Inseguire un sogno tra mistero e emozioni: la voce autentica di Greta Viola

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Nel silenzio di una stanza, tra pensieri, sogni e pagine ancora bianche, nascono spesso le storie più autentiche. Alcune arrivano piano, altre crescono insieme a chi le scrive, diventando parte della sua vita. È proprio da questo percorso fatto di passione, pazienza e coraggio che prende forma la voce di Greta Viola, autrice romana che ha trasformato un sogno coltivato negli anni in un romanzo capace di mescolare mistero, soprannaturale ed emozioni. Il suo libro, Shine, è il frutto di un viaggio lungo sette anni e mezzo, un cammino di crescita personale e artistica. In questa intervista Greta si racconta con sincerità, parlando di scrittura, social network, paure e sogni. Un dialogo che ci porta dietro le quinte della nascita di una storia e della determinazione di chi sceglie di inseguire le proprie passioni.

Chi sei? Raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Greta Viola Ventura, ho 31 anni e sono di Roma. Sui social sono conosciuta semplicemente come Greta Viola. Mi sono diplomata al Liceo delle Scienze Umane e ho sempre avuto diversi hobby e passioni che porto avanti tuttora. Nel 2024 ho pubblicato il mio primo romanzo, Shine, una storia che mescola soprannaturale, mistero e sentimenti, pensata per chi ama generi diversi tra loro. Il libro è disponibile su Amazon in formato cartaceo ed ebook.

Quando è iniziata la tua avventura con la scrittura?

Da piccola mi piaceva scrivere storie. Questa passione è poi riaffiorata attorno ai 19 o 20 anni e col tempo mi ha spinta a voler creare un progetto concreto. A 30 anni ho finalmente raggiunto il traguardo della pubblicazione scegliendo la strada del self publishing. È qualcosa di cui sono molto orgogliosa e spero di continuare su questa strada pubblicando altri libri. Questo percorso mi ha fatta crescere molto, non solo artisticamente ma anche come persona.

Da dove nasce la tua vocazione per la scrittura?

L’esigenza di scrivere nasce da dentro. Non puoi svegliarti una mattina e decidere semplicemente di scrivere un libro: le storie, i personaggi e i messaggi nascono da esperienze di vita, fantasia e tanti altri fattori. Mia madre, Roberta, è un’autrice di poesie e credo di aver ereditato da lei questo “dono”, anche se trattiamo generi molto diversi. Non ho frequentato corsi di scrittura: posso definirmi un’autodidatta, ma mi ha aiutato molto la mia capacità di autocritica. Scrivere e pubblicare Shine è stato un percorso lungo sette anni e mezzo, durante i quali la storia e i personaggi sono cresciuti insieme a me.

Quali sono stati i momenti più importanti del tuo percorso recente?

Per molto tempo ho avuto paura di mettermi in gioco. Non volevo usare uno pseudonimo, ma allo stesso tempo espormi così tanto mi metteva in agitazione. Ci sono stati anche momenti di sconforto in cui non credevo abbastanza in me stessa. Però non mi sono lasciata fermare. È vero che un autore emergente con un budget limitato non vende subito tante copie, ma questo non significa fallire. Un buon libro non ha una data di scadenza. Ho ricevuto molti pareri positivi che mi hanno fatto capire quanto fossero infondate molte delle mie paure prima della pubblicazione.

Cosa significa per te esprimerti attraverso la scrittura?

Credo che chi ama scrivere dovrebbe provare a inseguire il proprio sogno, con la giusta autocritica. Esprimersi attraverso la scrittura significa donare al pubblico una parte di sé, e non è sempre facile. Ho avuto anche alcune delusioni da parte di persone che si sono mostrate invidiose o mi hanno voltato le spalle. Non sono una persona competitiva e cerco sempre di essere gentile, quindi ricevere negatività può fare male. Ma non bisogna mai rinunciare alle proprie passioni per la cattiveria degli altri: purtroppo fa parte del gioco.

Che rapporto hai con i social? Ti consideri un’influencer?

Con i social ho un rapporto di amore e odio. Da un lato sono strumenti utili, dall’altro mi rendo conto che a volte ci passo troppo tempo a scorrere passivamente post e reel, e questo nel tempo ha anche peggiorato la mia capacità di concentrazione. Per questo credo che vadano utilizzati con giudizio. Non mi reputo affatto un’influencer: semplicemente spero che il mio libro possa arrivare a tante persone anche grazie ai social, che oggi sono la più grande vetrina per farsi conoscere.

Attraverso i social, che immagine vuoi trasmettere?

Oltre alla promozione del mio romanzo, mi interessa soprattutto mostrare l’autenticità delle cose. Non amo chi ostenta una vita perfetta e patinata. Dietro la pubblicazione di un libro, ad esempio, ci sono tante difficoltà e lati meno belli, ed è giusto mostrarli. Credo che la sincerità sia sempre la scelta migliore.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi progetti?

Non mi piace pianificare troppo il futuro, preferisco vivere giorno per giorno. Ho diversi progetti, ma per ora preferisco tenerli segreti finché non saranno pronti. Tra dieci anni mi auguro di essere ancora me stessa, con qualche sogno realizzato in più sia nella vita personale sia in quella professionale. Il mio obiettivo è continuare a crescere e migliorarmi, perché non esiste mai un vero punto di arrivo. E soprattutto, non bisogna mai smettere di sognare.

Manuele Pereira

 

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