Donatella Baglivo, regista: Rita Hayworth nacque come Margarita Carmen Cansino il 17 ottobre 1918 a Manhattan, New York, era la maggiore di tre figli nati da genitori ballerini. Inizia a ballare all’età di 4 anni, sotto la guida esperta di suo padre Eduardo Cansino spagnolo di discendenza gitana o ebrea sefardita, di Castilleja de la Cuesta, una città e un comune presso Siviglia, in Andalusia. Da lui ha imparato la disciplina per eccellere nella sua professione, ed ha sviluppato la forza di volontà e determinazione necessari per superare la sua timidezza e riservatezza.
Come attrice dello schermo, il suo allenamento da ballerina le consentiva di brillare nei musical, e, come Douglas Fairbanks Junior ci dice, quando non le era richiesto di ballare, le forniva un portamento elegante. Il modo di muoversi, e l’intensa espressione del viso, davano luogo ad una combinazione esplosiva, propria di una donna di grande fascino, forse sospesa tra il bene e il male, ma comunque di grande profondità. Fuori dallo schermo, bellezza e talento le fecero ottenere fama e ricchezza, affermando il suo spirito di indipendenza. Rupert Allan: Era una persona semplice e generosa. Inizio’ la sua carriera come ballerina: apparteneva ad una nota famiglia di ballerini … Era estremamente bella; una delle due o tre maggiori bellezze che Hollywood abbia mai avuto; la fecero subito diventare la “Dea del sesso”‘ era questo il loro modo di presentarla. Jeanine Basinger Penso che quando si viene lanciati come artisti nelle braccia del proprio padre, come in effetti fu per lei, allora ci si sente piu’ sicuri, ci si sente cittadini di quel mondo, si ha fiducia in se stessi, nelle proprie qualita’ artistiche, intendo. Helen Hunt Allora la Columbia era davvero un posticino tranquillo. Si faceva un film e poi erano necessari mesi per prepararne un altro. Cosi’ Harry Cohn disse: ” Bisogna darsi da fare perciò ho scelto una dozzina di ragazze, verranno qui e tu dovrai esaminarle per capire se hanno le qualità per diventare della star. Robert Schiffer Truccatore Ecco e piu ‘ o meno cosi’ che truccavo Rita prendevo dei colori che si adattassero alla sua carnagione e cominciavo. Ricordo che allora ero abbastanza giovane e qualche volta la sera bevevo un po’, cosi’ capitava che Rita dovesse sorreggermi e tenermi accanto alla sua poltrona in modo che non cadessi all ‘ indietro. John Kobal biografo Harry Cohn era molto brusco con lei; era cosi’ aggressivo perche’ non riusciva a portarsela a letto. Perche’ Rita, potevi calpestarla, offenderla, buttarla nel fango, ma se non voleva, non sarebbe mai venuta a letto con te. Helen Hunt Un giorno verso l’ora di pranzo, mi trovavo nel ristorantino vicino alla Columbia, lei entro’ con Eddie Judsoon e mi. disse:”Devo vederti. un momento da sola”, Andarono dietro il piccolo edificio, li raggiunsi e lei mi disse: “Helen, sai mantenere un segreto? Però non dirlo ad Harry Cohn, oggi pomeriggio mi sposo”. D.B.: “AVVENTURIERI DELL’ARIA” (1939) con Cary Grant. Jean Arthur. Richard Barthelmess. Rita Hayworth. Racconta le avventure e gli amori di un gruppo di coraggiosi piloti in un immaginario paese sudamericano, è considerato il film che rivelò Rita Hayworth, Douglas Fairbanks jr: Ben Hecht, scrittore e sceneggiatore, ed io stavamo cercando un’attrice che fosse adatta ad interpretare il copione che aveva seritto Ben: “ANGELI DEL PECCATO” scritto e diretto da Hecht , uscito nel 1940. Ne vedemmo tante, ma nessuna ci soddisfò, poi improvvisamente ci rendemmo conto che sotto contratto con la Columbia c’era quella ragazza nuova di nome Rita Hayworth. In un locale notturno di New York, una sera, entra un disperato: ha deciso di uccidersi perché deve restituire del denaro che ha sottratto al suo datore di lavoro per darlo alla sua ex moglie di cui è ancora innamorato, ma perde tutto al gioco. John Kobal: venne scritturata per “SANGUE E ARENA” (1941) di Rouben Mamoulian Fu una splendida occasione che le permise di dar vita a quella ‘femme fatale”. Il regista raccontò quanto fosse stato difficile trovare una donna in grado di interpretare una ‘ femme fatale’ vecchia maniera, Jeanine Basinger critica e storica del cinema Recitare una vamp, una “femme fatale” è una cosa normale,voglio dire che e’ una cosa comune per le dive del cinema, ma ciò che lei metteva in quei ruoli era una particolare qualità, un qualcosa di indefinibile John Kobal Grazie a Dio le fecero fare due musical in bianco e nero, con musiche bellissime: “L’inarrivabile felicità” (1941) diretto da Sidney Lanfield e “Non sei mai stata così bella” (1942) diretto da William A. Seiter. che è il film più famoso della coppia, erano musical ben diretti, lei recita e balla con Fred Astaire ed è magnifica! Posso stare a guardarla in eterno. Adoro il suo modo di ridere, di parlare. Penso che sia un’attrice straordinaria. E’ un incanto, una magia. Quante volte si ha la fortuna di incontrare un talento simile? Se lei fosse sul palcoscenico del Covent Garden a Londra e ballasse, farebbe impazzire tutti. D.B.: Rita era una delle principali dive del cinema glamour degli anni ’40, una pin-up per i militari e un’icona di bellezza per le donne. Era alta1,68 e pesava 54 kg, era abbastanza alta da rappresentare un problema per i partner di ballo come Fred Astaire. Jeanine Basinger Nel momento in cui danza sembra proprio che si lasci andare, sia fisicamente che emotivamente: è libera, e felice quando balla. John Kobal Rita diventò una delle donne più fotografate del mondo. Il suo era un volto importante, non aveva bisogno di luci particolari era come se dal suo viso trasparissero sempre i pensieri piu profondi piu’ segreti era questo che la rendeva speciale. D.B.: “FASCINO ” (1944) diretto da Charles Vidor, con Rita Hayworth, Gene Kelly, Phil Silvers, Otto Kruger, Eve Arden. Rita interpreta la ballerina Rusty Parker che lavora nel locale notturno del suo fidanzato Danny McGuire. Un giorno Rusty decide di partecipare al concorso per diventare la ragazza copertina di una rivista. Glenn Ford: Cominciammo a lavorare nel film “GILDA” (1946) regia di Charles Vidor, con Rita Hayworth, George Macready e Giuseppe Calleia, Lo sceneggiatore ci dava il copione giorno per giorno, così non avevamo idea di come sarebbe finita la storia, beh, questo mi dava una specie di eccitazione. Vi racconto cosa accadde per girare una scena del film: Io dovevo trascinarla via dalla pista da ballo e darle uno schiaffo, glielo diedi proprio bene ma lei aveva detto;” Fallo una volta, ma fallo sul serio, cosi non dovremo ripeterlo, altrimenti mi faresti proprio male”. Dopo poco Rita mi fa: ”Facciamo i conti piu’ tardi” Chiesi: “Che cosa?” E lei mi dice:”Sai qual’è la nostra scena successiva?” Era una scena in cui lei doveva schiaffeggiare me, allora risposi : ” Oh, mio Dio”. Ero preparato. Era magnifica, di lei penso tutto il bene possibile, era una donna incredibile, una vera professionista. John Kobal: Quando in GILDA Rita alza la testa e dice : “Chi, io?” e si vede il suo viso, beh, non è mai capitato …in nessun museo, davanti ad alcuna cosa di provare la sensazione di essere di fronte alla bellezza, in modo cosi’ generoso. Rita Haywort afferma: “Io non sono Gilda, ma tutti pensano che lo sia. Persino gli uomini che ho sposato credono di aver sposato Gilda”. Robert Schiffer: Non sono stato soltanto il suo truccatore, ma anche uno dei suoi ammiratori piu fedeli. E’ un onore essere stato suo amico. Rita non si e mai sentita diva, Lei era e aveva sempre voluto assere Rita Cansino. Jchn Kobal: un giorno le dissi: la gente ti adora!” Lei mi rispose: “Non e’ cosi’, sono una madre un’attrice. Lavoro. Sono stata sposata. Cerco di lavorare ma tutto quello che vogliono è la mia immagine. Rupert Allan: Aiutò tutti i suoi mariti e non solo grazie alla pubblicità che ottenevano per averla spesata, ma anche con il suo denaro .. Ad esempio pagò tutte le tasse arretrate di Orson Welles. Helen Hunt: Era sera tardi quando mi assegnarono il compito di tagliarle i capelli, pensate un po’ dover tagliare e ossigenare quella chioma stupenda. Cosi’ in poco tempo ero di nuovo allo studio: con le forbici e tutto quel che serviva. Ero circondata da una ventina di fotografi dei vari giornali e riviste, ognuno a caccia di una ciocca di capelli di Rita. Nel film Orson Welles usa consapevolmente l’immagine di Rita Hayworth come ‘femme fatale’ ma ne cambia completamente l’aspetto: lo raggela rendendolo bianco; i suoi capelli ora sono bianchi e corti, completamente diversi per come appaiono in un film bianco/nero. D.B.: “LA SIGNORA DI SHANGAI” (1948) diretta dal suo ex marito, Orson Welles. la Hayworth è una spietata “Famme fatal”e che complotta per arricchirsi a danno di suo marito, usando gli uomini come burattini, ma le sue trame finiscono per ritorcersi contro di lei. D.B.: “GLI AMORI DI CARMEN” (1948) regia di Charles Vidor con Rita Hayworth, Glenn Ford, Ron Randell, Victor Jory. Carmen è uno di quei personaggi mitici che ha avuto il maggior numero di interpretazioni in tutto il mondo, inafferrabile, caratterizzato da una provocante fascinazione erotica e da un tragico fatalismo. John Kobal Gli amori di Carmen fu un altro spreco del suo talento. Il regista Charles Vidor era stato innamorato di lei e quella fu l’ultima volta che la diresse. Meriterebbe almeno cento frustate. Glenn Ford Rita era una Carmen stupenda, ma io … come Don Jose’ …. ah andiamo ….. Fu una scelta di cast stupida, ridicola
D.B.: Nel 1949 la Artists League of America votò le labbra della Hayworth come le migliori al mondo. Lei aveva un contratto da modella con Max Factor per promuovere i suoi rossetti Jeanine Basinger Dio perdoni colei che tentasse di essere come Rita Hayworth, nessuna ci riuscirà Nessuna attrice sarà mai all’altezza. Proprio non voglio vedere delle brutte copie. E’ lei la donna di classe, affascinante come nessun altra: non voglio vederne imitazioni. “PAL JOEY” (1957) Commedia musicale americana diretta da George Sidney, liberamente tratta dall’omonima opera musicale di Rodgers and Hart e interpretato da Rita Hayworth , Frank Sinatra e Kim Novak, è uno dei pochi film di Sinatra, dopo “Da qui all’eternità”, in cui non è protagonista. Disse che trovarsi “tra” Hayworth e Novak era “un posto in mezzo al quale non mi dispiaceva essere incastrato”. John Kobal PAL JOEY era Rita Hayworth, il film è suo non c’è dubbio; il suo modo di star sdraiata e il suo modo di alzarsi, la maniera in cui si stiracchia. L’ho già detto e posso solo ripeterlo: le sue spalle, il movimento delle sue mani quando le alza sopra la testa, il suo corpo che si inarca, tutto questo per me è arte. C‘è’ una coreografia, d’accordo, ma è arte quanto lo è un dipinto.Helen Hunt Ebbi la precisa sensazione che Rita stesse per lasciare la Columbia. Sapevo perfettamente che per me la sua partenza sarebbe stato un colpo tremendo. Adesso scusate manon ce la faccio a parlare… D.B.: “TAVOLE SEPARATE” (1958) È tratto dall’omonimo testo teatrale del 1954 di Terence Rattigan. Con: Rita Hayworth, Deborah Kerr, David Niven, Il film si svolge interamente all’interno di un piccolo albergo: la pensione Beauregard, a Bournemouth, stazione balneare inglese sul canale della Manica, nei primi anni cinquanta. Delbert Mann Quando la scritturammo per TAVOLE SEPARATE riuscii subito a vederel’immagine di lei che sarebbe arrivata al pubblico; Una delle caratteristiche del personaggio era la paura di invecchiare, nella sceneggiatura quello era un punto essenziale. Cosi’, quando girammo la scena nella sua camera da letto, quella scena in cui Burt Lancaster le afferra il volto e la gira verso la luce della lampadina dicendole: “‘vedi ci sono delle piccole rughe sul tuo volto. Stai diventando Vecchia”. Beh , quella scena lei la interpreto’ senza l’ombra di un’esitazione, cosa che mi riempì della più grande stima per lei. “CORDURA” (1959) film western diretto da Robert Rossen e ispirato all’omonimo romanzo di Glendon Swarthout. maggiori interpreti: Gary Cooper, Rita Hayworth, Van Heflin, Richard Conte, Tab Hunter, Michael Callan. E’ il 1916, alcuni reparti di cavalleria dell’esercito statunitense si battono con le bande messicane di Pancho Villa. Cordura in spagnolo definisce la sanità mentale e fu scelto come nome della destinazione perché i cinque soldati guidati dal maggiore Thorn cadono sempre più nella follia tentando di raggiungere la città. John Kobal Lei appartiene alla macchina da presa; senza la cinepresa non c’è Rita Hayworth. Atraverso la cinepresa riusciamo a vedere la sua umanità, la volontà di tentare ogni cosa, ed e’ cosi
che comprendiamo che Rita Hayworth era una persona profonda, amabile, commovente, meravigliosa.
“IL CIRCO E LA SUA GRANDE AVVENTURA” (1964) regia di Henry Hathaway. Il proprietario di un circo (John Wayne ) in tournée in Europa, alla ricerca dell’ex moglie (Rita Hayworth) e impegnato a gestire la figliastra trapezista (Claudia Cardinale). Claudia Cardinale: il mio incontro con la Hayworth fu sul set del film IL CIRCO E LA SUA GRANDE AVVENTURA, quando l’ho vista, devo dire che le gambe mi tremavano parecchio, ero entusiasta, vedevo una donna ancora con un fascino incredibile… per me è stato un incontro veramente emozionante. “I BASTARDI ” (1968) diretto da Duccio Tessari con Giuliano Gemma, Klaus Kinski, Rita Hayworth, Margaret Lee, Claudine Auger, Serge Marquand, Umberto Raho. Due fratellastri fuorilegge, Jason e Adam, si prendono cura della loro madre alcolizzata Martha, fino a quando Adam non ruba dei gioielli con l’aiuto dell’amante Karen. Qui Rita Hayworth è in una delle sue ultime apparizioni prima del manifestarsi del morbo di Alzheimer, interpreta una ballerina alcolizzata.
Duccio Tessari Ero un giovane regista, amante del cinema americano, il poter lavorare con Rita Hayworth, che faceva parte dei nostri miti, è stata un’esperienza interessante. Un architetto scenografo ebbe l’idea di fare due pareti ricoperte di fotografie di lei giovane. Scese la Hayworth che non conosceva quest’ambiente, si guardo’ in giro abbastanza stupefatta. Guardo’ sbalordita queste sue immagini di un tempo passato e con un ‘espressione irripetibile che nessuna grandissima attrice potrà mai ripetere in ripresa, guardo’ attonita queste foto e poi quasi commossa ma smarrita, inquieta, si volto’ verso di me e disse ”Duccio, Dio com’ ero bella! ” Jeanine Basinger Rita la ricordiamo come un simbolo che segna un periodo, un paese; è un’emblema dell’America di quegli anni. Duccio Tessari La Hayworth rifiutava sempre lo specchio, anche la mattina al trucco. lei rifiutava di rivedere la sua immagine, quasi fosse un modo di esorcizzare la vecchiaia, l’ immagine di una donna il cui nome e’ stato scritto su una bomba atomica, talmente era importante, sconvolgente. Bianche Hathaway Poteva stare benissimo per un po’ e poi, all’improvviso…. E cosi’ si diceva che bevesse. Ma non lo faceva, ve lo assicuro. Nessuno ha mai capito cosa non funzionasse in lei. Non è tremendo? Rupert Allan Non beveva, qualcuno poteva credere che lo facesse, lo so perché passavo da lei a bere un drink quando tornavo a casa dall’ufficio. Abitava vicino a me. Intervista con Rita Hayworth Sono una donna matura e voglio interpretare ruoli che mi si addicano. “LA COLLERA DI DIO” (1972) western diretto da Ralph Nelson con Robert Mitchum, Frank Langella, Ken Hutchison, Victor Buono, Rita Hayworth. A sud del Messico sconvolto dalla rivoluzione, un irlandese assassino politico, deve trasportare un camion carico di whisky per un trafficante d’armi inglese. Rupert Allan Decisero di farla partecipare, come presentatrice alla cerimonia degli Oscar. A lei faceva molto piacere; le affidarono i film stranieri, Doveva scendere molti scalini e aveva i tacchi a spillo. Era terrorizzata all’idea di poter cadere. naturalmente inciampo’ ma non cadde, si arresto’ un attimo poi continuo’. Questo però la scosse in un modo tale che dimentico’ tutti quei nomi complicati che aveva imparato a memoria, Tutti coloro con cui parlai piu’ tardi mi dissero che era stata magnifica, ma che era un peccato che fosse ubriaca. Rita non aveva bevuto niente, ma proprio niente. Prof. Z.Khachaturian I sintomi del morbo di Alzheimer possono a volte essere scambiati per segni di ubriachezza; una persona ubriaca appare confusa, ha problemi di linguaggio, problemi motori e lo stesso si verifica con i pazienti colpiti dal morbo di Alzheimer. Nel caso di Rita Hayworth, lei fu a torto considerata un’alcolista, mentre in realtà aveva dei disordini cerebrali molto seri ed erano questi che le provocavano i sintomi dell’ubriachezza.
Robert Schiffer Sono convinto, e non sono il solo, che Rita soffri’ enormemente nei suoi ultimi anni, a causa delle illazioni della stampa sulla sua vita e sui suoi atteggiamenti. Prof. Z.Khachaturian Ho avuto molti contatti con l’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Morbo di Alzheimer, di cui la principessa Jasmine Khan, figlia di Rita e Alì Khan, è presidente. Rita Hayworth intervistata per strada a Hollywood Non mi sono mai sentita meglio. Non è bellissimo? Blanche Hathaway In un modo o nell’ altro si trovava sempre con l’uomo sbagliato. Sposò sempre uomini sbagliati, Alì Khan spese tutto il denaro di Rita al gioco, finché lei non lo lasciò. Eppure non cambiò mai, continuava a cercare l’amore. Jeanine Basinger Sicuramente Rita ha influenzato molte altre attrici per il suo essere indipendente e per ciò che diceva a proposito della sua immagine, se ne sentiva intrappolata. Credo che le giovani donne possano ricavarne molti insegnamenti riflettendo sulla sua carriera e su quello che diceva. Delbert Mann Sono sempre stato molto vicino a Rita; avevo un affetto immenso per lei ed anche un senso di protezione, come si sarebbe potuto avere per un bambino. Rita Hayworth disse a John Kobal nel 1973: “Sì, l’immagine era molto forte… si scorda l’umanità di una persona… è’ molto difficile. Sono stata sposata. Ho avuto due figlie. Ma tutto è così superficiale… sono una buona attrice. Ho profondità. Ho dei sentimenti. Ma… tutto quello che vogliono è la mia immagine”. John Kobal Cominciai seriamente il mio progetto, il libro su Rita Hayworth, quando lei ritornò dall’Europa ed era stanca. Guardavo quel suo volto stanco e pensavo: “Che essere umano meraviglioso sei e quanto siamo stati ingiusti a giudicarti soltanto per la tua bellezza”. Lei era splendida; faceva pensare alle meravigliose rovine di un castello. Impazzii per lei. Rita cadde in un semicoma nel febbraio 1987. Morì all’età di 68 anni, per complicazioni associate al morbo di Alzheimer, il 14 maggio 1987, nella sua casa di New York. Il presidente Ronald Reagan, che era stato attore a Hollywood (e che in seguito soffrì anche lui di Alzheimer nei suoi ultimi anni), rilasciò questa dichiarazione: “Rita Hayworth è stata una delle stelle più amate del nostro paese. Affascinante e talentuosa, ci ha regalato molti momenti meravigliosi sul palcoscenico e sullo schermo, deliziando il pubblico fin da quando era una ragazzina. Negli ultimi anni, Rita è diventata nota per la sua lotta contro il morbo di Alzheimer. Il suo coraggio e la sua franchezza, e quelli della sua famiglia, sono stati un grande servizio pubblico, portando l’attenzione mondiale su una malattia che tutti speriamo venga presto curata. Mia moglie Nancy ed io siamo rattristati dalla scomparsa di Rita. Era un’amica che ci mancherà. Estendiamo le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia.” Il 18 maggio 1987 si tenne il servizio funebre presso la Chiesa del Buon Pastore a Beverly Hills, in California. A portare la bara c’erano gli attori: Ricardo Montalbán , Glenn Ford , Cesar Romero , Anthony Franciosa , il coreografo Hermes Pan e un amico di famiglia, Phillip Luchenbill. Fu sepolta nel cimitero di Holy Cross a Culver City, Californa.
Donatella Baglivo



