La scalata di Valentina Armenio: dai banchi dell’Accademia Artwell di Napoli ai palcoscenici della Germania in un batter d’occhio ma scopriamo come. Nel mondo della danza classica, dove spesso i centimetri contano quanto i giri alla pirouette, esiste una forza capace di scardinare anche i canoni più rigidi: la determinazione. La storia di Valentina Armenio, ballerina napoletana classe 2003, è il manifesto vivente di come il talento, se supportato da una dedizione quasi ferrea, possa trasformare un “difficile” in un successo personale internazionale. Partiamo dalle radici e, soprattutto, dalla sfida ai pregiudizi. Valentina inizia a calzare le scarpette rosa a soli 4 anni. Il suo percorso di formazione avviene tra le mura dell’Accademia Artwell di Fuorigrotta, a Napoli, un ambiente pieno di professionalità dove la disciplina incontra la passione. Eppure, il cammino non è stato privo di ostacoli “silenziosi”. Più volte, nel corso della sua crescita, si è sentita ripetere quel mantra che scoraggerebbe chiunque: “Non sei abbastanza alta per gli standard degli enti lirici”. Ma Valentina non si è fermata. Sostenuta dalla sua direttrice e maestra – che da sempre crede in chi, come lei, mostra una “testa” d’acciaio e un cuore aperto al sacrificio – la giovane ballerina ha risposto con i fatti. Mentre i suoi coetanei trascorrevano i weekend altrove, lei sceglieva la sbarra, il sudore e la sua sala danza, sacrificando sabati e domeniche in nome di un amore viscerale per l’arte coreutica. Da lì l’arricchimento del palmarès e la svolta internazionale. I risultati non hanno infatti tardato ad arrivare. Negli anni, Valentina ha collezionato vittorie in numerosi concorsi nazionali e internazionali come solista classica, dimostrando che la presenza scenica e la tecnica possono colmare qualsiasi gap fisico. La vera consacrazione è arrivata però lo scorso novembre. Dopo un’audizione rigorosa presso la Ballet Academique de Naples, Valentina è stata scelta dalla prestigiosa compagnia Grand Classic Ballet per una tournée imponente in Germania. A soli 22 anni, la ballerina partenopea ha affrontato una sfida titanica: 50 show in 42 diverse città tedesche tra dicembre e gennaio nei ruoli di Clara, nel primo atto de “Lo Schiaccianoci” di lev Ivanov e Piotr Ilich Ciaikovsky e nei “Cignetti” de “Il lago dei cigni” dello stesso compositore russo con le coreografie mirabili dello stesso Ivanov e Marius Petipa. Con questi due titoli ha conseguito un inaspettato quanto clamoroso successo in Germania. Sul palco, Valentina ha dato prova di una versatilità straordinaria, ricoprendo ruoli di primo piano nel repertorio classico: nelle vesti di Clara (I Atto) ne ”Lo Schiaccianoci”, dove ha incantato il pubblico con la sua grazia espressiva. Ed in uno dei quattro Cignetti ne ”Il Lago dei Cigni”, un ruolo che richiede una sincronia e una precisione tecnica millimetrica, da sempre banco di prova per le migliori professioniste. Da questa storia si evince che credere nell’impossibile è ancora possibile! Tornata infatti in Italia con il bagaglio pieno di applausi e di esperienza internazionale, la storia di Valentina Armenio resta un esempio per le nuove generazioni di danzatori. La sua direttrice Stefania Lomasto all’Accademia Artwell lo ha sempre saputo: “la testardaggine, se unita al duro lavoro, abbatte le barriere del pregiudizio. Se puoi sognarlo, certamente puoi farlo”. Valentina non ha solo sognato; ha costruito il suo sogno un plié alla volta, dimostrando che il palcoscenico non misura l’altezza, ma la grandezza di un’anima che danza.

