A Parigi c’è sempre da scoprire qualcosa e il Musée Jacquemart-André è un’oasi di pace nascosta in Boulevard Haussmann, che forse non tutti conoscono. Eppure varcato il cancello, nei grandi saloni all’interno del bellissimo palazzo si ha l’occasione di scoprire grandi tesori. Nélie Jacquemart e Edouard André, erede di una famiglia di banchieri e grande appassionato d’arte, avevano costituito insieme una collezione d’arte che varia dai dipinti alle sculture, arazzi e oggetti d’arte del XVIII secolo, che comprende anche molti dipinti italiani, passione di Nélie.
La villa era stata decisa proprio per esporre questa grande collezione, e fu progettata da Henri Parent su un modello classico. All’epoca era luogo d’incontro in cui venivano celebrate sontuose feste e tutt’ora all’interno, oltre alle varie mostre temporanee, si organizzano anche vari concerti da camera. Tante le opere di gran rilievo che il pubblico può apprezzare aggirandosi all’interno, come i Pellegrini di Emmaus di Rembrandt, la Vergine con Bambino di Sandro Botticelli e il Martirio di San Sebastiano di Donatello, oltre alla possibilità di prendere visione delle bellissime stanze della coppia che ci riportano indietro nel tempo.
In questo periodo oltre a tutte queste bellezze il Museo si avvale di uan preziosa temporanea: la mostra dedicata alle opere di Georges de la Tour, celebre pittore francese, che porta il titolo: George de la Tour, entre ombre et lumiere. Nato in Lorena, de la Tour fu un pittore di talento, ma molto diverso dagli artisti del suo tempo. Il suo stile e la scelta dei soggetti non seguivano affatto le mode del suo tempo, per questo, malgrado sia stato un importante artista del XVII secolo, erede di Caravaggio, è caduto nell’oblio, tanto che alcune sue opere sono state falsamente attribuite ad altri artisti. Influenzato appunto da Caravaggio, ma anche dallo stile dei pittori olandesi e francesi, de la Tour si costruì rapidamente un’ottima reputazione proprio per quel suo gioco di luci e ombre che catturava l’occhio. Trasferitosi a Parigi trovò facile soggiorno come “Pittore ordinario” del Re Luigi XII lavorando anche per altri dei più grandi nomi del regno di Francia, come il cardinale Richelieu.
Ma è all’inizio del XX secolo che viene riscoperto e riportato alla ribalta della scena artistica. Il museo Jacquemart-André ha voluto far conoscere nuovamente questo grande artista, onorando la sua burrascosa carriera (numerosi furono gli atti giudiziari a suo carico), con una bellissima mostra che si spalma in 9 stanze ai piani superiori della villa dove i visitatori seguono i periodi storici della sua vita. I dipinti in visione sono più di trenta e si concentrano in particolare sull’originalità di questo pittore, che nelle sue opere combina realismo, naturalismo e spiritualità, facendo anche molta attenzione ai dettagli. Questo gli permette di creare dipinti molto fedeli , che sembrano vere e proprio foto tridimensionali. La sua tecnica del chiaroscuro in più aggiunge tensione e drammaticità alle sue composizioni. I soggetti dei suoi quadri variano dalle figure di santi, come San Filippo, San Tommaso, San Girolamo penitente (di cui sono presenti due quadri), alle figure del popolo come il Suonatore di ghironda, i Mangiatori di piselli, i Giocatori di dadi e la bellissima Natività. De La Tour infatti era un finissimo osservatore della realtà quotidiana.Tutti però si caratterizzano per la grande maestria nel controllo delle fonti di luce.
Folto il pubblico al Museo parigino anche nei giorni feriali, il che penalizza un po’ la buona visione delle opere esposte nelle sale che non sono particolarmente grandi. Certamente però è un’esposizione da non perdere e che rimarrà aperta al pubblico fino al 22 febbraio 2026.
Francesca Camponero

