C’è una tensione che attraversa la musica dei COLLA: una linea sottile tra rabbia e lucidità, tra urgenza espressiva e bisogno di restare umani in un mondo che sembra andare sempre più veloce – e sempre più fuori controllo. Con “Asteroide”, il duo spinge ancora più in là questa frattura, trasformandola in un brano che è insieme sfogo, riflessione e detonazione emotiva.
In questa intervista, i COLLA raccontano la genesi del pezzo, tra visioni apocalittiche e quotidianità che resiste, parlano del loro processo creativo istintivo e senza filtri, e riflettono su un percorso artistico che negli ultimi lavori si è fatto sempre più diretto, viscerale e consapevole. Ne emerge il ritratto di una band che non cerca compromessi: un “incidente” tra punk e cantautorato che trova proprio nell’immediatezza la sua forma più autentica.
“Asteroide” non è solo un singolo, ma un nuovo segnale: qualcosa si sta muovendo, e sembra pronto a esplodere molto presto.
In “Asteroide” c’è un’immagine molto forte: quella di qualcosa che potrebbe cadere e distruggere tutto, mentre le vite quotidiane continuano comunque ad andare avanti. Da dove nasce questa metafora e che tipo di storie volevate raccontare con questo brano?
Certe volte pensiamo che ci vorrebbe un asteroide per distruggere la follia che tutti stiamo vivendo in questo mondo, dominato solo dal capitalismo. Il brano nasce da questa riflessione: ci chiediamo come possiamo avere una visione del futuro più serena e non troviamo risposte, dobbiamo solo resistere e provare a migliorare ogni nostro giorno.
Il pezzo ha un suono molto compatto e diretto: batteria che pesta, basso molto frontale e chitarre tese che poi esplodono in un ritornello quasi anthemico. Quanto avete lavorato per trovare questo equilibrio tra urgenza punk e melodia?
Facciamo fatica a spiegarlo e capiamo che pochi potrebbero crederlo, ma ogni nostro brano nasce da un testo quasi definitivo e da una session velocissima in sala prove, dove tutto prende forma in modo spontaneo. Il tutto rimane così fino allo studio di registrazione, dove in poche take sistemiamo e smussiamo gli angoli senza introdurre sovrastrutture o magheggi vari.
Nei vostri testi spesso si sente una forte attenzione per la provincia e le vite ai margini, raccontate senza troppi filtri. In “Asteroide” quanto c’è di osservazione della realtà e quanto invece di esperienza personale?
I nostri testi nascono dalle nostre conversazioni, dalle nostre paure. Passiamo molto tempo a parlare tra di noi e a confrontarci sulle nostre vite o sulle giornate passate. La provincia è bellissima, ma ti può distruggere se non la ami veramente. “Asteroide” è un’osservazione lucida su un mondo che sta andando verso confini poco sicuri.
Il brano arriva dopo “Fottetevi” e dopo un disco come “Adios Cabrones”: sembra quasi che stiate portando avanti una linea sempre più diretta e viscerale. Sentite che questi nuovi singoli stanno definendo una fase diversa del vostro percorso?
Sì, è proprio così: abbiamo più consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo partiti docili e siamo diventati furiosi. Non abbiamo stabilito questo a tavolino, è arrivato e basta — e ci piace moltissimo.
“Asteroide” ha quell’energia che sembra fatta apposta per il live, con un ritornello che si immagina già urlato sotto il palco. Quando scrivete un pezzo pensate già a come reagirà il pubblico davanti a voi?
Quando arrivano le nuove canzoni non ci chiediamo se saranno un inno o chissà cosa. “Asteroide” lo abbiamo già provato dal vivo e ci ha sorpreso per la sua immediatezza. Poi, se sarà urlato a squarciagola, ben venga — ma è ancora presto per capirlo.
Il vostro suono tiene insieme hard punk, hard rock e una certa immediatezza pop che fa restare i ritornelli in testa. È un equilibrio che cercate consapevolmente o è qualcosa che viene naturale quando suonate insieme?
È tutto molto naturale. Ogni brano potrebbe rimanere in piedi anche solo con chitarra e voce: crediamo che sia questo il motivo per cui tutto resta così facilmente in testa. Siamo un incidente tra il punk e il cantautorato.
Questo singolo arriva mentre si parla già di nuova musica in arrivo nel corso dell’anno: “Asteroide” è un episodio a sé o fa parte di un racconto più ampio che state costruendo con i nuovi brani?
Questo è un piccolo segreto che vi diciamo: abbiamo già un super album e a breve lo pubblicheremo — non vediamo l’ora di farvelo ascoltare.

