Edipus: trent’anni dopo

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In scena il 20 febbraio 2026 al “Teatro dell’Olivo” di Camaiore.

La nuova produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi, in collaborazione con la Fondazione Teatri di Pistoia e l’Associazione Giovanni Testori, riporta in scena Edipus come un organismo vivo, pulsante, che dopo trent’anni conserva intatta la sua forza tellurica ma la restituisce con una maturità nuova, quasi più dolce nel suo furore. Il tempo non ha smussato la ferita testoriana: l’ha resa più profonda, più risonante, come una corda che vibra con un timbro più caldo. Federico Tiezzi e Sandro Lombardi tornano al testo come si torna a un luogo che ha segnato la propria storia, e lo attraversano con una consapevolezza che illumina ogni piega, ogni ombra.

Lombardi, affiancato da Antonio Perretta, si muove sulla scena come un officiatore solitario, un capocomico abbandonato che continua a celebrare il suo rito anche quando il mondo sembra essersi ritirato altrove. È costretto a incarnare Laio e Giocasta, Edipo e Dioniso, a farsi coro e solitudine, a moltiplicare la propria voce fino a sfiorare il delirio. La scena: plasmata da Pier Paolo Bisleri, vestita da Giovanna Buzzi, illuminata da Gianni Pollini, diventa un altare di chiaroscuri, un paesaggio mentale che richiama la pittura lombarda del Seicento: toni plumbei, ombre che si addensano, improvvise fenditure luminose che sembrano respirare insieme agli attori.

Nel magma linguistico di Testori si intrecciano più concetti che incombano sul testo come un presagio. La trama è un mondo che non concede tregua, ma che sa aprirsi a lampi di comicità irresistibile, quasi liberatori: non spezzano la tensione, la rendono più umana, come un sorriso che affiora in mezzo alla tempesta e ricorda che anche nel dolore più cupo può insinuarsi una scintilla di grazia.

La regia di Tiezzi: sostenuta dal lavoro del regista assistente Giovanni Scandella, non cerca di contenere questa materia incandescente: la lascia respirare, la lascia vibrare, la lascia fendere lo spazio. Ogni gesto sembra rispondere a un’urgenza antica, come se il teatro fosse chiamato a custodire qualcosa che riguarda tutti, oggi forse più di ieri.

Edipus – trent’anni dopo non appare come una celebrazione o un ritorno nostalgico, ma come un nuovo attraversamento: un dialogo con la memoria e con la fragilità, con la parola testoriana che continua a chiedere ascolto. Un viaggio che, pur affondando nel buio, sa aprirsi a una luce più quieta, più ampia, come se dal fondo della notte emergesse la possibilità, tenue ma reale, di una riconciliazione, di un respiro condiviso, di un futuro che non cancella il dolore ma lo trasforma in conoscenza.

Giuliano Angeletti

Sandro Lombardi
EDIPUS
trent’anni dopo
di Giovani Testori
uno spettacolo di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi
con Antonio Perretta
regia Federico Tiezzi
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Giovanna Buzzi
luci Gianni Pollini
regista assistente Giovanni Scandella
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
in collaborazione con Fondazione Teatri di Pistoia e Associazione Giovanni Testori

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