Capitolo due di Neil Simon…

Data:

In scena l’11 marzo 2026 al Teatro Solvay di Rosignano.

Ci sono spettacoli che non si limitano a raccontare una storia, ma costruiscono un luogo.
Capitolo Due di Neil Simon, nella regia di Massimiliano Civica, è uno di questi luoghi: una stanza mentale, un territorio di passaggio, un varco in cui il dolore e la leggerezza si sfiorano senza mai annullarsi.
È un teatro che non chiede allo spettatore di guardare, ma di entrare, di sedersi accanto ai personaggi, di respirare con loro.

La vicenda è nota: due persone ferite, due vite che hanno conosciuto la perdita e la disillusione, si incontrano e tentano con goffaggine, con timore, con un coraggio quasi involontario di ricominciare.
Ma ciò che Civica mette in scena non è la trama: è il movimento interiore che la trama custodisce.
È la fragile architettura emotiva che sostiene ogni gesto, ogni esitazione, ogni sorriso che arriva troppo presto o troppo tardi.

Gli interpreti: Maria Vittoria Argenti, Ilaria Martinelli, Aldo Ottobrino, Francesco Rotelli non sono semplicemente quattro attori in scena: sono una costellazione. Ognuno porta una luce diversa, una temperatura emotiva distinta, un modo personale di abitare il silenzio e la parola. La loro coralità non è mai costruita, mai artificiale: nasce da un ascolto reciproco che si percepisce anche nei dettagli minimi un respiro condiviso, un tempo sospeso, un gesto che si accorda a un altro gesto. È un ensemble che non cerca il virtuosismo, ma la verità.

La regia di Massimiliano Civica lavora per sottrazione, ma la sua sottrazione non è minimalismo: è precisione. Ogni elemento è ridotto all’essenziale per lasciare spazio all’essenziale dell’umano. La scena diventa un luogo di risonanza, non di rappresentazione. Le parole di Simon, così asciutte e così cariche di sottotesti, trovano qui un terreno fertile: non vengono recitate, ma abitate. Civica non cerca la risata facile, né la commozione immediata. Lascia che il comico emerga come conseguenza naturale della condizione umana, come inciampo, come tentativo di sopravvivere al proprio stesso dolore.
E lascia che il tragico resti sullo sfondo, come una vibrazione costante, come un basso continuo che sostiene la partitura.

In Capitolo Due, il riso non è un diversivo: è un ponte. È il modo in cui i personaggi e con loro gli spettatori attraversano la frattura. La commedia diventa così un rito di guarigione, un esercizio di fiducia, un atto di apertura verso ciò che ancora può accadere. Lo spettacolo non offre soluzioni, non promette felicità, non costruisce finali consolatori. Propone invece un gesto più semplice e più radicale: ricominciare non significa dimenticare, ma imparare a portare con sé ciò che è stato.

Capitolo Due di Massimiliano Civica è un’esperienza più che una narrazione. È un teatro che non impone, ma accompagna; che non mostra, ma suggerisce; che non cerca l’effetto, ma risonanza. La regia di Civica e il lavoro del quartetto attorale costruiscono un paesaggio emotivo in cui lo spettatore può riconoscersi senza essere guidato, può commuoversi senza essere spinto, può ridere senza sentirsi in colpa. Si esce dalla sala con la sensazione di aver assistito a qualcosa di profondamente umano: la vita che, nonostante tutto, trova il modo di ricominciare. E lo fa con una delicatezza che non è debolezza, ma forza.

Giuliano Angeletti

CAPITOLO DUE
di Neil Simon
uno spettacolo di Massimiliano Civica
con Maria Vittoria Argenti, Ilaria Martinelli, Aldo Ottobrino, Francesco Rotelli
scene Luca Baldini
costumi Daniela Salernitano
luci Gianni Staropoli Photo Duccio Burberi
traduzione e adattamento Massimiliano Civica
proprietà intellettuale della traduzione di Mtp Associati
produzione Teatro Metastasio di Prato

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