Lo spettacolo “Malinconico moderatamente felice” in virtù della scrittura e all’abile regia, è uno spasso senza fine che suscita risate e applausi a scena aperta.
“Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso” è una serie di romanzi dello scrittore e sceneggiatore napoletano Diego De Silva, editi da Einaudi. Dopo la popolare serie televisiva, De Silva e Massimiliano Gallo, altrettanto napoletano, e altrettanto “Malinconico”, decidono di portare anche in teatro l’avvocato d’insuccesso, rendendolo “moderatamente felice”. E quel moderatamente non è scelto a caso, come se Malinconico si lasciasse spazio per altra eventuale felicità, sapendo molto bene che la felicità totale è solo una utopia, ma se esistesse, sarebbe anche abbastanza noiosa.
Perché Malinconico è così amato dal pubblico?
Azzardo varie ragioni, e ve le propongo in disordine moderatamente sparso, perché tutte potrebbero avere il podio.
Intanto, l’aderenza di Gallo con il personaggio di Malinconico che ha reso suo al 100%, una seconda pelle che gli sta a pennello. E il pubblico lo sente. Quando un attore è giusto per quella specifica parte, possiamo stare sicuri che darà il massimo, che la interpreterà con amore e passione. Quando invece è fuori parte è come se recitasse monco, zoppicante, incompleto, non andando mai in fondo.
Il fatto che Gallo sia napoletano lo rende ancora più adorabile, e poi la sua parlata è comprensibile anche ai non napoletani, e il suo accento inimitabile ci ricorda i grandi e amati comici napoletani del passato, da Totò ai De Filippo, a Massimo Troisi, al trio della Smorfia. E quando sei sulla loro stessa scia e porti avanti quel tipo di comicità fatta di pura napoletanità, scivoli piacevolmente e ti porti dietro il pubblico, quasi senza fatica.
Malinconico è un personaggio che fortunatamente è positivo e negativo insieme, ha vizi e virtù, e il più delle volte è un perdente, nel lavoro e nelle relazioni, ma nemmeno ci fa tanto più caso, sapendo benissimo, è un uomo intelligente e acuto, che la sconfitta è parte imprescindibile di quel viaggio chiamato vita. Insomma, la prende con filosofia, filosofia tutta napoletana. Sia che si occupi di casi improbabili come fare causa a Dio, o chiamare in giudizio un cane… o innamorarsi di una donna ideale, quella che, per dire, esiste solo nella nostra mente. E si sa, se sprechi tutta la vita a cercarla, potresti perdere tante altre occasioni.
Malinconico dialoga spesso con la sua coscienza, che attraverso un gioco digitale, gli appare nei momenti di introspezione o di… quasi follia. Quella bella donna ideale che sembra inarrivabile, gli appare per dargli consigli, come lasciare andare le sue paure. Ha senso avere paura per qualcosa che non è successo? Non ci roviniamo il momento presente per un improbabile e incerto futuro?
Malinconico non ha peli sulla lingua e ci piace anche per questo, quando per esempio dissacra luoghi comuni, comportamenti dati per scontato, il pensiero massificato e accettato come unico e incriticabile.
Massimiliano Gallo è molto bravo nel suo essere l’avvocato Malinconico ma tutta la compagnia è all’altezza dei ruoli. Però, tra tutti, voglio ricordare Biagio Musella che si triplica nel personaggio del tirocinante “Bigodini”, nella ragazza inguardabile ahahah e nell’angelo in fieri, con facilità e grande comicità.
E complimenti alla scenografia di Luigi Ferrigno e al disegno luci di Alessandro Di Giovanni che permettono alla scena di dilatarsi su più livelli, come una scatola che si apre a sorpresa su altri mondi.
Lo spettacolo, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, si dilunga un po’ verso la fine, quindici minuti in meno sarebbero auspicabili.
Per il resto, “Malinconico moderatamente felice”, è uno spettacolo che ci rinfranca dalle tragedie quotidiane, cui possiamo fare ben poco. Ma supportare gli spettacoli e gli artisti di valore a noi vicini, quello sicuramente Sì!!!
Daria D. Morelli Calasso
TEATRO MANZONI di MILANO
Dall’8 marzo 2026
MASSIMILIANO GALLO in
MALINCONICO
Moderatamente felice
di Diego De Silva e Massimiliano Gallo
con Biagio Musella
Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito, Manuel Mazia
Scene Luigi Ferrigno – Costumi Eleonora Rella – Disegno luci Alessandro Di Giovanni
Canzoni originali Joe Barbieri
Regia Massimiliano Gallo


