Giulio de Nicolais d’Afflitto riceve il Premio Roma Città Eterna

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Giulio de Nicolais d’Afflitto, autore e filosofo legato al Neoverismo italiano, riceverà il 21 aprile 2026 il Premio Roma Città Eterna conferito dalla Fondazione Area Cultura, in coincidenza con il tradizionale anniversario della fondazione di Roma. Nel frattempo, la regista Donatella Cotesta porterà presto in scena a Valencia e a New York due sue opere teatrali: “Una certa storia romana” e “Quello che non dicono di me – Anna Magnani”, entrambe incentrate sull’identità italiana e sul racconto della sua cultura.

Questi spettacoli rappresentano anche un momento significativo per l’affermazione internazionale di quella che viene definita la corrente del “Nuovo Verismo Italiano”. Cotesta e de Nicolais d’Afflitto ne sono infatti tra i principali ideatori e teorici: per loro non si tratta di una semplice categoria stilistica, ma di un vero e proprio metodo artistico, orientato a portare in scena una verità autentica. Il loro lavoro punta a superare la finzione tradizionale, proponendo un ritorno alla realtà che non si limiti a riprodurla, ma che la analizzi in profondità, trasformandola in espressione teatrale.

In questo contesto, entrambi assumono anche un ruolo critico, contribuendo a definire i fondamenti teorici del movimento e a distinguerlo dal verismo ottocentesco, introducendo una prospettiva più attuale e introspettiva.

Parallelamente, l’interesse di Cotesta per la Massoneria si inserisce in un ambito di ricerca più ampio, volto a esplorare le radici del pensiero laico e illuminista in Italia. Attraverso convegni e iniziative culturali, si è cercato di reinterpretare la storia nazionale anche alla luce delle società iniziatiche, evidenziando il loro possibile impatto sulla formazione culturale e civile di numerosi intellettuali.

Da questa prospettiva emerge anche un’analogia concettuale: sia nel Nuovo Verismo sia nel percorso iniziatico massonico, la verità non è considerata un punto di partenza, ma un obiettivo da raggiungere. In entrambi i casi, essa richiede un percorso rigoroso e consapevole—artistico nel primo, filosofico nel secondo.

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