La bella addormentata, nel bosco che più non c’è…

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In scena il 15 marzo 2026 al Teatro Comunale Ciro Pinsuti di Sinalunga.

Nel silenzio di un bosco che non esiste più, la fiaba di La Bella Addormentata si risveglia come un’eco antica che chiede ascolto. Renzo Boldrini non rievoca semplicemente un classico: lo attraversa, lo scava, lo restituisce come un racconto necessario, dove la magia non consola ma interroga, e il destino della principessa coincide con quello della natura che la custodisce. È da questa intuizione che nasce La Bella Addormentata nel bosco che più non c’è, un lavoro che intreccia Basile, Perrault e Grimm con una sensibilità contemporanea, capace di parlare sia ai bambini che agli adulti.

In questa versione, il bacio del Principe Azzurro non basta più. Boldrini sposta il baricentro della fiaba: non c’è un eroe solitario che salva, ma una comunità che si prende cura. Il risveglio della principessa diventa un gesto collettivo, affidato alle bambine e ai bambini in sala, chiamati a piantare semi perché il bosco possa tornare a vivere. Il testo è un ribaltamento semplice e radicale. La fiaba non è più un destino già scritto, ma un patto tra scena e platea, tra immaginazione e responsabilità ecologica.

Tommaso Taddei e Ines Cattabriga avvicinano il pubblico con una presenza scenica limpida, giocosa, mai didascalica. Taddei è un narratore che sa modulare ironia e incanto, mentre Cattabriga intreccia gesto, voce e immagine con una naturalezza che sorprende.

La video scenografia dal vivo è il cuore pulsante dell’allestimento. La sabbia che si trasforma sotto le mani dell’artista, proiettata in tempo reale, diventa un linguaggio poetico che accompagna la storia senza sovrastarla. La scena è un bosco che nasce, si sgretola e ritorna. Un organismo fragile e magnifico specchio della principessa e del mondo che la circonda.

Le luci e il suono curati da Roberto Bonfanti completano il quadro con precisione artigianale. Ogni variazione luminosa è un respiro del bosco, ogni suono un passo verso il risveglio, in un equilibrio che non cerca l’effetto ma la risonanza emotiva.

Il momento in cui ai piccoli spettatori vengono consegnati dei semi da piantare è forse il più semplice, ma anche il più potente. Non è un espediente pedagogico, né un gadget: è un atto teatrale che oltrepassa la scena e si radica nella vita. La fiaba continua nelle mani dei bambini, nella terra che accoglierà quei semi, in un futuro che non è promesso ma possibile. È un invito a immaginare un mondo in cui la cura non è un’eccezione, ma un’abitudine.

La Bella Addormentata nel bosco che più non c’è è uno spettacolo che riesce a essere contemporaneamente lieve e necessario. Lieve, perché conserva la magia della fiaba, il suo ritmo incantato e la sua promessa di meraviglia. Necessario, perché ricorda che ogni storia, vive solo se qualcuno sceglie di custodirla.

Giuliano Angeletti

LA BELLA ADDORMENTATA
nel bosco che più non c’è
drammaturgia Renzo Boldrini
con Tommaso Taddei, Ines Cattabriga
composizione video scenografica dal vivo con tecniche digitali
e sand art Ines Cattabriga
audio e luci Roberto Bonfanti
produzione Giallo Mare Minimal Teatro

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