In scena il 31 marzo 2026 al Teatro degli Unanimi di Arcidosso.
Con Il Bar Sotto il Mare, Emilio Russo affronta uno dei testi più complessi e stratificati del repertorio narrativo di Stefano Benni, scegliendo un approccio registico che privilegia la coralità, la fluidità e la costruzione di un linguaggio scenico ibrido. L’operazione si colloca in quella linea di teatro contemporaneo che tenta di restituire alla scena la densità immaginifica della letteratura senza cadere nella semplice trasposizione illustrativa.
L’adattamento operato da Russo si distingue per una selezione accurata dei materiali originali e per una struttura che, pur rispettando la frammentazione episodica del testo, costruisce un percorso coerente. La regia lavora sulla continuità ritmica e sulla gestione delle transizioni, evitando bruschi cambi di tono e mantenendo un equilibrio tra comicità, surrealtà e malinconia.
La scelta di un impianto scenico essenziale risponde a una precisa strategia estetica: liberare lo spazio da elementi superflui per permettere agli attori di costruire, attraverso gesto, voce e ritmo, gli ambienti immaginari del bar sommerso. L’assenza di un realismo scenografico marcato consente allo spettacolo di collocarsi in una dimensione sospesa, coerente con l’universo benniano, e di affidare alla performance la responsabilità della creazione di senso.
Russo dimostra una notevole attenzione alla partitura temporale: i tempi comici sono calibrati con precisione, così come le pause che permettono alle immagini più liriche di sedimentare. L’insieme risulta compatto, sostenuto da una regia che non impone sovrastrutture ma guida con discrezione.
Il trio formato da Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo degli Innocenti, affiancato dal musicista-performer Cosimo Zannelli, costituisce un ensemble affiatato e tecnicamente solido. La loro versatilità rappresenta uno degli elementi più rilevanti della produzione: i performer attraversano con naturalezza registri differenti, passando dalla narrazione al canto, dalla caratterizzazione grottesca alla recitazione più asciutta. La coralità del quartetto è uno dei punti di forza dello spettacolo: la dinamica interna del gruppo permette di affrontare la varietà dei personaggi benniani senza cadere nella caricatura o nella frammentazione.
Le musiche curate ed eseguite da Checcacci e Zannelli, non svolgono un ruolo ornamentale ma strutturale. La partitura sonora diventa un dispositivo drammaturgico che sostiene la narrazione, definisce le atmosfere e crea continuità tra i diversi quadri. L’integrazione tra musica e recitazione è fluida e risponde a una logica di co-costruzione del senso scenico.
La scelta di mantenere i musicisti in scena, visibili e attivi, rafforza la dimensione corale e contribuisce a evitare la dispersione tipica degli adattamenti di testi episodici. La musica diventa così un elemento di coesione e un vettore emotivo che accompagna lo spettatore attraverso le diverse tonalità del racconto.
L’operazione di Russo si colloca in un territorio di equilibrio tra fedeltà e reinterpretazione. Il regista non tradisce l’immaginario di Benni, ma lo rilegge attraverso un linguaggio scenico contemporaneo, evitando l’eccesso di sperimentazione. Il risultato è un lavoro che riesce a mantenere la complessità del testo senza appesantirlo, rendendolo accessibile a un pubblico eterogeneo.
La comicità, pur presente e ben calibrata, non scivola mai nel facile intrattenimento; allo stesso modo, i momenti più lirici non cedono alla retorica. Lo spettacolo mantiene una coerenza estetica che ne sostiene l’efficacia complessiva.
Il Bar Sotto il Mare nella regia di Emilio Russo si configura come una produzione matura, consapevole e tecnicamente curata. La combinazione di recitazione, musica dal vivo e coralità attoriale permette di restituire la ricchezza immaginativa del testo di Benni attraverso un linguaggio scenico equilibrato e contemporaneo. La messa in scena dimostra una chiara visione artistica e una solida capacità di gestione del materiale narrativo, confermando la validità dell’operazione e la qualità del gruppo di lavoro. Una proposta drammaturgica che trova il suo punto di forza nella precisione, nella misura e nella capacità di costruire un dialogo efficace tra letteratura e teatro.
Giuliano Angeletti
IL BAR SOTTO IL MARE
di Stefano Benni
regia e adattamento Emilio Russo
con Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli, Lorenzo degli Innocenti, Cosimo Zannelli
musiche eseguite dal vivo di Fabrizio Checcacci, Cosimo Zannelli
scene e costumi Pamela Aicardi
luci Mattia De Pace. Photo Alessandro Fibbi
produzione Tieffe Teatro/La Macchina del Suono

