Mario Perrotta: Nel Blu…

Data:

In scena il 25 marzo 2026 al Teatro degli Antei di Pratovecchio Stia.

All’inizio di Nel blu, c’è un istante, in cui Mario Perrotta sembra non entrare in scena, ma affiorare. Come se la felicità, quella parola fragile, quasi impronunciabile nel nostro presente, avesse bisogno di un corpo che la custodisse con pudore, prima ancora che con voce. Perrotta lo fa con la sua personalità: non interpreta Modugno, non lo imita, non lo evoca come un fantasma benevolo. Lo attraversa. Lo lascia filtrare. Lo usa come un prisma per interrogare un’epoca in cui la felicità sembrava possibile, o almeno desiderabile.

Il cuore dello spettacolo è proprio questo: la distanza tra un tempo che sognava e un presente che fatica perfino a immaginare. Gli anni a cavallo del 1958, quelli del boom economico, della fiducia ingenua, della gioia come progetto collettivo, diventano lo specchio di un’umanità contemporanea abitata da passioni tristi, come se il futuro fosse diventato un luogo inaccessibile.

E allora Perrotta compie un gesto teatrale semplice e radicale: si affida a Modugno. A quell’uomo che, con una sola canzone, ha reso felice un intero continente. A quell’artista che sapeva di lavorare sull’effimero e sull’impalpabile, eppure insisteva: «Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista». Perrotta prende questa frase e la trasforma in un manifesto scenico, in un atto di resistenza poetica.

La regia costruita insieme a Paola Roscioli è essenziale, quasi ascetica, ma ogni gesto è calibrato, ogni pausa è un respiro condiviso. La musica, affidata agli arrangiamenti di Vanni Crociani, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci e dello stesso Perrotta, non è un semplice accompagnamento: è una drammaturgia parallela. Il pianoforte e la fisarmonica di Crociani aprono spazi di nostalgia luminosa; le chitarre di Marches portano un’energia terrestre, concreta; il violoncello di Franchellucci scava, affonda, porta in superficie la malinconia che ogni felicità autentica porta con sé. In questo intreccio di voce, corpo e suono, Perrotta non cerca risposte. Cerca domande. Cerca il punto esatto in cui la felicità smette di essere un ricordo e torna a essere una possibilità. E lo fa con una delicatezza che non è mai debolezza, ma un modo diverso di affermare la propria forza.

La produzione di Permar Compagnia Mario Perrotta / Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale sostiene lo spettacolo con una cura che si percepisce in ogni dettaglio: un equilibrio raro tra rigore e poesia.

“Nel blu” è un atto d’amore verso Modugno, certo, ma soprattutto verso l’idea stessa di felicità come bene comune. Un invito a tornare a crederci. Un’illusione necessaria, che diventa per un’ora, verità pura.

Giuliano Angeletti

Mario Perrotta NEL BLU
avere tra le braccia tanta felicità
uno spettacolo di Mario Perrotta
collaborazione alla regia Paola Roscioli
musiche Domenico Modugno
arrangiamenti Vanni Crociani, Massimo Marches, Giuseppe Franchellucci, Mario Perrotta
Vanni Crociani pianoforte, fisarmonica, Massimo Marches chitarre, Giuseppe Franchellucci violoncello
produzione Permar Compagnia Mario Perrotta/Emilia Romagna Teatro ERT-Teatro Nazionale

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati

DRAMMATURGIE A CONFRONTO: TRA TESTO E IMMAGINI

Venezia, Biennale di Teatro Alla Biennale Teatro, cui guida artistica...

Nicole Perini, vola in finale al Tour music fest

Nicole Perini vola nella Repubblica di San Marino per...