La grazia della fragilità: una mostra che celebra l’arte contemporanea italiana

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A partire dal 21 marzo fino al 4 aprile,presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello Mario Mafai ospita negli spazi denominati”Manica Lunga”le monografiche di Adgart(Antonello Diodato Guardigli),Fernando M.Diaz,Carlo Gasperoni e Peter Nussbaum,unite a una collettiva dei maestri Marco Bettocchi,Franco Carletti,Silvana Landolfi,Liliana Scocco Cilla,Fedora Spinelli e Nazzareno Tommasetti.

La fragilità come segno di empatia per il prossimo
Il percorso espositivo segna un punto di frattura:”frangere”,appunto rompere gli schemi omologati del mondo di oggi ,nel quale la violenza ed il protagonismo predominano.A questo imperialismo umano si contrappongono delle opere delicate ed intimiste,che vogliono creare un divario con questa visione aggressiva,in modo gentile e compassionevole.”Fare esperienza della nostra fragilità significa abbracciarla con coraggio ed acquisirne consapevolezza.Tutto ciò porta alla volontà di curare il nostro prossimo e occuparci di tutto ciò che ci circonda” afferma Stefania Pieralice,curatrice della mostra ed anche alla 61a Biennale di Venezia Arte,Padiglione Nazionale Guatemala.

Un’interpretazione tridimensionale

Antonello Diodato Guardigli,in arte Adgart,trasforma il dolore per una perdita in superamento della stessa,tramite la catartica potenza della fede e dell’ amore.Le opere pittoriche e l’impaginato di Fernando M.Diaz rappresentano invece un luogo-non luogo,dove tutto è in movimento e alla ricerca di una propria identità. Il variegato gioco di cromie di Carlo Gasperoni ispira fantasia e vitalità. Le geometrie ordinate di Peter Nussbaum ,con la loro perfetta linearità, sembrano rivelare l’ universalità del cosmo ed i suoi segreti.
L’ inaugurazione è prevista per sabato 21 marzo alle 16 alla presenza delle autorità di Città di Castello e con interventi dello storico dell’arte DanieleRadini Tedeschi e della curatrice Stefania Pieralice.

Sara Nicoletti

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