Travaglio al Remondini: “Cornuti e Contenti”, la satira come manuale di autodifesa civile

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Il palco si trasforma in aula di tribunale, ma con il ritmo incalzante di una commedia amara. Martedì 25 febbraio, il Teatro Remondini ha registrato il tutto esaurito per Marco Travaglio e il suo nuovo recital, “Cornuti e Contenti”. Un successo che conferma quanto il pubblico bassanese sia affamato di giornalismo che diventa teatro: per smontare, pezzo dopo pezzo, i meccanismi del potere e della mala-informazione. Con una scenografia essenziale — una scrivania, pochi oggetti e la potenza delle parole — Travaglio ha trascinato la platea in un viaggio serrato tra i fatti degli ultimi anni della politica italiana. Non un monologo, ma un vero e proprio esercizio di igiene civile, che scuote dalla rassegnazione quotidiana.

Tra governi pasticciati, media compiacenti e cittadini spesso spettatori passivi, il recital mostra come la satira possa essere bisturi e specchio: smaschera contraddizioni, retroscena e derive del sistema, rendendo accessibili anche temi complessi come la separazione delle carriere dei magistrati e il ruolo dell’informazione.

«In questo spettacolo – ha spiegato Travaglio – offro un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso». Con domande dirette e scomode, il giornalista mette il pubblico davanti alle proprie responsabilità: perché continuiamo a premiare chi ci delude? Perché l’audience incorona programmi che distorcono la realtà?

Risate amare, ma partecipazione vera. Gli spettatori non solo si divertono, ma raccolgono strumenti concreti per non subire passivamente il racconto della realtà. La satira smette di essere intrattenimento e diventa arma di consapevolezza.

Oltre le battute e la cronaca, Travaglio lancia un monito chiaro: l’arma più potente è la partecipazione. Votare non è un gesto politico fine a sé stesso, ma un atto di responsabilità personale. In un’epoca di rassegnazione e astensionismo, il voto resta l’unico modo per non delegare la propria libertà e non farsi complici di ciò che accade.

Il Remondini pieno di spettatori attenti dimostra che la voglia di capire è viva. “Cornuti e Contenti” scuote il pubblico più della paura o dell’indignazione superficiale: ricorda che la vera sconfitta non è la vittoria dell’avversario, ma l’indifferenza che ci rende complici del nostro stesso destino.

Riprendersi il voto significa tornare padroni delle proprie scelte. Solo così si smette di subire e si inizia a contare davvero.

Max Cavallo

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