Un volto che il pubblico italiano ha imparato a conoscere e ad apprezzare nel tempo non solo per la sua bellezza ma anche per la sua professionalità ed eleganza Elena Barolo ha saputo trasformare ogni esperienza in un passaggio significativo della propria carriera, costruendo un percorso solido e coerente nel mondo dello spettacolo.
Il grande successo arriva tra il 2002 e il 2004, quando diventa velina di Striscia la Notizia, in coppia con Giorgia Palmas. Sono anni intensi e decisivi: la coppia conquista il pubblico con energia, simpatia e complicità, diventando una delle più amate nella storia del programma. Striscia la Notizia è stato per Elena molto più di un trampolino di lancio: è il punto di partenza della sua carriera.
Dopo aver gettato le basi della recitazione a Milano, la sua ricerca lo spinge oltreoceano, fin nel cuore pulsante del cinema mondiale per un master all’Actors Studio. Questo bagaglio internazionale diventa il filo conduttore di un percorso multiforme: dal grande schermo alla radio, passando per la serialità televisiva. La sua forza? Una rara capacità camaleontica che gli permette di muoversi tra registri diversi, mantenendo sempre un’identità artistica nitida e riconoscibile.
Parallelamente, Elena sviluppa una forte passione per la moda e la comunicazione digitale. Nasce così il blog Affashionate, uno spazio personale in cui racconta stile, tendenze e lifestyle con uno sguardo autentico e contemporaneo. Un progetto che consolida il suo ruolo di fashion blogger e opinion leader nel mondo del fashion.
Oggi Elena Barolo è anche una figura molto seguita sui social: su Instagram conta quasi 370 mila follower, una community che la segue con affetto e interesse, attratta non solo dalla sua immagine, ma anche dalla sua capacità di raccontarsi con naturalezza.
C’è un momento in cui lo specchio deve smettere di restituire il passato per iniziare a raccontare il presente. Per Elena Barolo, quel momento è arrivato con un cambio di look che rompe gli schemi: bruna, grintosa, inedita. Questo ‘beauty change’ è il manifesto di una rinascita che arriva dopo un periodo di riflessione, diventando il simbolo di una donna che sceglie la libertà di evolversi. Affidandosi alla sensibilità di Tagliati X il Successo, Elena ha trasformato i suoi capelli nel primo capitolo di una storia tutta nuova. È un invito per tutti: non aver paura di cambiare colore, se questo serve a illuminare una nuova strada.
Buongiorno Elena, la prima domanda è una mia curiosità: se dovessi descrivere Elena Barolo con tre parole, quali utilizzeresti?
Direi sincera, solare e… stramba!
Hai iniziato con la danza da bambina, ma il tuo ingresso nel mondo dello spettacolo è stato repentino: ti ricordi cosa hai pensato quando hai capito che quella strada poteva diventare davvero il tuo lavoro?
In realtà la prima cosa che ho pensato quando sono stata eletta Velina è stato: “Oh mio Dio!”. Perché, sinceramente, quando ho partecipato al concorso non pensavo minimamente di vincere quindi il primo impulso è stato letteralmente quello di scappare, dal palco, dai giornalisti. Poi però ho guardato le altre ragazze che avrebbero dato qualunque cosa per essere al mio posto ed è allora che ho pensato no, è il mio momento, me la devo godere! È allora che ho realizzato che il mio futuro sarebbe stato nel mondo dello spettacolo. Poi pian piano con il passare del tempo ho capito che quello era il mio posto. Anche se per mantenere questo posto c’è sempre da lavorare sodo.
Nella vita di ogni artista arriva inevitabilmente il momento del confronto con la famiglia: come hanno reagito i tuoi genitori quando hanno saputo che volevi intraprendere la carriera artistica?
Al momento dell’iscrizione al concorso entrambi, come me, non ci credevano minimamente quindi erano tranquillissimi, convinti che a settembre sarei tornata a casa e avrei ripreso l’università. Invece quando hanno capito che i giochi erano iniziati mio papà l’ha presa con filosofia, mi ha detto: “se questo è il tuo percorso sono contento per te. Fallo sempre nel modo più pulito possibile, comportati come ti abbiamo insegnato, mantenendo i tuoi valori”. Idem mia mamma, con la differenza però che, soprattutto i primi mesi di Striscia, è entrata in depressione perché non mi vedeva tornare a casa e lei sperava che fosse un impegno meno pesante. Invece è stato un lavoro che mi ha preso al 100%, soprattutto all’inizio, e i miei ritorni a casa si facevano sempre più sporadici. Poi però anche lei ha capito che quella era la mia strada ed era l’unico modo per me per essere serena, anche perché forse altre cose non le saprei fare così bene, e quindi si è messa il cuore in pace.
Avevi solo 19 anni quando sei arrivata a Striscia la Notizia: che effetto ti ha fatto ritrovarti così giovane in un programma seguitissimo da milioni di persone?
In realtà all’inizio non me ne ero proprio resa conto perché tutto è successo in modo molto veloce. Tra l’altro in quel periodo il pubblico non era nemmeno presente in studio quindi io mi sentivo come estraniata. Ero sì davanti a una telecamera ma visto che il programma era in diretta, tranne il sabato che era registrato, io non mi vedevo neanche in televisione e non mi rendevo conto che mi seguisse tanta gente. Me ne accorgevo però quando uscivo dagli studi perché mi riconoscevano tutti. E quello mi dava come un senso di protezione. Visto che ero così amata in giro mi sentivo protetta, come se le cose brutte non mi potessero capitare. Tutte queste persone che mi conoscevano, che mi fermavano per chiedermi l’autografo o una foto, mi facevano sentire in un bozzolo, come se fossero una grande famiglia moltiplicata. Mi accorgevo di essere tanto popolare quando mi vedevo sulle copertine dei giornali, quello sì. Ma anche lì era una sensazione stranissima, come se vedessi la mia sorella gemella. A ripensarci mi rendo conto di non essermela goduta abbastanza in quel periodo… Avrei forse dovuto godermela di più.
Di quel periodo a Striscia, qual è il momento che ancora oggi ricordi con più piacere o che ti fa sorridere appena ci ripensi?
Sono tantissimi. La produzione di Antonio Ricci è veramente come una grande famiglia. Tutti ti proteggono, ti tutelano, ti fanno anche crescere dal punto di vista lavorativo quindi per me è stata come un’università, l’università di Striscia. Quindi devo ringraziare tutta la produzione, l’ufficio stampa e poi Giorgia che mi è stata vicino e ci siamo supportate per due lunghi anni e ancora oggi siamo molto amiche.
Il momento che ricordo con più piacere è stato forse il primo incontro con Ezio e Enzo in occasione della prima conferenza stampa. Io e Giorgia eravamo già nel cortile della location dove si sarebbe svolta la conferenza e quando sono arrivati io non riuscivo a credere ai miei occhi, erano proprio Ezio Greggio e Enzo Iacchetti e io avrei lavorato al loro fianco per i prossimi due anni. Li avevo sempre visti in TV e mai avrei immaginato di trovarmi lì. Davvero non riuscivo a credere che stesse succedendo a me.
Lavorare ogni giorno in un contesto così intenso ti ha resa indipendente molto presto: cosa pensi di aver imparato più di tutto da quell’esperienza e cosa senti di aver dato tu, personalmente, al programma?
Striscia è stata una grande università, una grande palestra e mi ha insegnato tantissimo, a partire dalle basi tipo sapere quale telecamera guardare che in televisione è la prima cosa che ti insegnano. Parlare davanti a un pubblico, fare le telepromozioni, ballare in tv… Le persone ce lo vedevano fare con tanta naturalezza e spesso non si rendevano conto che anche dietro un programma di così breve durata c’era il lavoro di un’intera giornata. Ho imparato che per farlo ci vuole un impegno e una dedizione totale che va ben oltre le ore di lavoro che richiede il programma. Noi per esempio andavamo anche a scuola di recitazione, di dizione, di ballo. Per riuscire a dare il massimo c’è dietro una preparazione di tante ore.
Io penso di aver portato al programma la mia personalità. Sono una ragazza un po’ stramba, un po’ sopra le righe. Sicuramente si ricordano delle mie poesie. Mi è sempre piaciuto scrivere, scrivo poesie dall’età di otto anni e lo facevo anche ai tempi di Striscia. Ecco, quelle se le ricordano sicuramente.
Dopo Striscia hai sentito il bisogno di studiare recitazione, anche all’estero, tra Milano e Los Angeles: cosa cercavi in quel momento e cosa senti di aver portato a casa da quel percorso?
Sicuramente mi sono portata dietro il classico foglio di carta, un attestato che dice che ho studiato all’Actors Studio e quello mi ha permesso di entrare da protagonista nella soap opera di Centovetrine. In realtà quello che ho imparato del mestiere dell’attore l’ho imparato proprio sul campo a Centovetrine. A Los Angeles ho conosciuto tanti ragazzi americani e il loro modo di recitare che è molto diverso dal nostro. Noi forse ci atteggiamo un po’ troppo, loro sono più liberi, più veri. Se ne fregavano di recitare, quando lo facevano erano pienamente se stessi, ripetevano la loro parte senza tante barriere. Gli attori italiani invece tendono a recitare mentre recitano, un errore che faccio anche io per prima.
Nell’estate del 2004 hai debuttato su Italia 1 con Giorgia Palmas in Lucignolo – Bellavita: com’è stato lavorare fianco a fianco con lei e in un programma così giovane e dinamico?
Nell’estate del 2004 io e Giorgia abbiamo avuto l’occasione di lavorare di nuovo insieme e non è stata l’unica volta, l’abbiamo fatto anche al Processo di Biscardi e con lei, che è una delle mie migliori amiche, ci siamo divertite tantissimo. Lucignolo era un programma itinerante quindi siamo state in Sicilia, a Ibiza, in Sardegna, a Milano Marittima, insomma sulle spiagge più belle d’Italia e d’Europa e a quell’età lì non fai altro che divertirti. Le trasferte duravano diversi giorni e devo dire che è stato un momento di grande libertà e divertimento. Potessi riviverlo lo farei subito.
Hai condotto Miss Universo Italia su Canale 5: cosa ti ha colpito di più di quell’esperienza nel mondo delle sfilate e della moda?
È stata un’esperienza bellissima. Un paio di anni prima lo aveva condotto la Canalis ed essere scelta dopo Elisabetta è stata una bella soddisfazione. Mi ricordo che rivedevo nelle ragazze le stesse emozioni e lo stesso timore che avevo provato io durante il concorso di Veline, la loro timidezza… e io cercavo di indovinare quale sarebbe stata quella che avrebbe portato a casa il titolo. Al momento dell’elezione sono stata molto contenta perché ha vinto proprio una delle mie preferite.
Hai interpretato Laura Ferrari in 7 vite, una sit-com molto amata dal pubblico: quali aspetti di quel ruolo o di quell’esperienza ti hanno lasciato il ricordo più bello?
Il lavoro di 7 vite è stato una delle esperienze più belle che ho fatto come attrice. Ho un bellissimo ricordo del set perché eravamo un cast molto unito, uscivamo tutte le sere a cena e per molto tempo siamo rimasti in contatto. Ancora adesso con Michela Andreozzi e Luca Seta ci sentiamo spesso e ci vediamo quando possiamo. Sono stata scelta perché io somiglio davvero tanto al personaggio di Laura Ferrari. È stato quasi difficile interpretarla perché ero proprio io. Pensa che gli autori spesso venivano a pranzo con me con il taccuino e si appuntavano le battute che facevo perché io sono una tipa divertente, tendo a far ridere le persone, e poi le inserivano nel copione. Quindi spesso mi ritrovavo a dire delle battute che io stessa avevo scritto. Mi sono divertita tantissimo a farlo e potessi interpretare adesso Laura Ferrari dieci anni dopo lo farei subito. Farei una Laura Ferrari cresciuta, maturata ma sempre stordita come sono io e come è lei!
Se potessi tornare indietro nel tempo, c’è una scelta che cambieresti o pensi che ogni passo, anche quello più difficile, ti abbia portato dove sei ora?
Anche sbagliando, perché ho fatto diversi errori, se potessi tornare indietro nel tempo rifarei esattamente le stesse cose perché sono contenta di dove sono adesso. Magari se avessi fatto un’altra cosa, anche più giusta in passato, adesso non sarei dove sono e quindi no, non cambierei niente.
La moda è sempre stata una tua grande passione e con Affashionate è diventata un progetto concreto: quando hai capito che poteva essere qualcosa di più di un semplice interesse personale?
Per quanto riguarda il blog è stato un progetto che è nato proprio con il preciso scopo di farne un business e non è stato facile. Ricordo che all’inizio, per i primi sei mesi almeno, non ne era venuto niente di buono. In molti mi dicevano di mollare, la situazione non si sbloccava e non ci guadagnavo niente. Io però sentivo che sarebbe successo qualcosa di positivo e visto che sono molto testarda e determinata ho deciso di andare avanti e ho fatto bene. Infatti, magicamente, dopo un’ospitata a Verissimo, sono iniziati ad arrivare i contratti e per diversi anni ho avuto belle soddisfazioni e anche tante persone che lavoravano al mio fianco. Tra l’altro lavorare nel mondo della moda era il mio sogno di bambina e grazie al blog si è avverato.
Sei seguitissima sui social e hai la possibilità di interagire con tantissime persone: c’è qualcosa che ti hanno scritto i fan che ti ha colpito o fatto davvero piacere?
Vedo che ci sono tantissime persone che apprezzano quello che scrivo. Io amo scrivere e mi capita, soprattutto in questo periodo da single, di dedicare molte serate alla scrittura di cose ancora inedite che però spero di pubblicare presto. Sui social ho iniziato a pubblicare stralci dei miei scritti e noto che piacciono. Mi fa tantissimo piacere che la gente mi apprezzi non solo per la parte estetica, che come sappiamo ha una data di scadenza, ma che trovino interessante anche altri aspetti di me. Credo che sia la cosa più importante.
Guardando al presente, c’è qualcosa che ad oggi senti che ti manca o che vorresti ancora vivere o provare?
Certo che ci sono ancora tantissime cose che vorrei fare, vivere e provare. Vorrei di nuovo innamorarmi veramente, provare di nuovo l’emozione di un amore vero e sono sicura che capiterà.
Elena come ultima domanda: “Se oggi avessi il potere di fermare un istante della tua vita, quale sceglieresti di portare per sempre con te?”
In realtà non è un giorno particolare, direi una domenica a pranzo dai nonni di quando ero piccola, quando c’era ancora tutta la famiglia riunita con mia mamma, mio papà, i nonni e la zia Alma. Ecco il ricordo di una di quelle belle domeniche del passato vorrei portarlo sempre con me per poterlo rivivere ogni volta che mi sento giù o quando mi mancano gli affetti importanti della vita che per me sono stati loro.
“Grazie Elena, è stato davvero un grande piacere chiacchierare con te.”
È stato un piacere anche per me. Grazie a te Max e un caro saluto a tutti gli amici del Corriere dello Spettacolo!
“Non importa quanto lentamente vai, l’importante è che non ti fermi.” Mentre guido e la pioggia inizia a picchiettare sul parabrezza, questa frase di Confucio mi risuona in testa legandosi inevitabilmente al percorso di Elena Barolo.
Elena ci insegna che il successo non è un traguardo improvviso, ma un viaggio fatto di passi decisi, vissuti con un’intensità rara. La sua carriera è una testimonianza di coerenza e passione: dal bancone di Striscia la Notizia al talento mostrato come attrice, fino alla creazione di un blog di grande successo. Ogni tappa è stata affrontata con la voglia di godersi il momento, senza bruciare le tappe, ma senza mai restare ferma.
Ciò che colpisce di lei è la consapevolezza: ci ha detto che non cambierebbe nulla del suo passato, e questa è la vera vittoria. In un mondo che corre, Elena ha scelto di crederci, dimostrando che la determinazione porta sempre dove si desidera.
Mentre torno a casa, capisco che la sua storia è un invito per tutti noi: ogni passo va fatto senza timore e, soprattutto, senza mai guardarsi indietro, perché la strada che abbiamo percorso è esattamente ciò che ci rende chi siamo oggi.
Max Cavallo


