In prima visione su Rai1 martedì 3 e mercoledì 4 febbraio e in boxset su RaiPlay
Il Colonnello Lucio Gambera è a capo della squadra di Carabinieri del ROS incaricata di catturare il boss della mafia Matteo Messina Denaro. Gambera è da anni sulle tracce del latitante ma, a causa dei ripetuti fallimenti, ha ricevuto dal suo Comandante un ultimatum: ha tre mesi di tempo per portare a termine l’incarico, dopodiché lui e la sua squadra verranno sostituiti.
Comincia così una lotta contro il tempo per stanare il latitante, una missione che richiede molti sacrifici. Grazie alla perseveranza della sua squadra, a pochi giorni dalla scadenza, il Colonnello scopre alcuni pizzini nascosti a casa della sorella di Messina Denaro, contenenti dettagli sulle condizioni di salute del boss e sulla clinica dove si cura. Informazioni che gli consentono di organizzare un’operazione ad alta tensione al termine della quale il boss viene finalmente arrestato.
LE ANTICIPAZIONI DELLA PRIMA SERATA
Episodio 1
Il Colonnello Lucio Gambera (Lino Guanciale) è a capo della squadra di Carabinieri del Ros incaricati di ritrovare il boss latitante Matteo Messina Denaro (Ninni Bruschetta). Fra gli uomini di Gambera vi sono il leale maresciallo Sancho (Massimo De Lorenzo), il tecnico radio Ram (Leo Gassmann), gli agenti Dago (Giacomo Stallone) e Giove (Bernardo Casertano), la pilota d’auto Nikita (Noemi Brando) e l’esperto di identikit Garcia (Roberto Scorza): uomini temprati da anni di missioni sul campo, che adesso hanno solo 3 tre mesi per trovare Messina Denaro e portare a termine l’operazione “Tramonto”, battezzata così in omaggio alla poesia scritta da una giovanissima vittima del boss. Dopo una serie di
retate fallimentari, Gambera inizia a sospettare che nella sua squadra ci sia una talpa.
Episodio 2
Gambera confessa a Sancho i propri timori, chiedendogli di mettere sotto controllo la squadra per scoprire se tra i suoi uomini c’è effettivamente un informatore. Le difficoltà nel frattempo si presentano anche sul fronte privato: l’ossessione di Gambera per la cattura del boss mette a dura prova la sua relazione con la moglie Maria (Levante) e con i due figli, a cui il Colonnello può dedicare solo poco tempo. Nel frattempo, la moglie del Vice Procuratore Paolo Guido (Paolo Briguglia), che coadiuva Gambera nelle indagini, viene colpita da una gravissima polmonite. Dopo una maxi-retata che porta all’arresto di diverse figure chiave nella rete del boss, Gambera e Sancho devono individuare a tutti i
costi il traditore che si nasconde all’interno del loro team.
LE ANTICIPAZIONI DELLA SECONDA SERATA
Episodio 3
Dopo la scoperta della talpa, il morale della squadra di Gambera è a terra. Ma l’operazione deve andare avanti: sul Monte Catalfano, un’altura che sovrasta Palermo, bisogna montare un’antenna necessaria a rafforzare il segnale delle intercettazioni radio. Ram e Dago si offrono di condurre la missione, ma un temporale violentissimo causa un’inaspettata tragedia: è un altro duro colpo per Gambera. Il Colonnello e i suoi uomini decidono di infiltrarsi a casa di Rosalia (Simona Malato), la sorella del boss, per installare segretamente altre microspie. È in questa occasione che, nascosto in cucina, trovano un indizio
che cambia tutto.
Episodio 4
Sfruttando quanto scoperto a casa di Rosalia, Gambera e i suoi uomini cercano di ricostruire i movimenti del boss nei mesi precedenti. Dopo aver analizzato un enorme quantitativo di dati, individuano una clinica palermitana dove Messina Denaro si sarebbe recato regolarmente negli ultimi anni e, accedendo al sistema online dell’istituto, trovano la conferma dei loro sospetti. Gambera decide di giocarsi il tutto per tutto: organizza così un’operazione colossale, coinvolgendo anche le forze del GIS e di altri Reparti Territoriali. La mattina del 16 gennaio l’operazione “Tramonto” raggiunge il suo culmine: è il momento della verità.
Le note di regia: Michele Soavi
La Sicilia, “la terra dei limoni”. Federico Secondo di Svevia l’aveva definita così: “Non invidio a Dio il Paradiso perché io ho la mia Sicilia”. Questo è lo scenario meraviglioso della storia. L’azzurro pastello del mare contrapposto alle vette aguzze e impervie delle montagne arse dal sole. Un paesaggio fermo e incantato dove due lembi di mari si incontrano e ne creano un vento. Si chiama così Trapani: la città del vento e dell’accoglienza.
In questa isola dai colori tenui di fiaba inizia l’operazione “Tramonto”. Un nome che nasce da una poesia scritta da una bambina di nove anni che perde la vita insieme alla famiglia, vittime di un attentato di mafia. In questa storia raccontiamo l’indagine minuziosa, capillare ed estenuante della squadra del Ros dei Carabinieri che portò alla cattura del nemico pubblico numero uno: Matteo Messina Denaro.
Narrare storie delle forze dell’ordine è da sempre stata una mia grande passione. Un coinvolgimento talmente importante che è stato ereditato da uno dei miei figli, che oggi fa il Carabiniere. Raccontare i sacrifici, i successi, le delusioni e i sentimenti di questi uomini impegnati 24 ore su 24 a difendere il nostro territorio dalla criminalità organizzata è diventata per me una missione e un impegno per diffondere e trasmettere un forte senso di legalità.
Sono le storie degli eroi dell’ombra, spesso costretti a celare il proprio volto come i banditi, per poi togliersi il passamontagna e tornare a cena a casa facendo finta che è tutto a posto, mentre la verità è un’altra. Sono uomini che vivono una doppia identità e si nascondono proprio come i criminali per esser come loro e poterli cacciare. Spesso a cena a casa non ci tornano perché ci sono stati degli imprevisti sul lavoro – succede ad esempio che un papà, sempre per lavoro, non possa andare in ospedale dal figlio che sta per avere un intervento importante. Sono gli eroi della notte, silenziosi, che devono rendersi invisibili per dare la caccia a un altro invisibile. Grado di pericolosità di questo lavoro: altissimo.
È una grande storia di detection e suspense. Una ricerca senza sosta di un uomo senza volto. Un senza volto che si può incontrare ovunque, anche facendo la fila al supermercato. Un invisibile che, in realtà, era visibile a tutti, come un albero in mezzo a una foresta…
Le note dello sceneggiatore: Pietro Valsecchi
La cattura dell’ultimo Padrino rappresenta un momento decisivo della storia recente italiana. È il risultato di un lavoro istituzionale silenzioso e articolato, dove si incrociano memoria, giustizia e identità collettiva. Da qui scaturisce l’esigenza di restituire i fatti attraverso una narrazione consapevole e rigorosa.
Questo progetto nasce da mesi di studio. Ho passato molto tempo a ricostruire eventi, psicologie e vuoti. L’incontro con Michele Soavi è stato la svolta naturale del percorso: il suo linguaggio visivo, la sua capacità di dare forma alla complessità del racconto erano ciò che questa storia richiedeva. Ho deciso così di tornare alla Sicilia — non come luogo da cartolina o stereotipo narrativo, ma come territorio vivo, contraddittorio, segnato ma capace di ricordare. Parla anche di questo la serie: di una ricerca della giustizia che resiste al tempo, della capacità delle istituzioni di colmare silenzi e ferite ancora aperte.
È una storia di mafia, ma anche, e soprattutto, una storia di Stato: di fragilità, di resistenza, di compromessi, di coraggio. Raccontarla è un atto di responsabilità civile.

