Corriere dello Spettacolo

Gran Galà della Danza: le stelle danzano a teatro

In scena il 1° marzo 2026 al “Teatro Civico” della Spezia.

Il Teatro Civico della Spezia ha respirato come un organismo vivo, antico e giovane insieme, accogliendo la terza edizione del Gran Galà della Danza. Un rito più che uno spettacolo, un invito a lasciarsi attraversare dal movimento, dalla grazia e dalla vertigine.Lo spettacolo Prodotto da Ad Eventi e custodito dalla direzione artistica di Damiano Artale, il Galà ha riunito interpreti provenienti da luoghi dove la danza è tempio e disciplina: Teatro alla Scala, Opera di Vienna, Aterballetto. Ma quella sera, sul palco del Civico, erano soprattutto anime in ascolto, corpi che raccontano ciò che le parole non sanno dire. Il programma ha attraversato epoche e sensibilità come un vento che cambia direzione senza perdere coerenza.

Il grande repertorio classico è apparso come una costellazione familiare, un cielo che conosciamo ma che ogni volta sorprende.
La danza contemporanea, invece, ha portato sulla scena il presente: la frattura, la ricerca, il respiro spezzato che diventa forma.
E poi le prime mondiali, germogli di coreografie nuove, ancora umide di futuro.

Ogni quadro sembrava nascere dal precedente come un’onda che non si interrompe, ma si trasforma.

Sul palco, i nomi non erano solo nomi: erano presenze.

Virna Toppi, luminosa come un pensiero che si chiarisce.
Letizia Masini, tutta musica, tutta silenzio.
Caterina Bianchi, tagliente e fragile come una poesia contemporanea.
Nicola Del Freo, che danza come se il corpo fosse un arco teso verso l’alto.
Gioacchino Starace, energia che non chiede permesso.
Davide Dato, eleganza che non ha bisogno di spiegarsi.
Alessandro Frola, giovane e già intriso di maturità scenica.
Estelle Bovay, Arianna Kob, Martina Forioso: tre sfumature di una stessa parola, “presenza”.
Damiano Artale, che non solo guida, ma abita la scena con una quieta intensità.

Insieme, hanno trasformato il Civico in un luogo sospeso, dove il tempo non scorre: vibra. Il Teatro Civico sembrava una conchiglia che amplifica ogni gesto. Il pubblico, raccolto come in un abbraccio, ascoltava con gli occhi. Ogni applauso era un ritorno alla superficie dopo un’immersione profonda.

Il Gran Galà della Danza non è stato soltanto un evento: è stato un passaggio.
Un modo per ricordare che la danza non è un’arte da guardare, ma un luogo da abitare.
Che il corpo, quando si muove con verità, diventa linguaggio, preghiera, promessa.

E quando il sipario si è richiuso, non è calato il buio: è rimasta una luce sottile, quella che si porta a casa quando si è assistito a qualcosa che non si lascia dimenticare.

Giuliano Angeletti

GRAN GALA’ DELLA DANZA

Produzione AdEventi e Teatro Civico della Spezia

 

 

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