Il futuro è di casa

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Ormai è assodato, ogni volta che cambia secolo ci troviamo leggermente spiazzati, poiché avvengono cambiamenti radicali con disagi alle persone anziane. Pensavamo che il futuro dei fumetti con le sue escursioni nella stratosfera con le loro astronavi alla ricerca di nuovi mondi, era frutto di una fervida mente accompagnata da molta fantasia… o forse perché questo unico mondo l’avevano già leggermente trucidato nel corso del tempo… oppure per sete di sapere, comunque sia, il futuro descritto da scrittori poteva sembrare lontano anni luce… invece… Allora c’è da credere su cosa si è letto in tutti i fumetti sfogliati in età giovanile, gli autori erano visionari o cosa?

Chi nel 2015, aveva partecipato alle prime edizioni di Parco Valentino, una rassegna automobilistica ideata dall’imprenditore e presidente Andrea Levy, portando nel capoluogo torinese visitatori da ogni dove e case automobilistiche di fama internazionale ha visto prototipi che sfioravano l’immaginario, uno tra i tanti stand, affascinava vedere e sentire le spiegazioni di un prototipo di navicella incorporata ad un Drone, questo come un taxi in piena traffico, ti veniva in soccorso prendendoti in mezzo al traffico portandoti a destinazione… detto in questo modo è tipico da film di fantascienza, oggi si direbbe schi-fi. E noi quando vedemmo il prototipo iniziammo a sognare ad occhi aperti. Intanto la tecnologia non si può fermare… questo è un dato di fatto. Gli ingegneri a seconda della specializzazione, dislocati nei vari settori continuano a sfornare innovazioni sempre più curiose e sofisticate, una tra queste dopo il metrò senza conducente, definito come sistema VAL (Vèhicule Automatique Lèger), porta a Torino il primo progetto mettendolo in strada a bordo di due navette a guida autonoma, vale a dire senza conducente in maniere sperimentale. Saranno solo due chilometri di percorso gratis per trasportare quattordici passeggeri, ma non c’è da stupirci, ormai un numero imprecisato è abituato salire in metropolitana, diversamente salire su queste due vetture elettriche è come fare “il battesimo dell’aria” molti lo avranno già sperimentato salendo a bordo del metrò, ma il brivido rimane poiché i due mezzi, dovrebbero girare in mezzo al traffico, sperando con una corsia preferenziale. Comunque niente panico, il tragitto sperimentale sarà effettuato nella zona ospedali… forse per un gesto scaramantico. Cari lettori, tutto questo abbinato all’Intelligenza Artificiale non c’è proprio di che stupirsi… alcune delle persone anziane resteranno indietro come già accaduto con avvento del computer e dei cellulari… Guardando indietro questo vecchio mondo si è evoluto non di poco… nessuno potrà arrestare il meccanismo del tempo… Senza divagare, gradiremmo completare per gli appassionati fornire alcune nozioni tecniche a riguardo del progetto, diamo pure sfogo dicendo che le navette hanno quattro ruote sterzanti, per le dimensioni misurano entrambe una lunghezza di 4,75 metri e larghezza delle medesime 2, 11. Il progetto pilota è coordinato dalla Fondazione Links e gestito da Gtt, entrambe i mezzi, sono prodotte dall’azienda spagnola Navya, l’investimento complessivo è di 800 mila euro di cui il 70% finanziati dall’Unione Europea (programma Horizon), Torino è l’unica città italiana (tra 20 europee) a prendere parte a questo progetto.

Mica da ridere…. Aspettare per credere…

Daniele Giordano

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