Dal 5 marzo al 19 luglio il Museo del Genio a Lungotevere della Vittoria ospita le immagini e gli scatti di Robert Doisneau, amato fotografo del 900. La sua popolarità è dovuta in primis alla concezione artistica, dalla quale partono le sue opere in scatti:”Volevo avere l’idea di rendere immortale la nostra vita umana,come in una battaglia al fatto che siamo destinati a scomparire”.Tramite il suo percorso artistico,ha avuto la capacità di farlo.
Dalla quotidianità all’alta borghesia
Un lungo percorso di vita e di esperienze quello del fotografo francese di Gentilly.Nato nel 1912,si approccia dopo gli studi al bianco e nero, lasciando impressi in immagini i momenti della vita di strada,dalle vie di Parigi ai volti dei bambini e degli anziani, dalla campagna francese ai baci degli innamorati,rendendoli eterni.”Le baiser de l’Hotel De la Ville”risalente al 1950,è diventata un’ immagine universale,rappresentante la spontaneità,la passione e la semplicità dell’amore: uno scatto talmente globale che Woody Allen ha voluto in un suo film,e che è stato persino tramutato in monili e tatuaggi.
Il fotografo delle emozioni e delle star
Ma Doisneau è stato ben oltre questo: ha ritratto in atteggiamenti spontanei,lontani dal divismo,icone come Pablo Picasso e Jean Cocteau,Brigitte Bardot e Juliette Binoche.Le sue immagini,armoniose e romantiche,ci portano a sognare,a vivere in un’ atmosfera d’altri tempi,con fotografie che spaziano dall’alta aristocrazia francese(nella sezione Mondanites) a donne che raccontano tanto del loro vissuto,come le portinaie(Laconcierge aux lunettes del 1945) e le lavoranti, fino ad arrivare a scherzosi giochi in strada(Les Enfants)e cagnolini domestici(Un chien a roulettes del 1977).Il tutto ha soltanto superficialmente un aspetto leggero: ogni scatto vuole rendere immortale un sorriso,un gioco,un bacio, lasciando nel nostro animo un vortice di sensazioni,che vanno dalla serenità alla velata malinconia,come quella che vediamo nelle bellissime cartoline ricordo.
Un percorso lungo 60 anni
Centoquaranta scatti,che vanno dagli anni 30 agli anni 90,una vita e tanti momenti differenti della storia.La mostra,patrocinata dall’ Ambasciata francese in Italia, la Regione Lazio ed il Comune di Roma,è curata dall’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero,ed è prodotta ed organizzata da Arthemisia,che ha collaborato con il Ministero della Difesa,l’Esercito Italiano e Difesa Servizi,società in house del Ministero della difesa per la valorizzazione dei Musei Militari.Il progetto, in collaborazione con Bridgeconsultingpro,è realizzato in partnership con Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Poema,ed ha come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore e Cultura.L’opera di Doisneau racchiude tutto:sentimenti,memoria storica e dimensione onirica e fa parte del raffinato mondo francese,in particolar modo parigino,celebrando in tal modo il settantesimo anniversario del gemellaggio Roma-Parigi, sancito nel 1956 come simbolo di amicizia e simbiosi (anche artistica) tra le due capitali.
Sara Nicoletti


