Antonio Catania è stato protagonista alla Sala Bartoli di Trieste, ospite della stagione “Scena Contemporanea” dal 24 al 26 febbraio 2026, di “Azzurro”, scritto da Paola Ponti, tratto da libro di Curzio Maltese “Azzurro, stralci di vita”. Le musiche di Nicola Piovani e la sensibile nonché sapiente regia di Carmen Giardina, hanno reso ancora più prezioso ed elegante uno spettacolo che partiva già “col piede giusto”.
Curzio Maltese racconta momenti di gioia e di difficoltà in un testo, nonché in una performance, in cui si sorride e ci si emoziona non poco.
Antonio Catania e il pianista Sergio Colicchio portano il pubblico nel viaggio della vita del protagonista e dell’Italia in cui lui è vissuto, che lui ha vissuto. La scrittura di Maltese e l’adattamento teatrale di Paola Ponti si coniugano divinamente con la musica di Nicola Piovani, creando un contrappunto perfetto tra momenti leggeri e temi toccanti in cui tutti possono riconoscersi.
Il grande giornalista, trovatosi a fronteggiare una malattia devastante, riflette sulla sua vita e sulla Vita e ci guida attraverso sessant’anni di storia italiana con il suo stile unico e ironico. I lettori affezionati a lui e ad ai suoi raffinati e pungenti editoriali, ritrovano lui in persona e riconoscono il suo approccio come guida nella complessità della vita politica.
“Azzurro, stralci di vita” è un racconto così avvincente da sembrare adatto per il palcoscenico. Infatti, la regista Carmen Giardina, non nuova ad esperienze di tal genere e molto abile nel tradurre in immagini storie di personaggi particolari che si intersecano con la storia del Belpaese, ha coinvolto e affidato al fantastico Antonio Catania e all’abile musicista Sergio Colicchio il compito di fare tornare tra noi il grande Curzio.
Cento minuti di puro godimento. In scena tre poltrone da cinema tappezzate di velluto rosso, in alto una insegna luminosa con la scritta “Azzurro”, un piano elettrico con affianco un rullante e un piatto di batteria. Elegantissimo in frac, entra il Maestro Colicchio, personaggio enigmatico e interessante, con una lunga barba sale e pepe. Si siede col classico gesto dei professori d’orchestra, cioè alzandosi le code dell’abito, e riempie la sala con le meravigliose armonie scritte ad hoc dal Maestro Piovani.
Dopo poco, appare il protagonista in trench e trolley di cuoio, scrigno del suo passato…comincia il racconto. Catania è bravissimo e accattivante. Fa dimenticare la differente fisicità fra lui e Maltese, racconta, balla, canta, gioca a pallone con un vero pallone in cuoio, gioca con una macchinetta telecomandata che altro non è che la miniatura della partenza per le vacanze con una mitica Fiat 500. Battibecca col pianista che, a seconda dei momenti, sottolinea il testo con rulli di tamburo o colpi di piatto. Il tutto guarnito con le immancabili, però pur sempre utili, proiezioni.
Lo spettacolo è coinvolgente, cavalchiamo tutti assieme la cresta dell’onda della storia e delle storie, con Curzio Maltese presente in sala che sorride con noi, piange con noi, applaude con noi, guarda indietro alla sua vita e ne ripercorre le tappe intersecandosi con la complessa, difficile, magmatica vita politica italiana.
A Trieste, oltre ai presenti sul palco, c’erano tutti: l’amata moglie (e autrice) Paola Ponti, la responsabile del coordinamento artistico Norma Martelli, la fantastica e onirica regista Carman Giardina. E lui, Curzio Maltese che, tra il serio e il faceto, come mi è stato descritto, c’era. Era lì. Era con noi. Con tutti noi. Ci osservava, ci illuminava e ci pungolava, svolazzando tra note e parole, fra sorrisi e lacrime.
Da Trieste per oggi è tutto
Rosa Zammitto Schiller
AZZURRO
di Paola Ponti
tratto dal libro “Azzurro, stralci di vita” di Curzio Maltese
con Antonio Catania
regia Carmen Giardina
pianista: Sergio Colicchio
costumi: Arabella Bettazzi
musiche: Nicola Piovani
luci: Danilo Facco
coordinamento artistico: Norma Martelli
produzione: Viola Produzioni- Viola Produzioni-centro di produzione teatrale

