Francesca Cavallotti: il corpo come linguaggio, la performance come libertà

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C’è un corpo che diventa linguaggio, uno sguardo che sfida le definizioni e una scena che si trasforma a ogni apparizione. Performer e creatura mutante, Francesca Cavallotti usa l’arte come spazio di libertà e sperimentazione continua. Tra danza, burlesque, arti circensi e fotografia, costruisce visioni sospese tra seduzione e rottura, presenza e mistero. Le piume, la lingerie, il movimento non sono ornamento, ma segni di una ricerca personale e istintiva. Sui palchi come sui social, non esiste un’identità fissa: esistono molteplici versioni di sé. Ogni performance è una variazione, ogni apparizione una dichiarazione di indipendenza.

Chi è Francesca Cavallotti oggi?
Sono una artista performer, e per il resto preferisco lasciare un po’ di mistero. Anche l’età fa parte del gioco: chi vuole scoprirla può seguirmi sui miei social.

Negli ultimi anni i social sono diventati una parte importante del tuo percorso. Come li vivi?
Li uso in modo molto frequente da circa due anni e mi danno grande soddisfazione. Non so definirmi con precisione: forse sono una bizzarra artista content creator. I follower per me non sono numeri, ma uno scambio di energia.

Instagram, Facebook, TikTok: che ruolo hanno nella tua espressione artistica?
Instagram è sicuramente la piattaforma che uso di più, con il mio vero nome e cognome. Facebook resta una presenza importante e TikTok è una nuova sperimentazione. I social sono un palco diverso, ma sempre palco.

La fotografia ha un ruolo centrale nel tuo immaginario. Da dove nasce questa passione?
Ho sempre amato le foto, sia farle che farmi fotografare. Mi piace giocare con look particolari, outfit, lingerie, copricapi con piume. Le piume sono un grande amore: rappresentano leggerezza, forza e trasformazione.

Il tuo percorso artistico parte da molto lontano.
Sì, da bambina. A cinque anni ho iniziato con la ginnastica artistica, poi danza moderna, burlesque e arti circensi. A diciotto anni le prime esibizioni con la danza orientale, poi il burlesque. Da lì non mi sono più fermata.

Ti sei esibita in contesti molto diversi tra loro. Ce n’è qualcuno che porti particolarmente nel cuore?
Ho lavorato in locali, feste, eventi comunali, inaugurazioni importanti, sfilate di moda, ski show night che amo moltissimo. Ricordo con emozione la Notte Nera di Livigno e l’evento all’Arsenale di Venezia. Anche l’esperienza come attrice performer in un film è stata molto significativa.

Quanto è importante per te metterti in gioco?
Fondamentale. Credo che non ci si debba mai avere paura di mettersi in gioco, anzi: l’unica vera paura dovrebbe essere non farlo.

La tua immagine è spesso oggetto di giudizio. Come ti rapporti alle critiche?
Le foto danno emozioni a chi le fa e a chi è sotto i riflettori. I giudizi possono essere rigidi, forse per invidia, paura o bigottismo. Non me ne sono mai preoccupata: faccio sempre ciò che ritengo giusto per me.

Come descriveresti il mondo dello spettacolo?
È un mondo variopinto, fatto di molte sfumature. Bello e sfuggente. Come ogni rosa ha le sue spine: ci sono alti e bassi, legati anche alle mode. Bisogna imparare a navigare nella tempesta e godersi i momenti più belli.

Chi è Francesca lontano dal palco?
Una persona semplice, ma anche eccentrica a tratti. Dipende dalla situazione. Non sono mai la stessa donna: ho molte varianti, e le porto tutte nei miei spettacoli.

Hai nuovi progetti in arrivo?
Sì, sto lavorando a diversi progetti che presto arriveranno sul palco… ma non solo. Se siete curiosi, restate sintonizzati sulle mie pagine social: ci saranno vere sorprese.

Manuele Pereira

 

CONTATTI SOCIAL
https://www.instagram.com/cavallottifrancesca

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