In scena il 23 marzo 2026 al Teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno.
C’è un momento, all’inizio di Buongiorno, Ministro! in cui il teatro trattiene il fiato: un uomo, un politico travolto dallo scandalo, è pronto a scomparire. La pistola è già un’estensione della sua disperazione, un oggetto che vibra come un punto finale. Ma proprio quando la tragedia sembra inevitabile, la porta si spalanca e irrompe la vita: una venditrice porta a porta, un turbine di umanità, una comicità che non chiede permesso. Quello è l’ingresso del caos salvifico, della commedia che strappa la morte dalle mani del protagonista e la trasforma in un pretesto per ricominciare.
Ferdinando Ceriani dirige questo testo di Jordi Galceran come una macchina scenica a orologeria, dove ogni ingranaggio, gesto, battuta, ritmo, scatta con precisione chirurgica. Ma ciò che colpisce non è solo la meccanica: è la capacità di far convivere il grottesco con una tenerezza inattesa, di far emergere, sotto la superficie pirotecnica, una domanda più profonda sul potere, sulla fragilità, sulla possibilità di essere salvati da chi non ha nulla da perdere.
Enzo Iacchetti dà al Ministro una umanità sghemba, un misto di dignità ferita e comicità involontaria. Non interpreta un politico: interpreta un uomo che ha perso il controllo della propria narrazione, e che ora si ritrova prigioniero di una farsa che non ha scelto. Accanto a lui, Antonella Civale è una forza della natura: la sua venditrice è un personaggio che sembra uscito da una commedia di strada, ma con una profondità che affiora nei dettagli, negli sguardi, nelle incrinature della voce. È lei il detonatore, la scintilla che trasforma la tragedia in un vortice di equivoci.
La compagnia di attori: Ermenegildo Marciante, Gigi Palla, Elisabetta Mandalari costruisce una famiglia sgangherata e irresistibile, una costellazione di caratteri che amplifica il caos fino a renderlo quasi musicale. Ogni ingresso è un colpo di scena, ogni uscita un rilancio. La scrittura di Galceran, elegante e mai volgare, trova in loro interpreti capaci di restituire la precisione del testo senza sacrificare la spontaneità.
Le musiche di Nicola Piovani aggiungono una vibrazione ulteriore: non sono un semplice accompagnamento, ma una temperatura emotiva, un respiro che attraversa la scena e la rende più ampia, più cinematografica. I costumi di Susanna Proietti e le scene dell’Accademia di Belle Arti di Perugia costruiscono un ambiente che oscilla tra realismo e caricatura, come se lo spazio stesso fosse complice della commedia.
Lo spettacolo procede come una spirale comica senza tregua: gag, fraintendimenti, accelerazioni improvvise, cadute e risalite. La comicità è un filtrato attraverso la sensibilità mediterranea, attraverso un gusto per il paradosso che non rinuncia mai alla gentilezza. E quando arriva il finale sorprendente, imprevedibile, quasi una torsione morale il pubblico si ritrova spiazzato, divertito, e in qualche modo toccato.
Buongiorno, Ministro! non è solo una commedia da infarto: è un piccolo rito laico sulla possibilità di essere salvati dagli altri, anche quando gli altri sono imperfetti, invadenti, ridicoli. La drammaturgia è un inno alla vita che irrompe dove non dovrebbe, che scombina i piani, che ci costringe a ridere proprio quando vorremmo piangere.
Giuliano Angeletti
Enzo Iacchetti, Antonella Civale
BUONGIORNO, MINISTRO!
testo Jordi Galceran
regia Ferdinando Ceriani
con Ermenegildo Marciante, Gigi Palla, Elisabetta Mandalari
traduzione Pino Tierno e Ilaria Panichi
musiche Nicola Piovani
a cura di pasquale Filasto
costumi Susanna Proietti
scene Accademia di Belle Arti di Perugia
produzione Politeama

