C’è un momento, nelle grandi città, in cui il passato smette di essere soltanto memoria e torna a vivere sotto nuove forme. A Roma, quel momento coincide con l’apertura del Corinthia Rome, un indirizzo destinato a ridefinire l’idea stessa di ospitalità di alto livello nel cuore della Capitale.
Affacciato su Piazza del Parlamento, a pochi passi dai luoghi simbolo della città, l’hotel nasce all’interno dell’ex sede della Banca d’Italia: un edificio solenne, costruito nei primi decenni del Novecento, che oggi si presenta rinnovato senza aver rinunciato alla propria identità. Le geometrie neoclassiche, i dettagli decorativi, le superfici che raccontano il tempo sono stati restituiti alla luce attraverso un restauro attento, capace di coniugare rispetto e visione.
Un rifugio urbano
Non si tratta di un semplice hotel di lusso, ma di un rifugio urbano pensato per chi cerca discrezione, bellezza e misura.
Con circa 60 camere – tra cui 21 suite – il Corinthia Rome privilegia un’idea di accoglienza intima, quasi domestica, dove ogni spazio è progettato per offrire equilibrio tra comfort contemporaneo e suggestione storica.
Tra gli elementi più sorprendenti spicca la spa, realizzata all’interno dell’antico caveau della banca: un luogo un tempo destinato alla custodia del valore che oggi diventa spazio dedicato al benessere e al tempo lento. A questo si affiancano un cortile interno trasformato in oasi raccolta e una serie di servizi costruiti su misura, pensati per un viaggiatore esigente e internazionale.
L’esperienza si completa con un’offerta gastronomica d’autore affidata a Carlo Cracco, che firma qui il suo primo progetto organico nella Capitale. Più che un ristorante, un vero percorso culinario articolato in diversi ambienti – dal fine dining al bistrot, fino al cocktail bar – destinato a dialogare con la città e con chi la vive.
La posizione, naturalmente, gioca un ruolo centrale: tra il Pantheon, Piazza di Spagna e i palazzi della politica italiana, l’hotel si inserisce in uno dei quadranti più emblematici di Roma, dove ogni strada è un racconto e ogni scorcio un invito alla scoperta.
Con questa apertura, Corinthia Hotels compie un passo strategico nel proprio percorso di espansione internazionale, scegliendo Roma come tappa chiave. E la città, dal canto suo, aggiunge un nuovo tassello alla propria vocazione di destinazione d’eccellenza, capace di attrarre un turismo sempre più raffinato e consapevole.
In fondo, il Corinthia Rome non è solo un luogo in cui soggiornare: è un modo diverso di abitare la città, lasciandosi attraversare dalla sua storia senza rinunciare al comfort del presente.
Gli spazi: organizzazione funzionale e linguaggio progettuale
L’impianto distributivo dell’hotel si articola su più livelli per una superficie complessiva di circa 7.500 metri quadrati, secondo una logica che separa in modo chiaro i flussi pubblici da quelli privati e di servizio. I piani inferiori accolgono le funzioni comuni – lobby, aree lounge, ristorazione e spazi di rappresentanza – organizzate in sequenza per garantire continuità visiva e gerarchia degli ambienti, mentre i livelli superiori sono dedicati alle camere e alle suite, progettate per massimizzare privacy e comfort acustico.
Dal punto di vista materico, il progetto combina il recupero degli elementi originali – pavimentazioni lapidee, rivestimenti decorativi, apparati ornamentali – con l’inserimento di superfici contemporanee a basso impatto visivo, come boiserie, metalli satinati e tessuti tecnici. L’illuminazione, sia naturale che artificiale, è stata studiata per valorizzare le volumetrie esistenti: corpi illuminanti integrati e sistemi a luce indiretta contribuiscono a definire atmosfere differenziate in base alle funzioni.
Le camere presentano una configurazione modulare con arredi custom e soluzioni integrate per la gestione degli impianti, mentre le suite introducono una maggiore articolazione spaziale con zone living separate. Particolare attenzione è stata dedicata all’isolamento termo-acustico e all’integrazione discreta delle tecnologie, in linea con gli standard dell’ospitalità di fascia alta.
La spa occupa gli spazi ipogei dell’ex caveau, dove la preesistenza strutturale ha richiesto un intervento di adattamento mirato: le murature massicce e le strutture blindate sono state mantenute e integrate con sistemi contemporanei per il controllo climatico e l’umidità, trasformando un ambiente tecnico in un’area wellness altamente specializzata.
Il cortile interno funziona come dispositivo di regolazione ambientale oltre che come spazio relazionale: contribuisce all’apporto di luce naturale e alla ventilazione, configurandosi al contempo come fulcro distributivo attorno a cui si organizzano alcune delle principali funzioni comuni.
Gli spazi della ristorazione, infine, sono stati progettati con un’identità autonoma ma coerente, attraverso layout flessibili e una differenziazione netta tra ambienti formali e informali, supportati da cucine altamente attrezzate e percorsi di servizio separati, in modo da garantire efficienza operativa e qualità dell’esperienza.
Foto copertina e interne:
https://www.corinthia.com/it-it/rome/
Filly di Somma

