Lella Costa è Lisistrata

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In scena il 7 marzo 2026 al Teatro Eduardo De Filippo di Cecina.

Ci sono testi che attraversano i secoli come correnti sotterranee: invisibili, ma capaci di riemergere ogni volta che la storia sembra ripetersi. Lisistrata è uno di questi. Aristofane la scrisse come una provocazione, un atto di ribellione travestito da farsa; oggi, nella lettura scenica di Serena Sinigaglia e nell’adattamento firmato con Emanuele Aldrovandi, diventa un richiamo che vibra con una chiarezza quasi dolorosa.

Lella Costa, con la sua voce che sa essere lama e carezza, guida il pubblico dentro un racconto antico eppure sorprendentemente vicino. La sua Lisistrata non è solo la stratega che organizza lo sciopero del sesso per fermare la guerra: è un’icona di lucidità, una donna che guarda il mondo e ne vede le crepe, che riconosce nella stanchezza dei conflitti la possibilità di un gesto radicale, disarmante, profondamente umano.

La regia di Sinigaglia non cerca l’attualizzazione forzata: la lascia accadere.
È il testo stesso, con la sua ironia tagliente, a rivelare quanto il corpo femminile sia ancora oggi un campo di battaglia simbolico, un luogo dove si negoziano potere, desiderio, controllo.
Eppure, in questa messinscena, il corpo diventa soprattutto un linguaggio: un modo per dire no, per dire basta, per dire “siamo qui, e non possiamo più tacere”.

La produzione INDA/Teatro Carcano sostiene un impianto scenico essenziale, dove la parola è protagonista assoluta. Le fotografie di Maria Pia Ballarino catturano la densità emotiva di un lavoro che non ha bisogno di orpelli: basta la presenza, basta il respiro, basta la determinazione di un ensemble che restituisce al pubblico la potenza originaria della commedia antica.

Lisistrata è un testo che fa ridere, ma non consola.
La risata è un varco, un modo per far entrare la domanda che brucia sotto la superficie.

Cosa siamo disposti a fare, davvero, per fermare la violenza? La commedia diventa così un rito collettivo, un invito a immaginare un mondo dove la pace non è un’utopia, ma una scelta possibile, concreta, urgente. Questa Lisistrata non si limita a raccontare un gesto rivoluzionario: lo rinnova. E quando cala il sipario, resta nell’aria una domanda che continua a pulsare, ostinata come un cuore che non vuole arrendersi: e se fossero proprio le donne, ancora una volta, a ricordarci che la vita vale più della guerra? Allora quella voce antica non è più un’eco, ma un richiamo vivo, che attraversa i secoli e ci raggiunge oggi come un lampo: un appello che non chiede di essere ascoltato, ma di essere raccolto. Perché la pace, ci sussurra Lisistrata, non è un sogno fragile. È un coraggio che aspetta solo di essere scelto.

Giuliano Angeletti

Lella Costa
LISISTRATA
di Aristofane
adattamento Emanuele Aldrovandi, Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
produzione INDA/Teatro Carcano
Fotografia di Maria Pia Ballarino, AFI Archivio Fondazione Inda Siracusa

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