“Raccogli”: a tu per tu con Tommaso Imperiali

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C’è una linea sottile che unisce l’energia ruvida del rock di matrice americana alla profondità della canzone d’autore italiana. Su quella linea si muove con naturalezza Tommaso Imperiali, cantautore comasco classe 1999 che, nonostante la giovane età, vanta già un percorso artistico sorprendentemente solido.

Cresciuto musicalmente come frontman dei Five Quarters, band con cui ha calcato palchi prestigiosi e costruito un seguito sempre più ampio nella scena musicale comasca, Imperiali ha maturato un’intensa esperienza live: oltre 150 concerti, la vittoria di Obiettivo Bluesin nel 2018 con esibizione sul main stage del Pistoia Blues Festival, e il superamento delle audizioni di X Factor nel 2019. Con i Five Quarters pubblica nel 2021 Storie Nuove, disco che segna il suo debutto alla voce e il passaggio alla scrittura in lingua italiana. Dal 2022 intraprende un percorso solista maturo e identitario, collaborando con il produttore Lorenzo Cazzaniga (Alari Park Studios). Nasce così Meccanismi di difesa, album d’esordio pubblicato nell’ottobre 2023: otto tracce che coniugano una scrittura cantautorale intensa a un sound da rock band ispirato ad artisti come Sam Fender, The Wallflowers e Train. Nello stesso anno raggiunge la fase finale di Area Sanremo e, insieme a Daketo, vince il contest nazionale Cover Me con una toccante reinterpretazione di The Wrestler di Bruce Springsteen. Il 2025 segna un punto di svolta: oltre 30 concerti tra Lombardia e Nord Italia, aperture di rilievo come quella per Davide Van De Sfroos al Lake Sound Park di Como, esibizioni a Firenze, al Buscadero Day e alla serata conclusiva del Milano Film Fest, oltre alla firma con la neonata etichetta indipendente Altavibe, con cui pubblica i singoli Le lune di Giove, Ragazzini viziati, Inni generazionali e Qualcuno ha visto Elvis. Accanto alla musica, Imperiali porta avanti un percorso parallelo nel teatro: dal 2023 collabora con la compagnia Dimore Creative, è in scena come musicista in Ecologia Capitalista di e con Pietro Cerchiello — oltre 70 repliche tra Italia e Svizzera — e cura regia e musiche di Concerto per uno sconosciuto, spettacolo vincitore del Premio Scenario 2025, in tournée nei teatri da gennaio 2026. Una traiettoria che conferma un talento poliedrico, capace di muoversi con coerenza tra palco, canzone e scena teatrale.

Oggi Tommaso Imperiali torna in radio con “Raccogli”, nuovo singolo disponibile dal 23 gennaio 2026 per Altavibe Music: un brano che apre idealmente un nuovo capitolo artistico, in attesa del tour teatrale del 2026. È da qui che prende forma il racconto di un artista che ha scelto di non rincorrere scorciatoie, ma di costruire — passo dopo passo — una voce autentica e riconoscibile.

Ciao Tommaso, bentrovato al corriere dello spettacolo. “Raccogli” nasce da un momento personale vissuto a Torino e parla di ricordi e cambiamenti della vita. Puoi raccontarci come è nato il pezzo e quale messaggio vuoi trasmettere agli ascoltatori?

È vero. La prima bozza di Raccogli è nata una sera a Torino, poco prima di andare in scena con lo spettacolo teatrale con cui ero in tour. Si è creata quindi una situazione piuttosto straniante: tra un pezzo e l’altro cercavo di ripassare mentalmente il chorus per evitare di farlo scappare.  La canzone nasce da un momento di felicità e al tempo stesso di consapevolezza che potrebbe non durare per sempre: vuole essere un invito a fare scorta dei momenti migliori, a tenerli al riparo dall’effetto del tempo e a non lasciare che ciò che sarà intacchi i ricordi di ciò che abbiamo vissuto.

Il video di “Raccogli”, girato a Bologna, alterna scene intime a sequenze nella natura al tramonto. Come avete lavorato per tradurre visivamente le emozioni del brano e cosa volete comunicare attraverso queste immagini?

Volevamo fare qualcosa di delicato, di minimal, che affiancasse in un certo senso il brano senza però dargli connotazioni troppo puntuali. Mi piace che il videoclip evochi esteticamente il mondo della canzone ma senza costringere chi guarda a una sola lettura.  Per fortuna c’è Giada Garattoni, che cura tutta la parte estetica e grafica della mia musica e che è bravissima in questo.

Quando hai iniziato a scrivere testi musicali e cosa ti ha spinto a farlo? 

Ho iniziato seriamente a scrivere testi nel 2019 in occasione del primo album della mia band Five Quarters, Storie Nuove. Dopo anni passati come chitarrista, mi sono ritrovato quasi all’improvviso a essere anche il cantante del gruppo e di conseguenza è stato quasi naturale che scrivessi io i testi. Prima scrivevamo in inglese, ma in quel momento ho capito che, se volevamo davvero raccontare qualcosa, dovevo farlo in italiano. All’inizio vivevo la scrittura quasi come uno strumento aggiunto: i testi erano molto al servizio della musica. Con il tempo mi sono appassionato sempre di più alla scrittura in sé, andando verso un approccio alla composizione che oggi è decisamente più cantautorale, ma cercando sempre di dare un’importanza primaria al suono delle parole.

Puoi raccontarci la tua esperienza con la compagnia teatrale Dimore Creative e come descriveresti il tuo rapporto con il teatro?

Ho iniziato a fare teatro nel 2022 con Pietro Cerchiello e la sua compagnia Dimore Creative, lavorando allo spettacolo Ecologia Capitalista come musicista e, in piccola parte, anche come attore. L’anno scorso ho curato la regia e le musiche di un nuovo spettacolo di Pietro, Concerto per uno sconosciuto, che racconta la storia semi-vera di un suo viaggio sul Sentiero del Re, in Svezia. Abbiamo vinto Premio Scenario e ora abbiamo appena iniziato un tour che nel 2026 toccherà le principali città italiane. E’ un mondo molto diverso da quello della musica, ci ho messo un po’ ad ambientarmi ma piano piano inizio a sentirlo mio. Devo ringraziare tantissimo Pietro per la fiducia e per avermi voluto dentro questi progetti. Dimore Creative poi è una realtà fantastica, composta prima di tutto da un gruppo di grandi amici: non vedo l’ora di portare in giro lo spettacolo con loro nei prossimi mesi.

Questa era la mia ultima domanda. Ti auguro un buon lavoro e che tu possa realizzare tutti i tuoi progetti, nella musica come nel teatro. Grazie per il tempo che ci hai dedicato.

Grazie a te Giuseppe e a tutta la redazione del Corriere dello Spettacolo per lo spazio e l’attenzione. Un saluto a tutte le lettrici e a tutti i lettori che vi seguono, spero di incontrarvi presto dal vivo, sotto un palco o a teatro.

Giuseppe Sanfilippo

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