia Calò è in preda al panico dopo che il commendatore Giacomo annuncia l’ultimatum nazista: la consegna di 50 chili d’oro in 24 ore per evitare unamassiccia deportazione. Mentre la famiglia si spoglia dei propri averi, scoppia una lite violenta checulmina nella scoperta da parte della moglie Vittoria della relazione clandestina tra suo marito,Giacomo, e la cognata Sasà. Per porre fine alla rissa, Giacomo simula un infarto, spingendo la giovane Silvia e il piccolo Marcolino a precipitarsi all’Ospedale Fatebenefratelli per chiamare aiuto. Qui, Silvia incontra l’affascinante Dottor Pietro Prestifilippo, al quale confida il dramma dell’ororichiesto al Ghetto. Nel frattempo, il direttore dell’ospedale, il Professor Matteo Prati, incontrasegretamente un Generale della Resistenza, in un clima di crescente terrore e cospirazione. Pietro,profondamente turbato dalla situazione, si confronta con Prati per trovare un modo di soccorrerela comunità ebraica. Ed è in questo momento che il professore viene colto da un’idea salvifica.
EPISODIO 2: I soldati nazisti fanno irruzione alla Biblioteca del Collegio Rabbinico, dove vengono confiscati gliantichi testi e, in particolare, il registro con gli indirizzi delle famiglie ebraiche, tra cui i Calò. All’Ospedale Fatebenefratelli, il Dottor Pietro Prestifilippo e il Professor Prati affinano il pianosegreto: creare il “Reparto K” per nascondere gli ebrei: una malattia contagiosa con l’uso di trucchiscenici per simulare i sintomi. Pietro rivela a Silvia il piano dell’ospedale, ma, nonostante la suaesortazione, la famiglia di Silvia rifiuta il rifugio in ospedale. Intanto, però, il Colonnello Kappler ha ricevuto la lista degli indirizzi ebrei e fissa i preparativi per l’imminente rastrellamento: sabato 16 ottobre 1943.

