In scena il 14 marzo 2026 al Teatro del Popolo di Rapolano Terme.
Nives è una Produzione Accademia Mutamenti / Coproduzione Teatro Fonderia Leopolda – Muta Imago con il contributo di Città di Follonica, Regione Toscana. Ci sono spettacoli che non si limitano a raccontare una storia, ma costruiscono un dispositivo percettivo, un ambiente sensoriale in cui lo spettatore è chiamato non solo a vedere, ma a stare dentro. Nives appartiene a questa categoria rara: un’opera che trasforma una telefonata notturna in un paesaggio emotivo, un luogo di risonanze intime, un varco attraverso cui osservare la fragilità dell’identità quando il tempo della vita si incrina.
La scelta di fondare l’intera azione scenica su una telefonata è, in sé, un gesto radicale.
Riccardo Fazi, nella riduzione per la scena, non tradisce la natura del romanzo di Naspini: ne conserva la struttura dialogica, la densità dei non detti, la capacità di far emergere il passato come un’eco che non smette di interrogare il presente.
La telefonata diventa così un dispositivo performativo: non un semplice scambio di battute, ma un campo di tensioni in cui si sovrappongono memoria, desiderio, rancore, rivelazione.
È un teatro dell’ascolto, prima ancora che della visione.
Sara Donzelli costruisce una Nives che non è solo una donna rimasta sola, ma una figura liminale, sospesa tra ciò che è stato e ciò che non potrà più essere. La gallina zoppa (presenza quasi beckettiana) è il detonatore di un processo di scavo: un dettaglio minimo che apre un abisso. Nives parla, ricorda, devia, si contraddice. È una voce che cerca un appiglio, ma trova solo la propria eco. La sua solitudine non è psicologica: è ontologica, una condizione dell’essere che la scena rende palpabile.
Sergio Sgrilli dà corpo a un Loriano che non è solo un interlocutore, ma un ritorno del rimosso. La telefonata diventa un rito di riesumazione: ciò che era stato sepolto sotto anni di silenzi riemerge con una forza che sorprende entrambi i personaggi.
Il loro dialogo non è un confronto, ma un attraversamento: un percorso accidentato tra colpe non dette, amori interrotti, possibilità mancate. È un teatro della rivelazione tardiva, dove la verità arriva quando ormai non può più cambiare nulla, se non la percezione di sé.
La cura registica di Giorgio Zorcù si manifesta soprattutto nella costruzione di un ambiente sensoriale che amplifica la dimensione intima del testo. Il disegno sonoro di Umberto Foddis non accompagna: incornicia, sospinge, apre varchi. Le luci di Marcello d’Agostino scolpiscono un tempo sospeso, quasi ipnotico, in cui la notte diventa metafora di un’interiorità che non trova più riparo.
Nives è, in fondo, un’opera sull’assenza: l’assenza del marito, morto improvvisamente; l’assenza di un amore che non ha saputo diventare vita; l’assenza di una verità su sé stessi che arriva troppo tardi. Ma il testo è anche un’opera sulla persistenza: delle emozioni, dei rimpianti, delle possibilità non vissute.
La produzione dell’Accademia Mutamenti, con la coproduzione del Teatro Fonderia Leopolda e di Muta Imago, offre una lettura di Nives che unisce rigore formale e profondità emotiva.
Nives è uno spettacolo che non cerca l’effetto, ma la risonanza; non punta alla commozione, ma alla consapevolezza.
In un panorama teatrale spesso dominato dalla velocità, lo spettacolo invita a un tempo diverso: un tempo di ascolto, di sospensione, di immersione. Un tempo in cui la scena diventa specchio, e lo spettatore è chiamato a interrogare non solo la storia di Nives, ma la propria.
Giuliano Angeletti
Sara Donzelli, Sergio Sgrilli
NIVES
dal romanzo di Sacha Naspini pubblicato da Edizioni e/o
riduzione per la scena e drammaturgia Riccardo Fazi
a cura di Giorgio Zorcù
voci fuori campo Graziano Piazza, Elena Guerrini
costumi Marco Caboni
collaborazione ai movimenti Giulia Mureddu
disegno suono Umberto Foddis
disegno luci Marcello d’Agostino
grafica Matteo Neri
video Luca Deravignone
oggetti di scena Lorenzo Pazzagli, Lucio Pari
produzione Accademia Mutamenti
coproduzione Teatro Fonderia Leopolda/Muta Imago
con il contributo di Città di Follonica, Regione Toscana

