La norvegese Emilie Blichfeldt ribalta una fiaba classica con un body horror feroce e intelligente. Il risultato è uno dei film più sorprendenti e disturbanti del 2025
Ci sono fiabe che credevamo di conoscere a memoria. Cenerentola è una di quelle: la ragazza buona e umile, la matrigna cattiva, le sorellastre brutte e invidiose, il principe azzurro, la scarpetta di cristallo. Una struttura morale semplice, rassicurante, che la Disney ha cristallizzato nell’immaginario collettivo di almeno tre generazioni.
Poi arriva Emilie Blichfeldt, regista norvegese al suo esordio nel lungometraggio, e smonta tutto. Pezzo per pezzo. Con un martello.
The Ugly Stepsister, titolo originale norvegese Den stygge stesøsteren, distribuito in Italia da I Wonder Pictures a partire dal 30 ottobre 2025, è esattamente ciò che promette il titolo: la storia di Cenerentola raccontata dalla parte sbagliata. Ma “sbagliata” per chi?
La storia che non ci avevano mai raccontato
Il film si apre in uno scenario sette-ottocentesco, in un immaginario regno chiamato Swedlandia. La protagonista è Elvira, diciotto anni, sognatrice, golosa, innamorata del principe Julian. Non è la villain della storia. È una ragazza insicura, con l’apparecchio ai denti e qualche chilo di troppo, che sente il peso schiacciante di un mondo che la giudica prima ancora di conoscerla.
La madre Rebekka, aristocratica superficiale e ambiziosa, la costringe a subire una serie di trattamenti di chirurgia estetica cruenti e dolorosissimi: denti raddrizzati, naso rifatto, ciglia allungate, corpo rimodellato. Tutto per conquistare il principe. Tutto per essere “abbastanza”.
E Agnes, quella che noi conoscevamo come Cenerentola, non è più l’ingenua angelica delle versioni Disney. È una ragazza naturalmente bellissima e ribelle, che si concede relazioni con lo stalliere e poi si presenta al principe come vergine. La santità non era mai sua: era solo il racconto che ci facevano comodo.
Body horror come critica sociale
Il genere scelto da Blichfeldt non è casuale. Il film è una dura ma socialmente rilevante dichiarazione, un aggiornamento brutale del body horror e una commedia nera esilarante, tutto in uno. La chirurgia estetica diventa tortura, il desiderio di bellezza diventa autodistruzione, la competizione femminile diventa guerra di sopravvivenza.
Il confronto più naturale è con The Substance di Coralie Fargeat, il film horror del 2024 con Demi Moore che ha vinto la Palma d’oro a Cannes per la migliore sceneggiatura. Entrambi i film sono stati realizzati da donne forti e professionali, ed entrambi hanno come protagoniste anti-eroine disposte a fare qualsiasi cosa pur di rispondere ai più alti standard di bellezza. In entrambi i casi, le protagoniste non desiderano essere belle per sé stesse, ma per continuare ad avere un posto nella società di cui fanno parte.
Ma The Ugly Stepsister ha una sua voce precisa, non è un imitatore. La fiaba come contenitore permette a Blichfeldt di radicalizzare il discorso: in un mondo dove le regole sono quelle di un racconto per bambini, la violenza che si esercita sui corpi femminili diventa ancora più assurda, ancora più evidente.
Una protagonista che brucia lo schermo
La protagonista Lea Myren offre una prova straordinaria. Il suo arco narrativo, dall’innocenza speranzosa a ciò che diventa, è costruito con una precisione rara, e le micro-espressioni del suo volto trasmettono ogni pensiero e ogni sentimento come se fossimo dentro la sua testa.
Al suo fianco, Ane Dahl Torp è una madre-matrigna che non è mai semplicemente cattiva: è il prodotto fedele di un sistema che ha interiorizzato e ora riproduce meccanicamente. Thea Sofie Loch Næss nei panni di Agnes, la nostra Cenerentola, è bellissima e spietata con la stessa naturalezza.
Un esordio che fa rumore
Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2025 nella sezione Midnight il 23 gennaio 2025, ed è stato proiettato nella sezione Panorama del 75° Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Due vetrine importanti, che hanno contribuito a costruire intorno al film un’attesa febbrile.
Su Rotten Tomatoes, il 96% delle recensioni dei critici è positivo, con una valutazione media di 7,7/10. Il consenso della critica internazionale è stato quasi unanime: siamo davanti a qualcosa di nuovo.
Il Saturn Award come miglior film internazionale, la nomination agli Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films: il riconoscimento del settore ha seguito quello della critica.
Perché vale la pena vederlo
The Ugly Stepsister è un film che fa male. Non solo per il gore abbondante, esplicito, a tratti insostenibile ma per la precisione con cui descrive qualcosa che conosciamo tutti: la pressione a modificare il proprio corpo per essere accettati, il confronto costante con un ideale irraggiungibile, la violenza silenziosa degli standard di bellezza imposti dall’esterno.
Blichfeldt non offre consolazione. Non c’è il principe azzurro che salva, non c’è la trasformazione magica che risolve tutto. C’è solo Elvira, il suo corpo, il suo dolore, e un mondo che continua a chiederle di più.
In questo, il film è brutalmente onesto. E la sua fiaba, con tutta la sua crudeltà, è molto più vera di quella che ci avevano raccontato da bambini.
Rosanna Coccaro

