Il Cirque Éloize torna in Italia

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Il linguaggio del Cirque Éloize (compagnia canadese fondata nel 1993, famosissima nelle arti circensi contemporanee, insieme al Cirque du Soleil) è tornato ad affabulare il pubblico in Italia (a Trieste, dopo dieci anni d’assenza), al Politeama Rossetti dall’1 al 3 aprile 2026 con “ID EVOLUTION”, una versione impreziosita e attualizzata di un grande titolo del suo repertorio.

La presenza di spettacoli legati al circo è una tradizione consolidata nell’ambito del Teatro Stabile regionale, che ha portato grandi compagnie ed eventi di fama internazionale al pubblico di Trieste. Nel 2025, il Cirque du Soleil è stato uno degli eventi principali dell’estate, affiancato da altri spettacoli significativi come “The 7 Fingers,” “Slava’s Snowshow,” e “Stomp,” che tornerà a fine aprile 2026.

Il Cirque Éloize è nato a Montreal nel 1993 per merito di Jeannot Painchaud, Daniel Cyr, Claudette Morin e Julie Hamelin. Le sue produzioni combinano le arti circensi con la musica, la danza, la tecnologia e il teatro. Ne ha fatto parte anche un noto regista italo/svizzero, che abbiamo avuto modo di incontrare nuovamente in questa stagione 2025/26 del Rossetti, nello spettacolo “Nessuno”: sto parlando di Daniele Finzi Pasca.

Noto per la sua visione del nuovo circo, il Cirque Éloize ha fatto tappa a Trieste nel 2009 con “Rain” e nel 2014 con “ID”, conquistando trasversalmente il pubblico con uno spettacolo tecnicamente perfetto che lascia spazio all’incanto e alla poesia. Questa compagnia è uno dei leader nel nuovo circo e ha un forte legame con la cultura del Quebec, che ha cercato di diffondere attraverso le sue produzioni in oltre 650 città nel mondo con 6 milioni di spettatori.

“ID EVOLUTION “, la nuova versione appunto di uno dei suoi spettacoli di maggior successo ( “ID” del 2014), rappresenta l’essenza della compagnia. Come mai Éloize?  È una parola originaria dell’isola di Magdalen in Quebec che significa “Lampi di Caldo all’orizzonte”: questo calore è evidente nel modo in cui è gestito e si svolge lo spettacolo.

La nuova edizione di “ID,” ha scenografie e costumi aggiornati e con un’atmosfera visiva e sonora totalmente rinnovata. Questa versione mira a coinvolgere la gioventù contemporanea, mantenendo l’energia giocosa e poetica, caratteristica della compagnia, e spingendosi oltre, molto oltre i confini del circo tradizionale. Il fondatore, Jeannot Painchaud, aveva annunciato che il nuovo spettacolo si sarebbe svolto in un universo urbano strano e sospeso nel tempo, dove ritrovare alcuni dei numeri più iconici dello spettacolo. Il tutto però imperniato e impregnato sulla spinta dell’energia di una nuova generazione che sfida costantemente i confini tra danza e circo.

Si tratta (oggi come allora) di un’opera metropolitana ambientata in una città futuristica dove i personaggi si incontrano, si sfidano, intrecciano amicizie e amori, ma soprattutto si divertono. La festa è un tema centrale dello spettacolo, con numeri di abilità, come quelli con le palline, il tappeto elastico e le corde, che trasmettono energia e positività al pubblico, che si ritrova a muoversi a tempo, con il ritmo della musica. Accanto a momenti di gioia e di godimento, ci sono anche scene di scontro e passione, come il numero con la pertica e i passi a due che mostrano grande bravura ed espressività.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Jeannot Painchaud, unisce diverse discipline circensi creando un’atmosfera incredibile grazie alla scenografia e al disegno luci. La musica accompagna le evoluzioni degli artisti, rendendo il tutto ancora più coinvolgente.

Il pubblico sembrava non curarsi della mancanza di una trama unitaria tra le esibizioni, anche se sarebbe, forse, stata apprezzata. Tuttavia, le performances dei 9 artisti sono state straordinarie.

A sipario aperto, in uno scenario da downtown, tra il post-industriale e il post-bellico, fra impalcature arrugginite, cassoni e pareti ricolme di graffiti di writers, verricelli e uncini di gru, abiti colorati e stracciati, maquillage fluorescente, bici da trial e fisici da urlo, l’unico vero fil rouge è l’Amore, onnipresente in ogni palpito degli artisti e in noi del pubblico. La musica, molto ritmata e a volte ossessiva per noi boomer, aiutava a volare alto nel vedere i “Pas de deux” fra una meravigliosa contorsionista e un acrobatico hip-hopper, i salti impressionanti da altezze assurde, l’abilità nel gestire i fisici e le distanze sui “pole”, lo sfidare della gravità e della potenza quasi sovrumana, le inebrianti acrobazie su colonne costruite da sedie di legno, l’ipnosi e l’incanto della ruota di Cyr (dispositivo circense costituito da un unico grande anello di alluminio o acciaio con un diametro superiore, di circa 10-15 cm, all’altezza dell’utilizzatore che adopera la ruota afferrandone il bordo e facendola ruotare e girare su sé stessa mentre esegue movimenti acrobatici all’interno di essa), la street dance (sempre come la definiamo noi boomers, che indica tutti gli stili di danza urbana nati fuori dalle accademie classiche, nelle strade, nei club o nei block party, includendo tantissimi stili diversi: Breakdance, Hip-Hop,ecc.) mescolata ai nastri e i cerchi aerei, le sempre coinvolgenti “palline rimbalzanti” e il trampolino / tappeto elastico che fa sfidare ogni legge di gravità con una grazia che fa sì che sembri addirittura naturale.

Effettivamente lo spettacolo è molto emozionante e coinvolgente, ed ha avuto luogo in un Rossetti pienissimo di gioventù e di bambini/ragazzini osannanti e sicuramente desiderosi di tornare a casa e provare a ripetere alcuni esercizi, per la disperazione dei genitori! Ma, si sa, il circo (antico o moderno), ha sempre fatto questo effetto!

Da Trieste per oggi è tutto

Rosa Zammitto Schiller

 

Cirque Éloize – ID Evolution

 

Creative Team:

Creative Producer & Stage Director: Jeannot Painchaud

Choreographer & Associate Stage Director: Elon Hoglung

Music Composers: Jean-Phi Goncalves & Alex Mcmahon

Set Designer: Frederick Ouellet

Costume Designer: Liz Vandal

Light Designer: Stéphane Ménigot

Video Motion Designer: Bernard Mauran, Yannick Doucet

Sound Designer: Rémy Jannelle

Make Up Artist: Véronique St Germain

 

Acrobates & Dancers:

Contortion, Areal, Dance: Alexia Medesan

Bboy, Équilibre, Trampoline, Dance: Adams Dransfield

Bboy / Dance: Bryan Boyer “Slinky”

Bgirl / Dance: Lakesshia “Kiki” Pierre

Trial Bike: Trevor Bodogh

Juggling, Trampoline, Dance; Jp Deltell

Chinese Pol, Trampoline, Handstand, Dance: Kayden Woodridge

Cyr Wheel, Straps, Dance: Christophe Bate

Hoops, Areal, Dance: Florence Amar

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