Da 50 anni danno voce a personaggi immortali e li rendono reali e tangibili : “Le interviste impossibili” al teatro Tordinona di Roma

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“Le Interviste Impossibili” sono uno dei cicli radiofonici più belli e intelligenti mai prodotti dalla RAI. Andarono in onda sul Secondo Programma (all’epoca era l’emittente culturale di punta, oggi RAIRadio2) tra il 1974 e il 1975-76, per un totale di circa 82 puntate. Il format era geniale nella sua semplicità surreale:

Un grande scrittore o intellettuale italiano dell’epoca (Umberto Eco, Italo Calvino, Andrea Camilleri, per citarne qualcuno) faceva da intervistatore di un personaggio storico, letterario, mitologico o addirittura preistorico che non poteva più rispondere (perché morto da secoli, millenni o perché mai esistito in forma intervistabile). La voce del personaggio era interpretata da un attore (spessissimo Carmelo Bene, ma anche Paolo Bonacelli, Luigi Proietti, Arnoldo Foà, Valeria Moriconi, ecc.) e la regia era quasi sempre di Vittorio Sermonti o figure simili

Alcuni esempi memorabili sono Italo Calvino che intervista l’Uomo di Neanderthal (voce: Paolo Bonacelli) oppure Montezuma (voce: Carmelo Bene); Umberto Eco intervista Beatrice (quella di Dante); Edoardo Sanguineti intervista Sigmund Freud; Giorgio Manganelli intervista Gaudí e il Marchese de Sade; Alberto Arbasino intervista Ludwig II di Baviera (voce: Carmelo Bene); Leonardo Sciascia intervista Seneca; Nelo Risi intervista Marat (voce: Carmelo Bene); Fabio Carpi intervista Emily Dickinson; e poi ancora Napoleone, Nerone, Gabriele D’Annunzio, Giacomo Puccini, Vittorio Emanuele II, Marco Polo, ecc.

Molte di queste puntate sono ancora ascoltabili oggi su RaiPlay Sound nella playlist “Le Interviste Impossibili” e alcune sono state riproposte in podcast o speciali su Radio 3. Il fascino sta nel contrasto tra la lucidità ironica e modernissima degli intervistatori (soprattutto Calvino, Manganelli, Eco) e la recitazione esasperata, barocca, a volte isterica degli attori, in particolare quando c’era di mezzo Carmelo Bene, che trasformava ogni risposta in un’esplosione vocale surreale.

Le “Interviste impossibili” si sono poi spostate alla Radio Vaticana sempre ispirate alla celebre serie Rai degli anni ’70.

https://www.raiplaysound.it/playlist/leintervisteimpossibili

Il format è stato riproposto e adattato dal 2009 al 2020 alla Radio Vaticana (oggi integrata in Vatican News), con il titolo “Faccia a faccia – Interviste impossibili” (o anche “Faccia a Faccia Improbabili”).

Il programma era curato e diretto dalla giornalista Laura De Luca, con la partecipazione di vari autori tra cui: Idalberto Fei, Giuseppe Manfridi, Franco Cardini, Ruggero Savinio, Ennio Cavalli, Letizia Leone, Giovanni Maria Vian e altri. Spesso mescolava fiction radiofonica con spunti di riflessione teologica, storica o spirituale, data la natura della radio. C’erano anche episodi con interviste reali a testimoni del presente, ma il cuore erano quelle “impossibili”. Molti testi sono stati raccolti in libri e antologie (ad esempio volumi curati da Laura De Luca e padre Vito Magno, come quelli su santi e fondatori di ordini religiosi, pubblicati intorno al 2015). Alcuni esempi di temi: interviste a santi e personaggi della vita consacrata; figure storiche e religiose; colloqui immaginari tra passato e presente Il programma è disponibile come podcast d’archivio su Vatican News: si trovano episodi con interviste impossibili a personaggi del passato (miti, papi, sovrani…) e alcune reali di oggi.

https://www.vaticannews.va/it/podcast/rvi-programmi/faccia-a-faccia/2020/01/faccia-a-faccia-01-01-2020.html

Il viaggio continua, per fortuna. Dal 2023, Laura De Luca ha portato il format anche a teatro con la rassegna “Le interviste impossibili – Dalla radio al palcoscenico” al Teatro Tordinona di Roma, con attori noti come Milena Vukotic, Giorgio Colangeli, Luigi Diberti, Micol Pambieri e altri. Insomma, un piccolo gioiello di radioteatro intelligente, colto e a tratti provocatorio.

Dall’accoppiata Laura De Luca e Renato Giordano sono scaturite interviste deliziose: Dante, Virgilio, Euridice, Ulisse, Joseph Pilates, Freud, Pitagora, Saffo, Arianna, Olivia di Bracciodiferro, Shylock, Mercuzio, Cagliostro, Pio IX, Bonifacio VIII, Melchiorre il Re Mago, Benino il pastorello dormiente, l’intelligenza Artificiale, la Linea di Cavandoli, Mandrake, Socrate e Santippe, La Bella Addormentata assieme a Biancaneve e Cenerentola, Petrolini, Pascoli, Leopardi…

E così via, nel mondo della Cultura (quella con la “C” maiuscola!) a tutto tondo e della fantasia.

Il prossimo appuntamento avrà un ospite speciale per un avvenimento speciale che non poteva certo sfuggire alla sensibilità degli organizzatori. La ricercatrice indipendente Valentina Salerno, guidata dal professor Michele Rak, riporta il genio Michelangelo Buonarroti al centro dell’attenzione delle cronache, quasi in concomitanza con il 551mo anniversario della sua nascita, l’artista non avrebbe distrutto le centinaia di bozzetti, disegni e sculture che aveva nella sua casa romana, come a lungo si è creduto. Uno dei documenti ritrovati dalla ricercatrice appunto, descrive l’esistenza di una stanza in cui vennero nascoste delle opere. L’autenticità di venti nuove opere è stata appurata grazie ad uno studio approfondito. La ricerca è stata sostenuta dai Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e dal professore Michele Rak. Nello studio “Michelangelo gli ultimi giorni” ha ricostruito l’ultimo periodo di vita di Buonarroti confrontando decine e decine di documenti provenienti da diversi archivi italiani e stranieri per arrivare a scoprire che Michelangelo non avrebbe distrutto le centinaia di bozzetti, disegni, sculture e disegni che aveva nella sua casa romana. Pare invece che l’artista abbia affidato ad allievi e amici il compito di mettere in salvo le sue opere in un luogo segreto

Volevamo forse non sapere dalla sua voce com’è andata davvero la vicenda?

“Impossibile” ma possibilissimo: a marzo, mese del suo compleanno, la Rassegna punta i riflettori della sua sesta “puntata” su Michelangelo Buonarroti, gigante dell’Arte mondiale.

Lo spettacolo avrà luogo il 24 marzo 2026, alle ore 21, con Giancarlo Gori, attore aderente allo SNAD (Sindacato Nazionale Autori Drammatici), con un dialogo che rende appieno la psicologia tormentata di Michelangelo, nonché protagonista egli stesso del faccia a faccia, mentre l’intervistatore sarà interpretato dal prezioso e immancabile Renato Giordano.

Nella stessa serata, sempre l’arte pittorica e scultorea sarà presente. Il fil rouge con Michelangelo Buonarroti sarà con Daniele da Volterra, passato alla storia come “il pennello teleguidato dalle pruderie della Curia vaticana”, dato che coprì le “vergogne” della Cappella Sistina e, sebbene fosse un buon artista, fu poco considerato e apostrofato col soprannome di “Braghettone”.

L’autore-intervistatore sarà Giuseppe Manfridi, abile indagatore nell’introspezione umana, mentre Daniele da Volterra sarà interpretato da Alessio Di Clemente.

Due artisti a confronto. Due persone a confronto. Due vite a confronto. Due modi di passare alla storia a confronto. E dall’intersezione di questi due mondi e due modi di affrontare l’arte e la storia, scaturirà un dialogo imperdibile, pieno di momenti intriganti e interessanti. Quella sera tutto sarà possibile, grazie a Laura De Luca e Renato Giordano, coloro che hanno colto l’importanza della trasmissione radiofonica e l’imprescindibilità del trasmettere, in maniera sempre più accattivante e necessaria, le storie. La storia.

“Interviste Impossibili” al Teatro Tordinona, martedì 24 marzo 2026, ore 21.00

Da Trieste (per Roma) per oggi è tutto.

Rosa Zammitto Schiller

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