Benedetta Ornella Fontana: il nuovo romanzo e il blu sospeso

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Entrare nel mondo di Benedetta Ornella Fontana significa trovarsi sospesi tra attese e possibilità. Il nuovo romanzo, che sarà pubblicato nei prossimi mesi, gioca su equilibri delicati e tensioni interne: non è luce piena, non è oscurità totale, ma un blu che vibra tra ciò che può essere e ciò che potrebbe crollare. “Il blu nel libro non è mai definitivo”, racconta. “Non è come il bianco o il nero: il bianco è vita, il nero è morte. Il blu è sospeso, ambiguo, incerto. Il romanzo gioca su questa precarietà, sulle dicotomie, sulle ossessioni e sulla salvezza, ma anche sulla caduta”. Il romanzo è un viaggio introspettivo in cui il lettore si confronta con eros, potere, sensibilità, identità, perdite e ritrovamenti. Situazioni che sfidano le interpretazioni, costringono a interrogarsi e a scegliere quale chiave di lettura seguire. “Volevo scrivere qualcosa che facesse pensare, che aprisse squarci dentro, che mettesse a fuoco ciò che è ambiguo e difficile da percepire”, aggiunge. Il vero fulcro è il viaggio emotivo e mentale che ogni lettore farà con lei, pagina dopo pagina. Nel frattempo, Benedetta condivide sui social piccoli frammenti, foto, estratti: lasciando al pubblico la magia dell’immaginazione, la possibilità di costruire in anticipo mondi e emozioni. La lunga attesa diventa parte dell’esperienza stessa, un invito a prepararsi a un blu che non è ancora luce, ma che promette di illuminare spigoli nascosti dell’animo umano.

Il nuovo libro sembra già avvolto da attesa sui social. Cosa puoi raccontarci senza svelare troppo?

Il romanzo gioca su equilibri delicati e tensioni interne: non è luce piena, non è oscurità totale, ma un blu profondo che vibra tra ciò che può essere e ciò che potrebbe crollare. Sto condividendo solo estratti, frammenti e frasi sui social, lasciando che il pubblico immagini e interpreti. La lunga attesa fa parte dell’esperienza: chi legge in anticipo costruisce mondi e emozioni prima ancora di aprire il libro.

Parli del blu come colore centrale. Perché proprio questo?

Il blu è sospeso, ambiguo, instabile. Il romanzo gioca su questa precarietà, sulle dicotomie, sulle ossessioni e sugli equilibri interiori, sulla salvezza e sulla caduta. Volevo che fosse un colore che evocasse incertezza, tensione, possibilità.

Che tipo di storia racconti?

È un romanzo introspettivo, un mix di perdite e ritrovamenti, traguardi e ribaltamenti. Ci sono situazioni che spingono il lettore a interrogarsi, a chiedersi quale delle infinite chiavi di lettura seguire. Il libro costringe il lettore a guardarsi dentro di sé, a fare i conti con i “mostri” che noi tutti abbiamo e con i quali dobbiamo fare quotidianamente i conti.

Come gestisci il rapporto tra ciò che condividi sui social e la tua scrittura?

Con attenzione. È un modo per costruire attesa, per far percepire il mondo del libro senza rivelarlo tutto.

Cosa speri che il lettore porti con sé alla fine?

Vorrei che emergesse la complessità delle emozioni, la bellezza di ciò che è ambiguo e incerto, la consapevolezza che leggere è un atto attivo: interpretare, sentirsi coinvolti, mettere in discussione ciò che si legge. Se anche solo una persona sente qualcosa di nuovo dentro, il libro ha raggiunto il suo scopo.

Tu sei insegnante di Lettere alle Superiori. Il tuo lavoro in classe ha ancora un ruolo nel modo in cui osservi il mondo e scrivi?

Assolutamente sì. In aula impari a percepire sfumature, tensioni, piccoli equilibri tra le persone. Lavoro con ragazzi, adolescenti, un’età delicata, spesso fragile, ma capace di regalare sorprese grandi e inattese. Quella sensibilità ad osservare il mondo che mi circonda alimenta anche la scrittura: il romanzo nasce dall’osservazione di ciò che ci rende fragili, ambigui, vulnerabili. La scuola è il luogo da cui traggo attenzione ai dettagli umani, ma il blu del libro è tutto un altro spazio, più sospeso e intimo.

Quanto conta l’empatia nella tua esperienza di insegnante, e come la ritrovi nella scrittura?

L’empatia è ciò che permette di entrare davvero in contatto con gli altri. In classe aiuta a comprendere e a essere ascoltata, nella scrittura consente di creare personaggi e situazioni che il lettore sente dentro di sé. Senza empatia, tutto resta distante; con empatia, si riesce a far vibrare emozioni, tensioni e ambiguità proprio come accade nel romanzo.

Manuele Pereira

CONTATTI SOCIAL

https://www.instagram.com/benedetta_ornella_fontana

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