“Condominio mon amour”: l’affidabilità e le coccole di un portinaio spazzate via dalla modernità e dall’illusione della tecnologia

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“Condominio mon amour”, è una commedia andata in scena lunedì 13 aprile 2026 presso il Politeama Rossetti di Trieste, nell’ambito del cartellone “Scena Contemporanea”.

La pièce, scritta e interpretata da Giacomo Poretti e Daniela Cristofori, affronta il tema del moderno mondo del lavoro, evidenziando la sua mancanza di attenzione all’essere umano, all’umanità dei lavoratori, al benessere delle persone, mentre comanda esclusivamente l’ ossessione dell’efficienza e del profitto.

I protagonisti: il prezioso tuttofare, prossimo alla pensione, custode Angelo e la elegante manager, aggressiva, portavoce della società che amministra innumerevoli immobili in tutto il mondo, Caterina Dolorosi. Angelo lavora con dedizione nel suo condominio della “Milano bene”, chiama gli inquilini per nome, si occupa della spesa dell’anziano Gaspare e delle paturnie della Signora Biraghi. Custodisce le loro chiavi non solo di casa ma delle loro esistenze e dei loro ricordi. Nonostante sia l’archivio e l’archivista delle storie degli inquilini e delle loro vite, viene improvvisamente licenziato, a fronte di un ridicolo premio di buonuscita in denaro, in favore di un Androide comandato da una App. Questo licenziamento rappresenta la priorità della produttività sugli aspetti umani. Priorità voluta non soltanto dalla società che si occupa dell’amministrazione del condominio, ma, alla fine, anche dai condòmini stessi, riuniti in assemblea, che, inebriati dalla modernità, dalla sedicente efficienza e dall’utopia di un risparmio, non esitano a negare il voto al loro fidato e fedele compagno di vita “casigliana”.

Angelo decide di lottare per la sua posizione e l’atrio del condominio diventa una scacchiera dove si confrontano diverse strategie per difendersi dal progresso che minaccia immeritatamente il suo lavoro.

L’autore Poretti si chiede se lo spettacolo aiuterà in qualche modo a ricomporre le fratture sociali o a sottolineare la semplicità delle interazioni quotidiane e delle storie comuni.

Il regista e coautore Marco Zoppello sottolinea come il comico utilizzi il paradosso e l’ironia per riflettere la realtà. La commedia si configura come una moderna pochade, porte che si aprono e si chiudono, microcosmo che diventa macrocosmo, utilizzo ripetitivo e inutile di terminologie inglesi, presenza ossessiva e irrinunciabile di un “custode” in tutti i sensi, rimanendo al tempo stesso una critica al digitale, a scapito delle relazioni umane. Non ci sono risposte certe sulle sfide future del lavoro, ma lo spettacolo invita a riflettere su ciò che sta accadendo oggi e a interrogarsi insieme, sfruttando il potere del teatro per sentirsi meno disorientati.

Scena semplice, una pseudo guardiola, una scacchiera, due porte chiuse, un estintore. Voci di condomini, anziani, onnipresenti, pretenziosi, pettegoli. Due universi a confronto: quello solito e solido, ricordi di tempi andati, fidati, obsoleti ma al tempo stesso anelati. Fretta nel prendere decisioni, lavoro visto come un trofeo da vincere e da sfoggiare, una spunta da applicare su un freddo elenco. Fiducia nella tecnologia e al tempo stesso, paura che prenda il sopravvento.

C’è sintonia fra i due interpreti, sintonia anche nella vita comune. Si comprende che forse è un problema cui sono sensibili gli autori e che non è estraneo a molti di noi.

Il pubblico del Rossetti ha accolto molto bene lo spettacolo, fidelizzato e richiamato di certo dal Poretti di Aldo, Giovanni e Giacomo. Teatro praticamente sold out e tanti applausi. Siparietto finale con elenco di tappe anche in teatri piccoli in paesi piccoli della provincia italiana con ben 54 repliche a partire dal 2024.

Selfie di rito dal palco (per testimoniare al figlio la loro frequente assenza da casa) e tanti tanti affettuosi battimani.

Si è sorriso, certo. Questo ci si aspettava. Ma era un riso molto amaro. Un futuro molto vicino, molto prossimo…molto nostro…molto Tafazzi (indimenticabile, c’è poco da dire!)

Da Trieste per oggi è tutto

Rosa Zammitto Schiller

 

 

CONDOMINIO MON AMOUR

di Daniela Cristofori, Giacomo Poretti e Marco Zoppello

 

con

Caterina Dolorosi: Daniela Cristofori

Angelo Custode: Giacomo Poretti

Regia: Marco Zoppello

Scenografia: Stefano Zullo

Costumi: Eleonora Rossi

disegno luci: Matteo Pozzobon

musiche originali di: Giovanni Frison

assistente alla regia: Irene Consonni

fonico: Marco Broggiato

produzione: Centro di Produzione Teatro de Gli Incamminati

con il sostegno di GiGroup

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