“Immagino un oceano! Ho fame di vita e di quante più esperienze!”
Napoletana verace e cresciuta a “pane e teatro”, Giovanna Sannino rappresenta una delle realtà più luminose e solide del nuovo panorama attoriale italiano. La sua formazione affonda le radici nel laboratorio teatrale Elicantropo di Napoli, sotto la guida di Carlo Cerciello, un percorso che le ha conferito quel rigore e quella profondità emotiva che oggi la distinguono sul set.
Il grande pubblico l’ha imparata ad amare — e temere — nel ruolo di Carmela Valestra nell’acclamatissima serie Mare Fuori. Con una recitazione viscerale, Giovanna ha saputo dare corpo e anima a una donna sospesa tra la ferocia del contesto criminale e la fragilità di un amore assoluto, diventando in breve tempo uno dei pilastri narrativi della serie.
Oltre al successo televisivo, Giovanna è anche una scrittrice sensibile: nel suo libro “Non sempre gli incubi svaniscono al mattino”, ha saputo raccontare con coraggio una vicenda personale legata a un errore giudiziario che ha colpito la sua famiglia, dimostrando una maturità che va ben oltre la recitazione.
Oggi, mentre si prepara a tornare sul piccolo schermo per la nuova, attesissima stagione di Mare Fuori, la ritroviamo pronta a esplorare nuove sfumature di Carmela. In questa intervista ci racconta il peso della responsabilità, l’evoluzione del suo personaggio dopo i colpi di scena passati e cosa significhi, per lei, prestare la voce a una Napoli che non smette mai di lottare per la propria bellezza.
Attualmente possiamo vederla nella 6 stagione di Mare fuori, ora su Raiplay e presto in chiaro su Rai 2
Come si è evoluto il tuo approccio psicologico al personaggio ora che le ferite, sia fisiche che emotive, sembrano aver raggiunto un punto di non ritorno?
È un percorso verso gli inferi quello di Carmela, ormai la sua umanità si è strappata definitivamente e non è che un’anima in pena che vaga nelle sue ferite.
Essendo tu napoletana, quanto del realismo che porti sullo schermo attinge direttamente dal ‘sentire’ della città?
Bisogna sempre stare sul chi va la! È necessario un grande ascolto di tutti per poter fare un lavoro completo, non si può essere concentrati solo su noi stessi, dobbiamo unire le energie.
Sei cresciuta insieme a Carmela in questi anni. Guardando indietro alla prima stagione, qual è la lezione più importante che hai imparato come attrice lavorando in un contesto corale così intenso e sotto una pressione mediatica così forte?
Mah! Sicuramente il dialetto è quanto si più realistico c’è nel personaggio, alcune situazioni sono chiaramente tratte da episodi che hanno fatto parte della cronaca nera della mia città, altre invece conservano tutta la magia della macchina da presa e volutamente spingono all’eccesso alcune dinamiche.
Qual è il messaggio più forte che ricevi dalle ragazze che si rispecchiano nella tua interpretazione? Senti una sorta di responsabilità sociale nel dare voce a queste realtà?
Non sento la responsabilità di vestire i panni di un personaggio. Carmela è finzione e quello deve rimanere. Io sono una “serva” del mio lavoro, cedo anima e corpo ai personaggi che vado a interpretare, non penso all’esempio che devo dare nel momento in cui interpreto. L’arte è soggettiva e ognuno trae da un lavoro la propria morale, inoltre noi diamo voce, ma chi ci crea a priori sono gli sceneggiatori. Sento la responsabilità, piuttosto, di quello che dico e faccio al di fuori dei riflettori, è lì che si può essere un esempio o meno.
Quanto è importante per te diversificare i linguaggi espressivi per non restare ‘imprigionata’ nel successo di un singolo personaggio?
Ogni anima ha il suo linguaggio, purtroppo raccontarne una per lungo tempo rende tutto molto più difficile, ma sono giovane… c’è tempo!
Con l’uscita della sesta stagione, si chiudono molti cerchi. Senza fare spoiler, come immagini il tuo ‘mare fuori’ artistico?
Immagino un oceano! Ho fame di vita e di quante più esperienze!
Quali sono le sfide o i generi cinematografici che vorresti esplorare nei tuoi prossimi progetti?
Vorrei girare un horror! Sarebbe molto divertente e allo stesso tempo una bella sfida, ma ogni progetto ha i suoi ostacoli anche laddove sembrano non esserci!
Marco Assante

