In scena il 17 febbraio 2026 alla “Teatro Comunale” di Cavriglia.
Con …Basta un filo di rossetto…! Barbara Foria prosegue il suo percorso artistico all’interno della comicità femminile contemporanea, proponendo un monologo che si colloca a metà strada tra stand‑up, confessione autobiografica e osservazione sociologica. La produzione di Stefano Francioni sostiene un dispositivo scenico essenziale, che permette all’attrice di far emergere la propria presenza scenica come principale vettore drammaturgico.
Lo spettacolo si presenta come un diario ironico di una donna “cinquantenne 3.0”, ma la sua struttura rivela un discorso più ampio sulla costruzione dell’identità femminile nella società mediatizzata.
Foria utilizza la comicità non come semplice intrattenimento, ma come forma di autorappresentazione critica. La sua figura scenica (la “woman in red D.O.P.”, dichiaratamente partenopea) si colloca nella tradizione della comicità meridionale, ma la supera attraverso un linguaggio che intreccia autoironia, consapevolezza di genere e riflessione sul corpo.
Il ricorso a episodi quotidiani, come il brufolo che compare nei momenti meno opportuni o l’ossessione per la bilancia, non è mai banale: diventa un modo per smascherare i dispositivi culturali che regolano la percezione del corpo femminile. La comicità, in questo senso, funziona come un atto di resistenza: ridere di sé significa sottrarsi al giudizio esterno.
Uno degli elementi più interessanti dello spettacolo è la costruzione della figura della “cinquantenne 3.0”. Foria non rappresenta la donna matura secondo stereotipi di rassegnazione o nostalgia, ma come soggetto in transizione, capace di rinegoziare il proprio ruolo sociale.
Il monologo diventa così un bilancio esistenziale che non rinuncia alla leggerezza. La protagonista si interroga sul proprio valore, sul proprio “peso” nella società, giocando sul doppio senso tra peso simbolico e peso corporeo. Questo slittamento semantico è emblematico della scrittura di Foria: ogni battuta rimanda a questioni più profonde, come l’autostima, l’invecchiamento e la pressione sociale.
La performance di Foria si fonda su un uso consapevole del corpo comico. La sua fisicità non è mai neutra: diventa strumento di narrazione, di seduzione, di auto‑parodia.
Il “filo di rossetto” evocato nel titolo è un simbolo ambivalente: da un lato richiama la costruzione estetica del femminile, dall’altro suggerisce che basta un gesto minimo per riappropriarsi della propria immagine.
Il corpo, dunque, non è oggetto di giudizio, ma soggetto di azione. Foria lo espone, lo ridicolizza, lo celebra, trasformandolo in un territorio di libertà. In questo senso, lo spettacolo dialoga con le teorie contemporanee sul corpo performativo, che lo considerano non come dato biologico, ma come costruzione culturale in continua trasformazione.
Pur partendo da un’esperienza personale, …Basta un filo di rossetto…! costruisce una dimensione collettiva. Barbara insiste sul fatto che “ci sentiamo tutte un po’ uniche, ma in realtà siamo tutte ugualmente speciali”: una dichiarazione che ribalta la retorica dell’eccezionalità individuale e restituisce valore alla condivisione delle fragilità.
Il pubblico diventa parte integrante del dispositivo comico: non come semplice destinatario, ma come comunità temporanea che riconosce nei racconti dell’attrice frammenti della propria quotidianità. La risata, in questo contesto, assume una funzione catartica e relazionale.
…Basta un filo di rossetto…! è uno spettacolo che, pur nella sua apparente leggerezza, propone una riflessione complessa sulla condizione femminile contemporanea. Barbara Foria utilizza la comicità come strumento critico, capace di smontare stereotipi, interrogare il rapporto con il corpo e restituire dignità alle imperfezioni quotidiane. La sua performance si distingue per autenticità, precisione ritmica e capacità di trasformare il vissuto personale in esperienza condivisa.
Giuliano Angeletti
Barbara Foria
… BASTA UN FILO DI ROSSETTO ….!
di Barbara Foria
Produzione Stefano Francioni

