La meccanica dell’amore: Alessandro Riccio e Claudia Allodi

Data:

In scena il 14 febbraio 2026 al “Teatro Moderno” di Agliana.

La drammaturgia La Meccanica dell’Amore è scritta da Alessandro Riccio e interpretata dallo stesso Riccio con Claudia Allodi. Le scene sono di Lorenzo Girolami, i costumi di Daniela Ortolani e la produzione di Tedavi ’98. Il testo è uno spettacolo che trasforma una premessa comica in un piccolo poema teatrale. La trama è una storia che ride, sì, ma con la grazia di chi sa che dietro ogni risata c’è un tremito; che dietro ogni gag c’è un cuore che batte; che dietro ogni robot c’è un’ombra di umanità che chiede di essere riconosciuta.

Orlando vive nel disordine come in un guscio: un caos che non è solo domestico, ma interiore. La sua casa è un paesaggio di oggetti abbandonati, di abitudini fossilizzate, di silenzi che nessuno ascolta più. Quando l’assistente sociale gli impone una donna-robot programmata per mettere ordine, non entra solo una macchina: entra un ritmo diverso, una presenza che non conosce esitazione, una logica che non contempla la malinconia.

Lui è un uomo che si difende con il disordine. Lei è una macchina che si difende con la perfezione. In mezzo, un territorio fragile dove qualcosa comincia a cambiare.

La loro convivenza è un incontro tra due solitudini che non parlano la stessa lingua, ma che lentamente imparano a respirare nello stesso tempo.

Lo spettacolo è pieno di gag, di colpi di scena, di momenti esilaranti. Ma la comicità non è mai fine a sé stessa: è un modo per avvicinarsi alla verità senza ferire, per raccontare la vulnerabilità senza nominarla, per mostrare che anche un robot può diventare specchio di ciò che non vogliamo vedere.

Ogni comando che non funziona, ogni gesto ripetuto, ogni protocollo che si inceppa diventa una crepa poetica: da lì entra la luce, da lì entra l’umano.

Alessandro Riccio dà a Orlando una fisicità stanca, una comicità che nasce dalla fragilità, una dolcezza che affiora solo quando non può più trattenerla. È un uomo che ha smesso di aspettare, e proprio per questo l’arrivo del robot lo disarma, lo irrita, lo risveglia.

Claudia Allodi, nei panni della donna-robot, costruisce un corpo che sembra davvero programmato: movimenti calibrati, voce modulata, sguardo che non giudica. Ma dentro questa perfezione si insinua lentamente un’umanità imprevista, come se la macchina imparasse a sentire osservando l’uomo che dovrebbe servire.

Insieme creano un campo magnetico: lui si sgretola, lei si struttura; lui si difende, lei insiste; lui è caos, lei è ordine. E proprio in questo scambio nasce una forma di tenerezza che non ha nome.

Le scene di Lorenzo Girolami non sono solo un ambiente: sono un’estensione del protagonista. L’appartamento di Orlando è un corpo disordinato, un paesaggio emotivo che il robot attraversa come un esploratore in un territorio sconosciuto.
I costumi di Daniela Ortolani accentuano il contrasto: l’umano che si sfalda, la macchina che brilla di una perfezione inquieta.

Sotto la superficie comica, La Meccanica dell’Amore parla di qualcosa di profondamente umano: il bisogno di essere visti, anche quando non lo chiediamo; il desiderio di essere accuditi, anche quando lo neghiamo e la possibilità che l’amore (o qualcosa che gli somiglia) nasca nei luoghi più improbabili.

Giuliano Angeletti

Alessandro Riccio, Claudia Allodi
LA MECCANICA DELL’AMORE
di Alessandro Riccio
scene Lorenzo Girolami
costumi Daniela Ortolani
produzione Tedavi ‘98

 

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati