In scena 22 marzo 2026 al Teatro Comunale Giotto di Vicchio.
Ci sono spettacoli che non si limitano a raccontare una storia: la evocano, la fumano, la suonano. Intorno a Mezzanotte, scritto, diretto e interpretato da Alessia Innocenti, appartiene a questa rara categoria. È un lavoro che non si guarda soltanto: si respira. Come il fumo che sale lento in un jazz club semivuoto, come un assolo di Monk che inciampa, ride, si rialza e diventa rivelazione.
Il dispositivo scenico è essenziale eppure densissimo: un jazz club, due musicisti, una donna sola. Ma quella donna è Pannonica “Nica” Rothschild, la baronessa che ha scelto di tradire il proprio lignaggio per seguire la musica, gli uomini che la incarnavano, e la libertà che solo il jazz sapeva offrirle.
Alessia Innocenti non la interpreta, magistralmente la evoca. La sua Nica non è imitazione, ma incarnazione poetica. Una figura che parla come se stesse ricordando e dimenticando nello stesso istante, con quella fragilità aristocratica che non chiede scusa e non chiede permesso.
La drammaturgia si muove come un’improvvisazione controllata: un tema, una variazione, un ritorno. Nica racconta la sua fuga dalla famiglia Rothschild, il suo approdo negli Stati Uniti, l’incontro con i musicisti neri che la società bianca voleva invisibili. Racconta Parker che muore sul suo divano, Bud Powell che trova in lei un porto, e soprattutto Thelonious Monk, l’uomo che le cambiò la vita e a cui lei cambiò il destino.
Innocenti costruisce un ritratto che non indulge nel mito, ma lo attraversa. La baronessa non è solo la mecenate generosa, la donna eccentrica, la musa: è una creatura che ha scelto di vivere contro il proprio tempo, pagando ogni gesto con una moneta di solitudine e di splendore.
Il duo guidato da Nico Gori che nel corso dello spettacolo alterna clarinetto e sax non accompagna: dialoga, contraddice, sospinge, incanta. Al suo fianco le note di Massimiliano Calderai al Pianoforte non sono colonna sonora, è drammaturgia pura. Ogni brano è un varco emotivo, un controcanto, un ricordo che prende corpo. Quando il sax di Gori si arrampica sulle note di ’Round Midnight, sembra che Monk stesso stia entrando in scena, non come fantasma ma come presenza viva, ostinata, irriducibile.
La parola di Alessia Innocenti è precisa, elegante, mai decorativa. Ha il passo di un saggio e il respiro di una confessione. C’è un equilibrio raro tra documento e invenzione, tra biografia e mito. La baronessa parla come se stesse offrendo allo spettatore non la sua vita, ma la sua visione: un mondo in cui la musica è un atto politico, un gesto d’amore, una forma di resistenza.
Intorno a Mezzanotte non è un semplice tributo. È un rito di restituzione.
Restituisce a Nica il posto che la storia le ha negato, restituendo al pubblico la possibilità di incontrare una donna che ha vissuto come un assolo: rischiando, sbagliando, bruciando, illuminando.
Intorno a Mezzanotte è uno spettacolo che non si limita a raccontare il jazz: lo fa accadere.
E quando si esce dalla sala, si ha la sensazione che la notte sia diventata più profonda, e la musica più necessaria.
Giuliano Angeletti
INTORNO A MEZZANOTTE
Omaggio a Pannonica Rothschild, baronessa del Jazz
scritto, diretto e interpretato da Alessia Innocenti
con Nico Gori (direzione musicale, clarinetto e sax) e Massimiliano Calderai (pianoforte), aiuto regia Mauro Barbiero, consulenza vocale Daniela Dolce, costumi Lucia Castellana, luci Emiliano Poma, produzione Fondazione Teatri di Pistoia in collaborazione con Music Pool.

