Con “Mobili Credenze”, Luca Cescotti firma un lavoro che consolida la sua identità artistica e ne amplia i confini espressivi. Il disco, composto da sette tracce per circa venticinque minuti di musica, si presenta come un progetto compatto ma denso, capace di coniugare scrittura d’autore e ricerca sonora in modo coerente e personale.
Rispetto ai lavori precedenti, Cescotti sembra muoversi con maggiore consapevolezza tra le pieghe del pop alternativo, intrecciando suggestioni rock, atmosfere ambient e sfumature mediterranee. La cifra stilistica resta intima, ma qui si apre a una dimensione più stratificata, dove ogni arrangiamento contribuisce a costruire un paesaggio sonoro riconoscibile.
Interamente scritto, composto e autoprodotto dall’artista, “Mobili Credenze” è anche una dichiarazione di autonomia. La scelta di una distribuzione selettiva, lontana dalle logiche più mainstream, sottolinea una volontà precisa: difendere il valore del lavoro musicale e mantenere il controllo creativo sul proprio percorso.
Dal punto di vista sonoro, il disco alterna strumenti acustici ed elementi elettronici con naturalezza. Chitarre, tastiere e tessiture più ricercate dialogano senza sovrapporsi, creando un equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Il risultato è un ascolto fluido, in cui le tracce si susseguono come capitoli di un unico racconto.
“Mobili Credenze” non è un album che cerca l’effetto immediato, ma un lavoro che cresce nel tempo. È un disco che invita all’ascolto attento, che premia chi si concede il lusso della lentezza e dell’immersione. Luca Cescotti dimostra così di essere una voce capace di muoversi fuori dai circuiti più scontati, costruendo un percorso coerente, indipendente e profondamente personale.
Luca Vettoretti

