Ototeman_What If: Sofia Galvan e Stefania Menestrina

Data:

In scena il 1° marzo 2026 al “Teatro dei Coraggiosi” di Pomarance.

Ci sono spettacoli che non si limitano a raccontare una storia, ma aprono una fenditura: un varco in cui il corpo diventa domanda, il gesto diventa ipotesi, e la scena si trasforma in una stanza mentale dove ciò che è reale e ciò che è possibile si sovrappongono senza più confini. Ototeman_What If, creato e interpretato da Sofia Galvan e Stefania Menestrina, appartiene a questa rara categoria di riti performativi che non cercano di spiegare il mondo, ma di riscriverne la grammatica sensibile.

La scena è una stanza fittizia, un luogo sospeso che vive tra gioco e rituale. Non è un ambiente da abitare, ma un territorio da attraversare: un laboratorio dell’essere dove le due performer si muovono come creature in bilico tra identità e metamorfosi. Qui, la coesistenza non è data, ma continuamente negoziata. Le due anime che abitano lo spazio non cercano una fusione pacificata: cercano un equilibrio instabile, un contatto che non cancelli le differenze ma le renda generative.

Galvan e Menestrina costruiscono una danza ironica e carnale, fatta di contrasti e risonanze. Il loro corpo a corpo non è mai decorativo: è un’indagine. Ogni gesto sembra nascere da un’urgenza primordiale, come se la coreografia fosse il risultato di un ascolto radicale, di un lasciarsi attraversare da ciò che normalmente tratteniamo. La fisicità è intermittente, a tratti esplosiva, a tratti trattenuta, come un respiro che non trova mai una cadenza definitiva. È proprio in questa oscillazione che si genera la tensione drammaturgica dello spettacolo.

Le due figure non incarnano personaggi, ma stati dell’essere. Sono identità fluide, in continua ridefinizione. Non cercano di somigliarsi, né di opporsi: cercano un modo per coabitare, per sovrapporsi senza annullarsi. Il loro incontro produce un’entità terza, più complessa, più consapevole, più vasta. È un’immagine potente della relazione umana: non la fusione romantica, non la distanza protettiva, ma la possibilità di un’unione che amplifica invece di ridurre.

Lo spettacolo nasce da un’esigenza viscerale di leggerezza e libertà personale. Ma la leggerezza qui non è superficialità: è un atto politico, un gesto di liberazione. È la possibilità di togliersi di dosso le stratificazioni sociali, le posture obbligate, le identità imposte. Ototeman_What If diventa così un rito laico, un invito a ritrovare dentro di sé quella stanza immaginaria in cui tutto è ancora possibile.

I costumi di Francesca Perazzini ed Elia Corradini accompagnano la metamorfosi continua delle performer, suggerendo una corporeità che si espande e si contrae, che si traveste e si rivela. La grafica di Alessandro Michelizzi contribuisce a definire l’immaginario visivo del progetto, mentre la produzione di COB Compagnia Opus Ballet, in coproduzione con Festival Danza in Rete – Teatro Comunale Città di Vicenza, e il sostegno di Scenario Pubblico – Centro di Rilevante Interesse Nazionale, confermano la solidità di un percorso artistico che unisce ricerca e professionalità.

Ototeman_What If   un’esperienza più che uno spettacolo: un attraversamento. È un invito a riconoscere la complessità che ci abita, a lasciar emergere ciò che è istintivo, fragile, contraddittorio. È un atto di fiducia nel corpo e nella sua capacità di dire ciò che le parole non sanno più contenere. E soprattutto è un augurio: un augurio che ognuno possa trovare, dentro di sé, quella stanza segreta dove l’identità non è un limite, ma un campo di possibilità.

Giuliano Angeletti

OTOTEMAN_WHAT IF
di e con Sofia Galvan, Stefania Menestrina
costumi Francesca Perazzini, Elia Corradini
grafica Alessandro Michelizzi
produzione COB Compagnia Opus Ballet
in coproduzione con FESTIVAL DANZA IN RETE-Teatro Comunale Città di Vicenza
con il sostegno di Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

A Rapallo con Martin ed Elvis Nudo

Liguria terra di tradizione tersicorea da sempre e, anche...

Paddington in Perù: un viaggio tra avventura, identità e bellezza

  Paddington in Perù si rivela una conferma: mantiene il...

John Eliot Gardiner al Teatro Carlo Felice

  Mercoledì dodici marzo è stato eseguito un magnifico concerto...