In scena il 4 marzo 2026 al Teatro Civico della Spezia.
In Terapia di Coppia, i PanPers portano in scena la crisi più antica del mondo: quella tra due persone che hanno condiviso tutto, ma proprio tutto, tranne forse il buon senso. Dopo anni di tournée, autogrill, camere d’albergo e dentifrici condivisi, la loro relazione artistica scricchiola come una sedia dell’Ikea montata senza istruzioni. E loro, invece di nasconderlo, ci costruiscono sopra uno spettacolo. Geniale o disperato? Probabilmente entrambe le cose.
Il palco diventa un elegante studio di terapia, con il pubblico nel ruolo del terapeuta non pagato. I PanPers si confessano, litigano, si accusano, si perdonano e si rinfacciano pure il profilo Instagram condiviso. È un’ora e mezza di seduta intensiva in cui la risata è l’unico farmaco prescritto, senza effetti collaterali se non un leggero dolore agli addominali.
Ogni sketch è un test proiettivo: chi ride riconosce qualcosa della propria vita di coppia. E ride più forte chi finge di non riconoscerlo.
La loro intesa è talmente rodata che anche quando fingono di odiarsi, finiscono per cercarsi. La loro è la classica coppia che litiga per sport, che si punzecchia per affetto, che si separerebbe solo per potersi riunire con un applauso più fragoroso.
Terapia di Coppia è una dichiarazione d’amicizia mascherata da litigio. È la prova che la comicità, quando è intelligente, può raccontare la fragilità umana meglio di qualsiasi manuale di psicologia. E che certe coppie, per funzionare, hanno solo bisogno di una cosa: un pubblico disposto a ridere dei loro problemi. E mentre il sipario si chiude, resta un dubbio: saranno guariti?
Probabilmente no. Ma per fortuna, se guarissero davvero, lo spettacolo non sarebbe così divertente.
Giuliano Angeletti

