Martedì 17 febbraio 2026, la Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti di Trieste ha ospitato la Beijing Academy Chinese Classical Dance Company, un’importante istituzione della danza classica cinese, una delle più autorevoli . Fondata nel 1954, questa compagnia è un riferimento nella formazione e nella ricerca della danza cinese.
La danza classica cinese si evolve continuamente e include due parti principali: la danza con musica (yue wu), che si è sviluppata durante le dinastie Qing, Han, Shui e Tang (studiata e riprodotta solo grazie alle descrizioni letterarie e alle arti figurative pervenuteci dall’antichità, poiché si è perduta la musica originale) e la danza dell’opera tradizionale cinese, emersa durante le dinastie Song, Yuan, Ming e Qing. Quest’ultima ha raggiunto alti livelli di perfezione nel tempo.
Nel corso del loro tour internazionale stanno presentando “Celeste Armonia”, uno spettacolo ispirato all’antica Cina, che mescola danza tradizionale con momenti onirici, lirici e acrobatici, raccontando leggende d’amore, temi cosmici e figure storiche, simboli come la luna e il sole, includendo brani dalla letteratura taoista e dai rituali delle dinastie, arricchiti da costumi e accessori espressivi. Si comprendono leggende d’amore, temi cosmici, immagini del mondo naturale e figure storiche. Il tutto si interseca ai rituali delle dinastie e a figure poetiche come le Dame di Chǔ o la Gru Solitaria, esaltate da costumi, ventagli e nastri che ne amplificano l’espressività.
Il concetto ciclico dell’universo emerge in danze dedicate all’armonia cosmica, mentre danze evocano guerrieri e culture antiche, culminando in danze di gruppo che celebrano amore per la terra, la libertà, radici culturali. In ogni passo si percepisce la maestria dei danzatori e l’impegno dell’istituzione nel fondere rigore formale e plasticità moderna, trasformando il gesto in narrazione e l’armonia in equilibrio tra mondo visibile e invisibile.
Uno spettacolo che celebra il principio confuciano del “fare emergere il nuovo attraverso il passato”, trasformando il teatro in un ponte culturale tra Oriente e Occidente, tra memoria e futuro.
Le scene sono vuote, riempite solamente dalla presenza dei meravigliosi danzatori (una trentina) che si alternano, in gruppi più o meno numerosi, tra le quintature nere. I costumi sono meravigliosi e ascetici. La scena iniziale con abiti di organza ricchissimi di piegature e arricciature e con i colori in gradazione dal bianco al nero e dal nero al bianco, fanno sì che i danzatori possano simulare il vento e le onde del mare con un trasporto e una abilità tale da coinvolgere lo spettatore totalmente.
Tutti i costumi non hanno mai colori violenti, tutti molto tenui e con delle maniche con “prolunghe” lunghissime di stoffa che volteggiano nello spazio accompagnando i movimenti delle varie danze. Degno di nota è un passo a due in cui lui veste un hanfu (kimono cinese) rosa e verde menta e lei un abito molto arioso con i colori uguali a quelli dell’abito di lui. Lo scambio del loro amore viene rappresentato da un ombrellino di seta e bambù con dipinto un ramo di pesco.
Immancabili i passi di danza nei quali si percepiscono le mosse del Kungfu (Wushu) che qui si trasformano in delirio della grazia e del rispetto, tant’è vero che non riesco neanche a pensare alle “arti marziali”. In ogni numero, sia maschile che femminile, l’abilità,l’originalità, la grazia, la perfezione, il rigore e la potenza sono totali.
E poi la terra, la gru, la guerra, l’ascetismo, gli alberi…tutto rappresentato con movimenti dolci e sublimi, lontanissimi dall’idea occidentale di “danza classica” (almeno in questo spettacolo). Il tutto poi è condito da musiche celestiali e oniriche, nelle quali risuonano sia canti che dolci melodie nelle quali ho potuto anche riconoscere il violino cinese (erhu), il salterio o arpa cinese (Guzheng), il liuto cinese (pipa) e il flauto in bambù (Dizi). O almeno credo!
Comunque, un sogno. Uno spettacolo da sogno.
Negli ultimi anni, la compagnia è andata in tournée in molti paesi, tra cui Stati Uniti, Europa, Australia, Giappone e Corea, guadagnando riconoscimenti in concorsi di danza di fama mondiale.
È difficile poter descrivere le sensazioni provate durante lo spettacolo. Eravamo nella storia, nella natura, nell’amore, nel rispetto. Nell’armonia totale fra corpi e anime. Indimenticabile.
Il cuore, tanto appesantito da tutto ciò che abbiamo attorno, è uscito dal teatro più leggero.
“Xièxiè nǐmen, zhōngguó péngyǒumen. Nǐmen jiù xiàng tiānshǐ yīyàng.” Spero che voglia dire “Grazie amici cinesi. Siete come angeli.”
Da Trieste per oggi è tutto.
Rosa Zammitto Schiller
Beijing Academy Chinese Classical Dance Company
CELESTE ARMONIA
direzione artistica: Hu Huaibei
luci: Ren Dongshen
con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia

