Alla Camera dei Deputati il corso “Giornalismo, una professione da difendere”. Informazione e tutela della professione al centro del confronto

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Nella giornata del 5 marzo, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, alla Camera dei Deputati, si è svolto il corso di formazione promosso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti dal titolo “Giornalismo, una professione da difendere. L’informazione tra minacce e sfide dell’innovazione”. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, giornalisti ed esperti del settore su uno dei temi centrali per la vita democratica: il valore e la tutela della professione giornalistica.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che ha sottolineato come il giornalismo continui a rappresentare uno dei pilastri della vita democratica del Paese. Fontana ha ricordato che la professione giornalistica costituisce un patrimonio culturale e civile di grande valore per la società e che nessuna tecnologia, neppure le più avanzate applicazioni dell’intelligenza artificiale, potrà sostituire pienamente il ruolo dell’informazione nella formazione dell’opinione pubblica.

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli ha poi sviluppato una riflessione sulle sfide che oggi interessano la professione. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sul progressivo restringimento degli spazi democratici in diversi contesti e sul ruolo essenziale del giornalismo nel portare alla luce fenomeni e dinamiche che altrimenti rischierebbero di restare nell’ombra. Bartoli ha inoltre ricordato come negli ultimi anni siano aumentate anche in Italia le minacce e le intimidazioni nei confronti dei giornalisti, sottolineando la necessità di rafforzare la consapevolezza pubblica del valore dell’informazione.

Tra gli interventi più significativi quello del giornalista Paolo Borrometi, impegnato da anni nel racconto delle dinamiche della criminalità organizzata. Nel suo intervento Borrometi ha ricordato la figura del giornalista Giovanni Spampinato, simbolo del giornalismo d’inchiesta che ha pagato con la vita la ricerca della verità, sottolineando l’importanza di garantire sostegno e tutela ai cronisti impegnati su temi particolarmente delicati.

Nel corso del dibattito è intervenuta anche la dottoressa Valentina Pelliccia, giornalista ed esperta in comunicazione e affari istituzionali. Nel suo intervento Valentina Pelliccia ha posto al presidente dell’Ordine dei Giornalisti una riflessione sul rapporto tra coraggio professionale e tutela concreta dei cronisti impegnati in inchieste su interessi sensibili. La giornalista ha evidenziato come chi affronta temi particolarmente delicati possa trovarsi esposto a pressioni o talvolta a forme di isolamento professionale, chiedendo quale ruolo concreto possa assumere oggi l’Ordine dei Giornalisti per rafforzare la protezione della professione e garantire condizioni effettive di autonomia.

Rispondendo alla domanda, Carlo Bartoli ha ricordato che il primo dovere di un giornalista è non piegarsi alle pressioni e non voltarsi dall’altra parte. Accanto al coraggio individuale, tuttavia, il presidente dell’Ordine ha sottolineato l’importanza della solidarietà tra colleghi, osservando che la prima difesa della professione deve nascere proprio dalla categoria stessa. Quando un giornalista viene attaccato o delegittimato per il proprio lavoro, la risposta più forte dovrebbe essere il sostegno aperto e senza ambiguità da parte degli altri professionisti dell’informazione.

A completare il quadro degli interventi è stata l’avvocata Caterina Malavenda, esperta di diritto dell’informazione, che ha affrontato il tema delle azioni giudiziarie utilizzate in modo strumentale contro giornalisti e operatori dell’informazione. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di distinguere con chiarezza tra diffamazione e diritto di critica, evidenziando il fenomeno delle cosiddette SLAPP, le azioni legali strategiche utilizzate per scoraggiare la partecipazione al dibattito pubblico.

Il confronto, moderato dalla giornalista Serena Bortone e al quale ha preso parte anche il giornalista ed editorialista Ferruccio De Bortoli, ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sul futuro della professione e sul valore dell’informazione come pilastro della democrazia.

Foto di Gianluigi Barbieri

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