L’uomo dei sogni di Giampiero Rappa …

Data:

In scena dal 05 al 08 marzo al Teatro Eleonora Duse di Genova

Nella drammaturgia L’uomo dei sogni c’è un punto, in cui il buio non è più semplice assenza di luce, ma una materia viva, pulsante, che avvolge il protagonista e lo spettatore con la stessa, identica intensità. L’uomo dei sogni nasce proprio lì: in quella zona liminare dove la notte non è riposo, ma un territorio instabile, un teatro interiore che si apre come una ferita e come una rivelazione.

Giovanni o Joe Black, come lo conoscono i lettori dei suoi fumetti è un artista che ha smarrito il proprio asse. Il trauma che lo ha colpito non viene mai esibito come un trofeo narrativo, ma aleggia come un’ombra che deforma la percezione, che altera la consistenza stessa del reale. La sua casa-studio diventa un labirinto mentale, un palcoscenico dove la parasonnia si manifesta con la precisione crudele di un incubo lucido: figure minacciose, voci che sussurrano, scene di violenza che non appartengono al mondo esterno ma che lo devastano come se fossero vere.

Giampiero Rappa costruisce questo universo con una regia che non cerca l’effetto, ma la risonanza. Ogni apparizione onirica è un frammento di coscienza che si ribella, un personaggio che tenta (con sarcasmo, con cinismo, con disperata vitalità) di riportare Giovanni alla superficie del mondo.

Nella nota dell’autore, c’è una dichiarazione che attraversa tutto lo spettacolo come un filo rosso: il teatro come luogo di cura, come spazio in cui l’immaginazione non è fuga ma possibilità. L’uomo dei sogni è, prima di tutto, un omaggio al pubblico. Non un pubblico astratto, ma quello reale, seduto in sala, con le sue fragilità, le sue attese, la sua disponibilità a lasciarsi toccare.

Gli attori: Lisa Galantini, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli e lo stesso Rappa si muovono con una generosità rara. Non interpretano soltanto: abitano la scena, la respirano, la modulano come un organismo vivo. Le loro presenze sono calibrate con intelligenza: ora ironiche, ora perturbanti, ora commoventi. Sono loro a dare corpo ai fantasmi di Giovanni, ma anche a incarnare la possibilità di una rinascita.

La costruzione scenica di Laura Benzi è essenziale e visionaria allo stesso tempo: una casa che sembra reale ma che, alla prima vibrazione luminosa, si trasforma in un territorio mentale. I costumi di Lucia Mariani accompagnano questa metamorfosi, oscillando tra quotidiano e surreale. Le musiche di Massimo Cordovani amplificano la dimensione onirica, mentre il disegno luci di Gianluca Cappelletti è il vero ago magnetico dello spettacolo: guida, distorce, rivela, nasconde.

Tutto concorre a un’esperienza che non vuole imitare il sogno, ma evocarlo.

L’uomo dei sogni non parla solo di parasonnia. Parla di ciò che accade quando la mente non riesce più a proteggersi, quando l’immaginazione (quella stessa immaginazione che nutre l’arte) diventa un territorio ostile. Ma parla anche del suo contrario: della possibilità che il teatro, con la sua comunità effimera e potentissima, possa restituire un equilibrio, un respiro, un varco. Rappa non offre soluzioni, non chiude il cerchio. Preferisce lasciare lo spettatore in uno stato di sospensione fertile, dove il confine tra incubo e desiderio si fa poroso. È lì che il teatro, come lui stesso scrive, permette ai sogni di tornare possibili.

Giuliano Angeletti

L’uomo dei sogni …

Produzione
Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
Regia
Giampiero Rappa
Interpreti
Lisa Galantini, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli, Giampiero Rappa
Scene
Laura Benzi
Costumi
Lucia Mariani
Musiche
Massimo Cordovani
Disegno luci
Gianluca Cappelletti
Assistente alla regia
Michela Nicolai
Photo
Achille Lepera

 

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