Con(-)tenuta: appunti di donne sacrificabili

Data:

In scena l’8 marzo 2026 al Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima

Nella drammaturgia Con(-)tenuta c’è un punto, in cui la scena sembra trattenere il fiato. Non è un effetto registico, né un artificio drammaturgico: è la sensazione precisa di trovarsi davanti a una giovane artista che decide di esporsi senza filtri, di attraversare la materia incandescente del maschilismo quotidiano con una lingua che sa essere diretta, poetica, e quando serve anche grottesca. Con(-)tenuta non è un atto d’accusa, ma un atto di lucidità. E la lucidità, quando riguarda il rapporto tra uomini e donne nella società contemporanea, è sempre un gesto politico.

Migliorini indaga una forma di maschilismo che non urla, non picchia, non si impone con la violenza esplicita: è quello inconsapevole, quello che si annida nei gesti di protezione, nelle giustificazioni automatiche, nelle narrazioni familiari che insegnano alle donne a comprendere prima di essere comprese, a scusare prima di essere ascoltate. Padri, mariti, compagni: figure che la cultura patriarcale ha reso intoccabili, quasi sacre, e che lo spettacolo osserva con una lente che non è mai vendicativa, ma profondamente analitica.

La scena, essenziale e tagliente, è illuminata dal disegno luci di Alessandro Bigatti, che costruisce un paesaggio emotivo più che visivo: fasci che isolano, ombre che proteggono, improvvise aperture che sembrano suggerire un varco possibile. I costumi di Veronica Di Pietrantonio accompagnano la metamorfosi dell’attrice, mentre il lavoro tecnico di Alessandro Maestrini tiene insieme luci e fonica con una precisione che non invade mai, ma sostiene.

Il cuore dello spettacolo, però, è lei: Chiara Migliorini che interpreta sé stessa, o forse una versione più nuda, più esposta, più radicale di sé. Una giovane artista che difende la propria libertà di affermazione in un mondo che si proclama aperto, inclusivo, progressista, ma che troppo spesso nasconde dietro il conformismo sociale una rete di contraddizioni e aspettative che continuano a frenare le donne nei loro percorsi di autonomia e riconoscimento.

La scrittura alterna momenti di lirismo a lampi di ironia feroce, come se la poesia fosse il modo per respirare e il grottesco quello per sopravvivere. Il risultato è un racconto che non si limita a denunciare, ma tenta di comprendere: perché le donne continuano a proteggere gli uomini della loro vita? Perché giustificano, assolvono, minimizzano? E soprattutto: cosa succede quando smettono di farlo?

Con(-)tenuta è uno spettacolo che non offre risposte semplici, ma apre un varco di consapevolezza. È un lavoro che parla al presente, ma soprattutto parla dalle donne, non delle donne. E questo, nel panorama teatrale contemporaneo, è un gesto di rara onestà. La produzione Lotus/Agave Arti merita attenzione, ascolto e spazio, perché racconta ciò che spesso si preferisce non vedere: la fatica silenziosa delle donne che cercano di esistere senza chiedere il permesso.

Giuliano Angeletti

Chiara Migliorini
Con(-)tenuta
appunti di donne sacrificabili
di Chiara Migliorini
disegno luci Alessandro Bigatti
costumi Veronica Di Pietrantonio
luci e fonica Alessandro Maestrini
Ph: Michele Guerrini
produzione Lotus/Agave Arti

 

 

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