Argo: dal romanzo di Mariagrazia Ciani

Data:

In scena dal 13 al 15 gennaio 2026 alla “ Teatro Sala Mercato” di Genova.

La drammaturgia Argo è una Produzione: Teatro Stabile del Friuli  Venezia Giulia, Teatro Stabile di Bolzano: il testo originale è di Letizia Russo e la regia di Serena Sinigaglia

Argo si colloca nel panorama teatrale contemporaneo come un’opera che intreccia memoria individuale e memoria collettiva, trasformando un’esperienza privata in un dispositivo narrativo capace di interrogare la storia e l’identità. Ispirato al romanzo Storia di Argo di Mariagrazia Ciani, lo spettacolo affronta il tema dello sradicamento attraverso una drammaturgia che unisce intimità emotiva e risonanza mitica.

Il nucleo tematico dell’opera è la trasmissione della memoria. Le tre figure femminili ( nonna, figlia e nipote) incarnano tre livelli di distanza dall’evento traumatico dell’esodo da Pola.

La nonna rappresenta la memoria vissuta, segnata dalla perdita e dalla frattura. La figlia incarna la memoria mediata, filtrata dai racconti e dagli sguardi. La nipote è la memoria potenziale, quella che non ha vissuto ma può ancora comprendere.

Questa struttura tripartita permette allo spettacolo di esplorare come il trauma storico si depositi nei corpi e nelle parole, diventando eredità emotiva.

La figura di Argo, il cane perduto, opera come metafora stratificata.
Da un lato richiama il cane di Ulisse, simbolo di fedeltà e riconoscimento; dall’altro diventa emblema della casa perduta, dell’attesa e della ricerca identitaria. La scelta di un animale come fulcro simbolico accentua la dimensione affettiva del racconto, rendendo universale un’esperienza storicamente situata.

La drammaturgia di Letizia Russo riesce a tenere insieme due piani narrativi: il microcosmo familiare, fatto di ricordi frammentati, silenzi e gesti quotidiani; il macrocosmo storico, l’esodo giuliano‑dalmata, spesso marginalizzato nel discorso pubblico.

Il passaggio dal personale al collettivo avviene senza retorica, attraverso un linguaggio che privilegia la delicatezza e la densità emotiva.

La regia di Serena Sinigaglia si distingue per un approccio sobrio e introspettivo. L’attenzione è rivolta ai corpi e alle relazioni, più che alla spettacolarità. La scena diventa uno spazio della memoria, un luogo sospeso dove passato e presente coesistono.

La presenza di tre attrici appartenenti a generazioni diverse (Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta rafforza la dimensione genealogica della drammaturgia.
Le loro interpretazioni, calibrate e complementari, costruiscono un tessuto emotivo credibile, in cui la continuità familiare si manifesta attraverso voce, postura e ritmo.

Scenografie essenziali, costumi evocativi e un uso misurato di luci e suoni contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, quasi onirica. L’essenzialità non è minimalismo, ma scelta poetica: lo spazio vuoto diventa contenitore di memorie, luogo di evocazione più che di rappresentazione.

Argo è un’opera che si distingue per la capacità di trasformare un dolore privato in un racconto universale. La combinazione di drammaturgia raffinata, regia sensibile e interpretazioni intense produce un’esperienza teatrale che invita alla riflessione sul senso dell’appartenenza, sulla perdita e sulla trasmissione della memoria.

Lo spettacolo si inserisce nel filone del teatro della memoria, ma evita ogni didascalismo, scegliendo invece la via dell’emozione trattenuta e della parola necessaria. Il risultato è un lavoro che resta impresso, come un richiamo affettivo che continua a risuonare oltre la scena.

Giuliano Angeletti

Argo

Produzione
Teatro Stabile del Friuli  Venezia Giulia, Teatro Stabile di Bolzano
Liberamente ispirato al romanzo Storia di Argo
Mariagrazia Ciani
Testo originale
Letizia Russo
Regia
Serena Sinigaglia
Interpreti
Ariella Reggio, Maria Ariis, Lucia Limonta
Scene
Andrea Belli

Costumi
Valeria Bettella
Luci e suono
Roberta Faiolo
Assistente alla regia
Michele Iuculano

 

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