Ci sono momenti in cui restare fermi non è più un’opzione. È da uno di questi che nasce il percorso di Luana Perdon, oggi alla guida di THE HUB, un progetto che unisce voci, esperienze e punti di vista in uno spazio libero e contemporaneo. Tra consapevolezza, autenticità e desiderio di evoluzione, Luana racconta come si costruisce qualcosa che assomiglia davvero a chi si è.
Com’è nato il tuo progetto? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che doveva prendere forma?
Il progetto è nato in un momento di rottura, non certo perfetto. Continuare a rimandare avrebbe significato restare in qualcosa che non mi rappresentava più. Non c’è stata un’illuminazione romantica, ma una scelta lucida. Fondamentale è stato l’incontro con la realtà di Rete NET VISION e con persone che hanno creduto in me: Andrea Biandrino, Luigi Cardone, Marca Santarelli e tutto lo staff della web TV. Mi hanno dato fiducia e mi hanno spinta a fare quel passo. Così è iniziato tutto: con tanto lavoro, idee, confronti. THE HUB oggi è più di un programma, è uno spazio dove storie e visioni si incontrano tra web, TV e radio.
Cosa rende questo progetto davvero tuo, qualcosa che porta la tua impronta?
È mio perché rispecchia il mio modo di essere. Sono spontanea, diretta, ma anche molto attenta a ciò che sento autentico. Questo progetto non è costruito a tavolino: nasce dalle mie esperienze, dai cambiamenti che ho attraversato e da una forte esigenza di verità. La web TV mi ha aiutata a tirare fuori questa parte di me senza filtri. Per questo THE HUB mi rappresenta così bene: non è solo ciò che faccio, ma il modo in cui lo faccio.
Guardando avanti, quale direzione immagini per questo progetto nei prossimi anni?
Voglio che cresca, ma nel modo giusto. Non mi interessa fare di più, mi interessa fare meglio. L’obiettivo è costruire un’identità forte, riconoscibile, che possa avere un impatto reale su chi guarda e ascolta. THE HUB deve diventare sempre di più un punto di riferimento, capace di evolversi senza perdere la sua autenticità. Sono convinta di avere accanto le persone giuste per farlo.
Se dovessi raccontarti a qualcuno che non ti conosce, qual è la prima cosa che diresti di te?
Direi che sono una persona che cerca profondità. Non mi accontento facilmente, non perché voglia sempre di più, ma perché voglio qualcosa che sia vero. Mi interessa ciò che ha senso, ciò che risuona davvero con me. Questo mi porta a mettermi in discussione, a cambiare quando serve, a non fermarmi alla superficie.
C’è stata una scelta nella tua vita che senti abbia definito davvero chi sei oggi?
Sì, il momento in cui ho smesso di cercare approvazione. Quando inizi a scegliere per te stessa cambia tutto. Non è stato un attimo preciso, ma un percorso. Ho imparato a fidarmi di quello che sento, a riconoscere cosa è davvero mio e cosa no. Da lì in poi, ogni scelta è diventata più coerente con chi sono.
Le esperienze cambiano: ti senti più vicina a chi eri o completamente diversa?
Sono cambiata, ma non ho rinnegato nulla. Alcune parti di me sono rimaste, semplicemente oggi le vedo con più lucidità. Ho imparato a conoscermi meglio, a rispettare i miei tempi, i miei limiti e le mie passioni. Ogni esperienza ha contribuito a costruire la persona che sono oggi.
Cosa cerchi oggi nelle persone che scegli di avere accanto?
Cerco autenticità. Persone vere, coerenti, presenti. Voglio relazioni in cui posso essere me stessa, senza dovermi adattare. Mi interessano la fiducia, l’ascolto, la reciprocità. Credo che le connessioni più importanti nascano proprio da questo equilibrio tra leggerezza e profondità.
Quanto è diversa la Luana che vediamo sui social?
Sui social si vede una parte di me, ma non tutto. È una versione più curata, più selezionata, ma comunque reale. La differenza sta nella profondità: nella vita ci sono più sfumature, più emozioni, più complessità. I social sono solo un primo contatto, la realtà è molto più completa.
Manuele Pereira

