GREAMS, il progetto solista di Lorenzo G., si è ritagliato un posto unico nella scena indipendente italiana grazie alla sua capacità di combinare atmosfere darkwave e synth-retro con una forte componente emotiva e nostalgica. La musica di GREAMS si distingue per la sua profondità, muovendosi tra ricordo e immaginazione, creando paesaggi sonori intensi che evocano emozioni profonde e personali. Ogni brano sembra un frammento di memoria, un’eco di esperienze passate filtrate attraverso una sensibilità moderna, capace di connettere l’ascoltatore a mondi interiori fatti di luce e ombra.
Con l’album omonimo del 2024, Lorenzo G. ha dato forma a un progetto solista completo, ma la recente Deluxe Edition rappresenta una fase evolutiva cruciale: non si tratta solo di aggiungere remix o collaborazioni, ma di offrire una visione più ampia e strutturata del suo universo musicale. Questa edizione speciale permette di scoprire nuove sfumature della sua identità artistica, mostrando come il progetto sia cresciuto e maturato, consolidando la capacità di GREAMS di raccontare storie intime attraverso paesaggi elettronici sofisticati e al contempo accessibili.
La Deluxe Edition si propone quindi come un ponte tra il passato e il presente, un’occasione per esplorare più a fondo la sensibilità e la visione di un artista che continua a spingersi oltre i confini della sua stessa musica, senza perdere l’intimità e l’autenticità che lo contraddistinguono.
La tua musica sembra sempre oscillare tra ricordo e immaginazione. Come scegli quali emozioni del passato portare alla luce e quali lasciare nascoste nell’ombra?
Risposta: Cerco di lasciarmi guidare dall’imprinting che ho ricevuto da ragazzino. Certi suoni o certe immagini dell’infanzia mi tornano in mente e io cerco di tradurli. Non c’è un piano per lasciare cose nell’ombra, semplicemente porto alla luce quello che sento ancora vivo e che mi serve per stare bene oggi.
La Deluxe Edition introduce remix e collaborazioni: come bilanci la tua visione personale con l’interpretazione degli altri artisti senza perdere la coerenza del tuo universo sonoro?
Risposta: In realtà non ho dovuto fare grandi sforzi per bilanciare. Quando decidi di collaborare con qualcuno, lo fai perché ti piace il suo linguaggio. L’interpretazione di un altro artista diventa semplicemente un nuovo punto di vista.
I sintetizzatori e le sonorità darkwave dominano molti tuoi brani. Quanto l’evoluzione tecnologica degli strumenti musicali influenza il modo in cui scrivi e produci oggi?
Risposta: La tecnologia per me è solo un mezzo per arrivare a un fine. Non mi interessa la perfezione tecnica o l’ultimo software uscito, cerco piuttosto di recuperare un modo di fare musica più lento e umano.
La tua musica spesso crea spazi sospesi tra suono e silenzio. Come influisce questa attenzione ai “vuoti” sul modo in cui il pubblico percepisce le tue canzoni dal vivo o in cuffia?
Risposta: Il vuoto serve a far respirare il brano. In un contesto dove spesso si tende ad accumulare suoni per catturare l’attenzione, io preferisco lasciare spazio. Questo permette alla voce e alle parole di arrivare in modo più pulito, sia che l’ascolto avvenga in cuffia, sia durante un live.
Il tema della memoria attraversa molte tue composizioni. Ti capita mai di riscrivere o reinterpretare pezzi vecchi per esplorare nuove sfumature del tuo passato emotivo?
Risposta: La memoria è la fonte delle mie composizioni. La immagino come un bagliore nel buio, le mie composizioni sono falene che cercano quella luce per nutrirsi.
Guardando al futuro, quali nuovi territori sonori o collaborazioni ti piacerebbe esplorare nei prossimi progetti, senza rinunciare all’intimità che contraddistingue GREAMS?
Risposta: Ho un nuovo album di inediti pronto, fatto di circuiti elettronici, scintille e neon. L’obiettivo è spingere ancora di più su quel contrasto tra l’elettronica pura e l’intimità, portando il mondo di GREAMS in uno spazio ancora più definito e vibrante.

