Dopo i timbri nella sua linea Alv, ha in mente nuovi simboli che richiamano il viaggio per la prossima collezione?
Per ora i timbri riscuotono molto successo, tuttavia un creativo è sempre in moto ed ho chiaramente già tracciato idee per un altro disegno, top secret!
Il viaggio funge da specchio. In quale posto si è rispecchiato di più?
Mi sono sempre rispecchiato nel viaggio, sogno che avevo sin dall’infanzia. In Turchia che ho visitato ben 25 volte, credo di aver capito le culture occidentali e orientali, più di ogni altro viaggio.
Qual è lo stereotipo di donna che, secondo lei, predilige le sue borse con i loro design e simboli?
È una donna che è spesso in movimento, che cerca la conoscenza di culture diverse, con eleganza, curiosità e personalità.
Quanto è importante l’avvento dell’intelligenza artificiale nell’industria della moda in generale?
Purtroppo l’intelligenza artificiale non è ancora pronta “seriamente” a sostenere il nostro lavoro, e difficilmente lo sarà. Il creativo e le sue idee non saranno mai sostituite da una IA: l’originalità di una creazione è data da un cervello e non da un elemento artificiale. Può aiutarci a completare una versione di altri colori, o nella parte amministrativa a formulare business plan.
A cosa ha rinunciato intraprendendo la sua carriera da ragazzo?
Non ho rinunciato a nulla, ho vissuto le emozioni di tutti i ragazzini, poi ragazzo; anzi mi ha stimolato a cimentarmi anche in altri settori lontani, ma legati in qualche modo con il mio mondo. E dunque con la curiosità sana, ci si inoltra per cammini sconosciuti, e se in aderenza con la nostra indole, si cavalcano varie onde.
Claudia Vincenzino


