Toccando il Vuoto: Lodo Guenzi

Data:

In scena il 5 marzo 2026 al Teatro della Rosa di Pontremoli.

L’immagine iniziale di Toccando il vuoto è quella di due uomini sospesi tra cielo e abisso, ma ciò che il regista Silvio Peroni porta in scena non è soltanto un incidente di montagna: è la cartografia emotiva di una scelta impossibile. La storia vera di Joe Simpson e Simon Yates, già di per sé vertiginosa, diventa nelle mani di David Greig un dispositivo teatrale che interroga lo spettatore con la stessa crudele semplicità della montagna: cosa avresti fatto tu?

La regia di Silvio Peroni costruisce un paesaggio mentale più che geografico. La montagna non è mai imitata, ma evocata: un luogo interiore fatto di silenzi, di vuoti che risuonano, di corde che legano e recidono. Il passato e il presente si intrecciano come due linee di cresta, e il ritmo dello spettacolo alterna la tensione fisica dell’azione al respiro più largo della riflessione morale.

Greig non cerca l’eroismo, né la retorica della sopravvivenza. Il suo testo, tradotto con precisione da Monica Capuani, lavora sul confine tra necessità e colpa, tra istinto e responsabilità. La domanda che attraversa l’opera non è un artificio narrativo, ma un vero e proprio dispositivo etico: Simon taglia la corda per salvarsi o per non morire insieme all’amico? E Joe, precipitato nel vuoto, cosa rappresenta per chi resta?

Il teatro qui diventa un laboratorio morale, un luogo in cui la scelta non è giudicata ma osservata, sezionata, restituita nella sua ambiguità più umana.

Lodo Guenzi dà a Joe una fragilità luminosa, un corpo che sembra continuamente oscillare tra la resa e la volontà di esistere. La sua voce, spesso trattenuta, diventa la traccia sonora di un uomo che si ricostruisce mentre racconta.

Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta compongono un coro narrativo che non è mai semplice supporto, ma parte integrante della tensione drammaturgica: incarnano memorie, paure, ipotesi, e soprattutto quella zona grigia in cui la coscienza si interroga senza trovare pace.

Peroni sceglie una regia di sottrazione: pochi elementi, gesti essenziali, una scena che non illustra ma suggerisce. La montagna diventa un vuoto da riempire con l’immaginazione dello spettatore, e proprio in questo vuoto si annida la forza dello spettacolo.

La produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni, con il contributo della Regione Toscana, sostiene un impianto visivo e sonoro che non cerca il realismo, ma la risonanza emotiva.

La vera potenza di Toccando il vuoto sta nella sua capacità di trasformare un fatto di cronaca alpinistica in una meditazione universale sulla responsabilità. La montagna diventa metafora dell’esistenza: si sale insieme, si cade da soli, e a volte si sopravvive grazie a decisioni che non si potranno mai del tutto perdonare.

Lo spettacolo, conferma la qualità del testo di Greig. Toccando il vuoto è un’opera che non cerca risposte, ma apre domande. E lo fa con una precisione narrativa e una delicatezza poetica che restano addosso come il freddo dell’alta quota.

Giuliano Angeletti

Lodo Guenzi
TOCCANDO IL VUOTO
di David Greig
traduzione Monica Capuani
con Lodo Guenzi, Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo, Matteo Gatta
regia Silvio Peroni – ph Tiziano Ghidorsi
produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni
con il contributo di Regione Toscana

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati